Lavorare durante la disoccupazione: che cosa è permesso e che cosa cambia
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Tempo parziale, guadagno intermedio, guadagno accessorio — che cosa puoi accettare, che cosa devi annunciare e come la cassa di disoccupazione ricalcola la tua indennità.
Posso lavorare a tempo parziale durante la disoccupazione?
In breve
Sì. Chi ha un’occupazione a tempo parziale e cerca un impiego a tempo pieno oppure un’altra occupazione parziale è considerato parzialmente disoccupato ai sensi dell’articolo 10 capoverso 2 LADI e resta assicurato. Il lavoro svolto mentre percepisci l’indennità diventa guadagno intermedio se rende meno dell’indennità di disoccupazione: la cassa compensa allora l’80 o il 70 per cento della differenza rispetto al guadagno assicurato. Vietato non è lavorare, ma tacerlo: annuncia l’impiego all’URC e alla cassa prima di iniziare.
Fanno fede unicamente la decisione della tua cassa di disoccupazione e le indicazioni del tuo URC. Ogni valutazione avviene caso per caso. Questo testo è redazionale e non costituisce consulenza giuridica.
I conti sono a tuo favore. La SECO lo scrive esplicitamente nelle FAQ sull’indennità di disoccupazione: la somma del guadagno intermedio e dell’indennità compensativa è sempre più elevata della sola indennità di disoccupazione. A questo si aggiunge ciò che nessun conteggio mostra: nuovi periodi di contribuzione per il prossimo termine quadro, una referenza in corso e candidature inviate da dentro un impiego anziché da un vuoto.
Il prezzo è la cura amministrativa. Il lavoro non toglie nulla all’obbligo di continuare a cercare e di documentare mensilmente le ricerche; cambia però il calcolo dell’indennità, quindi tutto ciò che la cassa deve sapere. Dichiarazioni mendaci o incomplete comportano la restituzione delle prestazioni e possono, precisa arbeit.swiss, sfociare in una denuncia penale.
Base: annunci dell’index di SwissJobs.app raggruppati in base alla professione indicata nel titolo. Un annuncio è conteggiato quando è contrassegnato come tempo parziale o quando il titolo indica un grado di occupazione che può scendere sotto il 100 per cento. Rilevazione del 23 agosto 2026.
- È parzialmente disoccupato — e resta assicurato — chi ha un’occupazione a tempo parziale e cerca un tempo pieno o una seconda occupazione parziale (art. 10 cpv. 2 lett. b LADI).
- È guadagno intermedio ogni reddito da attività dipendente o indipendente ottenuto entro un periodo di controllo, cioè entro un mese civile (art. 24 cpv. 1 LADI, art. 27a OADI).
- L’indennità compensativa è pari all’80 o al 70 per cento della differenza tra guadagno assicurato e guadagno intermedio — 80 per cento con obblighi di mantenimento verso figli minori di 25 anni, con un guadagno assicurato non superiore a CHF 3797 o con una rendita d’invalidità di almeno il 40 per cento.
- Il calcolo considera almeno l’aliquota usuale per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI): un salario sotto gli usi non viene colmato dall’assicurazione.
- Il diritto alla compensazione dura al massimo i primi dodici mesi dell’attività; con figli minori di 25 anni a carico o dopo i 45 anni dura fino alla fine del termine quadro (art. 24 cpv. 4 LADI).
- Annuncia il lavoro prima di iniziarlo: la violazione dell’obbligo di informare è un motivo di sospensione autonomo e la sospensione può arrivare a 60 giorni per motivo (art. 30 cpv. 1 lett. e e cpv. 3 LADI).
Lavorare a tempo parziale durante la disoccupazione
| Punto | Cosa vale | Base legale |
|---|---|---|
| Posso lavorare | sì | LADI art. 24 |
| Viene conteggiato | sì, come guadagno intermedio | LADI art. 24 cpv. 1 |
| Ci rimetto | no — la differenza è compensata | LADI art. 24 cpv. 3 |
| Annuncio | ogni mese, sul modulo | LADI art. 24 |
| Idoneità al collocamento | deve essere mantenuta | LADI art. 15 |
| Ricerche di lavoro | continuano, eventualmente adattate | LADI art. 17 |
| Nuovo periodo di contribuzione | sì, si costituisce | LADI art. 13 |
Lavorare è permesso e anzi auspicato. Il reddito conta come guadagno intermedio e l'indennità compensativa fa sì che tu non ci rimetta. Dati al 7 settembre 2026.
Due situazioni che la legge tiene distinte
L’articolo 10 LADI separa la disoccupazione totale da quella parziale. È totalmente disoccupato chi non è vincolato da un rapporto di lavoro e cerca un’occupazione a tempo pieno. È parzialmente disoccupato chi non è vincolato da alcun rapporto di lavoro e cerca unicamente un’occupazione a tempo parziale, oppure chi ha un’occupazione a tempo parziale e cerca un tempo pieno o un’altra occupazione parziale. Entrambe le situazioni sono assicurate: l’idea che un contratto in corso annulli il diritto non compare in nessun articolo.
Il primo caso è il tuo se hai mantenuto un impiego al 60 per cento e vuoi sostituire il 40 per cento che manca. Il secondo lo è se, mentre percepisci le indennità, accetti un impiego più piccolo di quello che hai perso. Sul piano giuridico non si tratta di una tolleranza per casi difficili, ma della via di rientro nel mercato del lavoro che il legislatore ha previsto.
Due limiti la delimitano. Chi vede ridursi temporaneamente l’orario normale rientra nel lavoro ridotto e non è considerato parzialmente disoccupato (art. 10 cpv. 2bis LADI). E si è considerati disoccupati soltanto dopo essersi annunciati per il collocamento (art. 10 cpv. 3 LADI): a far partire il conteggio è l’annuncio, non la data della disdetta.
L’articolo 11 capoverso 1 LADI aggiunge una soglia: la perdita di lavoro è computabile solo se comporta una perdita di guadagno e dura almeno due giorni di lavoro consecutivi. Una riduzione di poche ore alla settimana non fonda quindi alcun diritto.
Come la cassa calcola l’indennità compensativa
Secondo l’articolo 24 capoverso 1 LADI è guadagno intermedio il reddito proveniente da un’attività lucrativa dipendente o indipendente ottenuto entro un periodo di controllo, e periodo di controllo è ogni mese civile (art. 27a OADI). L’assicurato ha diritto alla compensazione della perdita di guadagno, con il tasso stabilito dall’articolo 22 LADI: 80 per cento in presenza di obblighi di mantenimento verso figli minori di 25 anni, se il guadagno assicurato non supera CHF 3797 o in caso di rendita d’invalidità corrispondente a un grado di almeno il 40 per cento; 70 per cento in tutti gli altri casi.
Un esempio numerico chiarisce più di una definizione. Guadagno assicurato CHF 6000, tasso del 70 per cento, quindi un’indennità di circa CHF 4200 al mese. Accetti un posto al 50 per cento retribuito CHF 3000: la perdita di guadagno è di CHF 3000 e l’indennità compensativa è il 70 per cento di tale importo, cioè CHF 2100. In totale CHF 5100 anziché CHF 4200, per un’attività che tiene aggiornato il tuo profilo.
La perdita di guadagno è la differenza tra il guadagno assicurato e il guadagno intermedio, il quale deve però corrispondere almeno all’aliquota usuale per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI). Questa clausola è insieme la protezione più forte dell’articolo e la delusione più frequente: se lavori nettamente sotto gli usi, la cassa calcola comunque con il salario usuale e la differenza tra quell’aliquota e la tua paga effettiva resta a tuo carico. L’assicurazione non colma un salario di dumping.
L’indennità compensativa esiste soltanto finché il reddito è inferiore all’indennità di disoccupazione che ti spetterebbe (art. 41a cpv. 1 OADI). Se guadagni di più, non serve più: sei semplicemente rientrato nel mercato del lavoro e il diritto resta in sospeso.
Dodici mesi, oppure fino alla fine del termine quadro
L’articolo 24 capoverso 4 LADI fissa il limite temporale: il diritto alla compensazione della perdita di guadagno sussiste al massimo durante i primi dodici mesi dell’attività. Per gli assicurati con obbligo di mantenimento verso figli minori di 25 anni e per quelli che hanno più di 45 anni sussiste fino alla fine del termine quadro per la riscossione della prestazione. È uno dei pochi punti in cui la legge favorisce in modo sistematico i genitori e gli assicurati più maturi.
Dopo, la logica si rovescia. L’articolo 41a capoverso 2 OADI stabilisce che, venuto meno il diritto alle indennità compensative, un reddito a partire dal 70 per cento del guadagno assicurato è considerato adeguato: un impiego simile va accettato, senza integrazione. E il reddito da un’attività non adeguata viene semplicemente dedotto dall’indennità in questa fase (art. 41a cpv. 4 OADI).
Finché la compensazione è in corso vale invece l’eccezione dell’articolo 16 capoverso 2 lettera i LADI: un lavoro che procura un salario inferiore al 70 per cento del guadagno assicurato non è di norma adeguato, a meno che si percepiscano indennità compensative nell’ambito di un guadagno intermedio. È esattamente ciò che ti permette, in questa finestra, di accettare gradi di occupazione molto più bassi senza che ti venga contestato.
Annunciare prima di cominciare
L’obbligo di collaborare, nella formulazione di arbeit.swiss, impone di comunicare all’URC e alla cassa di disoccupazione qualsiasi mutamento in relazione al diritto all’indennità: il conseguimento di un guadagno intermedio è il primo esempio citato, accanto all’inizio di un’attività lucrativa indipendente, alla malattia, all’infortunio e alla nascita di un figlio. In concreto: contratto o conferma d’impiego alla cassa, attività riportata sul modulo «Indicazioni della persona assicurata» a fine mese, conteggio salariale consegnato in seguito.
Ometterlo costa più di un pagamento tardivo. L’articolo 30 capoverso 1 lettera e LADI qualifica le dichiarazioni mendaci o incomplete e la violazione dell’obbligo di informare come motivo autonomo di sospensione; la lettera f riguarda l’ottenimento indebito di prestazioni. La sospensione dura al massimo 60 giorni per motivo ed è commisurata alla colpa (art. 30 cpv. 3 LADI). Le prestazioni riscosse indebitamente vanno restituite e arbeit.swiss menziona esplicitamente la possibilità di una denuncia penale.
Un caso particolare sorprende molti. Se il rapporto di lavoro viene ripreso entro un anno tra le stesse parti o continuato dopo una disdetta causata da una modifica del contratto, il guadagno intermedio non è computabile e non sussiste diritto all’indennità quando l’orario è stato ridotto con una decurtazione salariale sproporzionata, oppure quando l’orario è rimasto invariato ed è stato ridotto solo il salario (art. 41a cpv. 3 OADI). Il ritorno dal vecchio datore di lavoro a condizioni peggiori non viene sovvenzionato dall’assicurazione.
Che cosa non cambia nei tuoi obblighi
Un grado di occupazione ridotto non ti esonera da nulla. L’articolo 17 capoverso 1 LADI continua a esigere che tu faccia tutto quanto si può ragionevolmente pretendere per abbreviare la disoccupazione e che tu sia in grado di provarlo. La prova deve giungere all’URC entro il quinto giorno del mese successivo per ogni periodo di controllo (art. 26 cpv. 2 OADI) e il servizio competente la verifica mensilmente (art. 26 cpv. 3 OADI). Restano dovuti i colloqui di consulenza e le misure del mercato del lavoro assegnate (art. 17 cpv. 3 LADI).
È qui, e non sul denaro, che i guadagni intermedi si incagliano nella pratica. Chi improvvisamente lavora quattro giorni alla settimana ha una sera, non una settimana, per le candidature richieste. Discuti il numero mensile di ricerche con la tua persona di riferimento all’URC prima di iniziare: il grado di occupazione è una circostanza che può essere considerata nel fissarlo, e un numero concordato in anticipo vale più di una giustificazione a posteriori.
Aiuta una registrazione che produce la prova strada facendo: data, azienda, posizione, canale, esito — una riga per candidatura, scritta al momento dell’invio anziché ricostruita a fine mese. Chi cerca lavoro attorno a un orario di lavoro non ha più margine per ricostruire nulla.
Dove sono davvero i posti a tempo parziale
Nell’index di SwissJobs.app il 22,0 per cento degli annunci indica nel titolo un grado di occupazione in percentuale, e il 73,5 per cento di questi ammette un grado inferiore al 100 per cento. Sull’intero index, il 5,7 per cento degli annunci indica un grado che parte dal 60 per cento o meno e il 3,3 per cento dal 50 per cento o meno. Il tempo parziale è dunque diffuso, ma i gradi davvero bassi — quelli che lasciano spazio a candidature e appuntamenti all’URC — restano un segmento stretto.
Conta più la forma dell’offerta che il totale. Tra gli annunci che indicano un grado, il 45,6 per cento parte dall’80 per cento, la nota formula «80–100 %», e solo il 15,0 per cento scende al 50 per cento o sotto. Il 57,5 per cento però indica una forcella anziché una cifra fissa, e nel 99,3 per cento di quelle forcelle il limite inferiore è all’80 per cento o meno. Una forcella è un invito a trattare; un secco «100 %» nel titolo quasi mai lo è.
Per chi cerca in Ticino vale un avvertimento sui numeri. Gli annunci redatti in tedesco portano un segnale di tempo parziale nel 27,1 per cento dei casi, quelli in francese nel 15,6 per cento, quelli in italiano nel 6,4 per cento. La differenza è in buona parte convenzione di scrittura e non realtà del mercato: nella Svizzera tedesca il grado di occupazione finisce nel titolo dell’annuncio, in italiano molto più spesso nel corpo del testo o soltanto al colloquio. Filtrare per grado dichiarato, in italiano, nasconde quindi gran parte di ciò che sarebbe aperto: conviene chiedere.
Per settore la concentrazione è netta, come mostra il grafico. Nelle professioni mediche quasi due terzi degli annunci ammettono meno del 100 per cento, nelle cure oltre la metà, nell’amministrazione circa un terzo, nella vendita quasi un quarto, nell’informatica poco meno di un quarto ma quasi soltanto nella forma «80–100 %», nell’edilizia e nella ristorazione circa un sesto, nella logistica poco più di un decimo. Sanità e formazione sono i due ambiti in cui un vero mezzo tempo è un annuncio ordinario e non un favore da negoziare.
Guadagno accessorio e attività indipendente
Non ogni reddito è guadagno intermedio. L’articolo 23 capoverso 3 LADI definisce guadagno accessorio ogni guadagno conseguito al di fuori del tempo di lavoro normale come dipendente o al di fuori dell’ambito ordinario dell’attività indipendente. Tale guadagno non è assicurato e non è preso in considerazione nel calcolo della perdita di guadagno (art. 24 cpv. 3 LADI). Le lezioni del sabato che già davi accanto al tuo impiego a tempo pieno non riducono quindi l’indennità. Vanno comunque annunciate: a qualificare un reddito come accessorio è la cassa, non tu.
Il reddito da attività indipendente segue un calcolo proprio. È computato nel periodo di controllo in cui la prestazione lavorativa è stata fornita, non in quello in cui la fattura viene pagata. Dal reddito lordo si deducono i costi comprovati di materiale e merci e l’importo residuo è ridotto del 20 per cento a titolo forfettario per le altre spese professionali (art. 41a cpv. 5 OADI). Chi lavora come indipendente ha quindi interesse a tenere fin dal primo giorno le date delle prestazioni e le ricevute del materiale.
Resta il caso dell’articolo 24 capoverso 5 LADI: se, per evitare la disoccupazione, accetti per almeno un intero periodo di controllo un’occupazione a tempo pieno retribuita meno dell’indennità che ti spetterebbe, la regola dei due giorni dell’articolo 11 capoverso 1 non si applica in quel periodo. Il tempo pieno mal pagato viene integrato, non sanzionato.
Le indicazioni giuridiche seguono il tenore degli articoli 10, 11, 16, 17, 22, 23, 24 e 30 LADI (RS 837.0) e degli articoli 26, 27a e 41a OADI (RS 837.02) nelle versioni pubblicate su fedlex e in vigore il 23 agosto 2026. Le precisazioni sull’obbligo di annuncio, sui vantaggi del guadagno intermedio, sul tasso d’indennità e sulle conseguenze di dichiarazioni mendaci provengono dalle FAQ sull’indennità di disoccupazione di SECO/arbeit.swiss nella versione italiana. L’esempio numerico è un’illustrazione con cifre tonde e non una garanzia. I dati di mercato sono stati calcolati il 23 agosto 2026 dall’index di annunci di SwissJobs.app: il grado di occupazione è considerato indicato quando nel titolo dell’annuncio compare una percentuale, e un annuncio conta come segnale di tempo parziale quando reca in aggiunta una menzione esplicita di tempo parziale. I settori sono stati delimitati in base alle denominazioni professionali nel titolo; un annuncio senza grado nel titolo può comunque offrire un tempo parziale, per cui queste quote sono un limite inferiore e non una quota di mercato.
Che cos'è il guadagno intermedio?
In breve
Il guadagno intermedio non è un tipo di impiego, è una grandezza di calcolo. Secondo l'articolo 24 capoverso 1 LADI è considerato guadagno intermedio il reddito proveniente da un'attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene entro un periodo di controllo, e per periodo di controllo si intende ogni mese civile (art. 27a OADI). Se quel reddito è inferiore all'indennità di disoccupazione che vi spetta, avete diritto a indennità compensative nell'ambito del termine quadro per la riscossione della prestazione (art. 41a cpv. 1 OADI).
Fanno stato unicamente le informazioni del vostro URC e la decisione della vostra cassa di disoccupazione. Ogni situazione è valutata singolarmente. Questo testo è redazionale e non costituisce una consulenza giuridica.
Ne discende una conseguenza che spiazza molti: a qualificare il guadagno non è il contratto, è il mese. Lo stesso impiego può superare l'indennità in un mese ricco di turni e restarne al di sotto in quello successivo; la cassa valuta ogni periodo di controllo a sé. Nella definizione non compaiono né una durata, né un grado di occupazione, né una forma contrattuale: un posto fisso a tempo parziale può quindi costituire un guadagno intermedio, mentre un impiego di un mese ben retribuito non lo è.
La legge fissa una soglia che è parte integrante del conteggio. È considerata perdita di guadagno la differenza tra il guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno all'aliquota usuale per la professione e il luogo, e il guadagno assicurato (art. 24 cpv. 3 LADI). Chi lavora sotto l'aliquota usuale vede quindi la cassa calcolare comunque con quell'aliquota: la differenza fra il tariffario usuale e il salario effettivo resta a suo carico.
Elaborazione propria degli annunci di lavoro svizzeri raccolti da SwissJobs.app, stato al 23 agosto 2026. Sono contati gli annunci il cui titolo o riassunto indica espressamente un posto temporaneo, a durata determinata, stagionale, su chiamata o di sostituzione. Sull'insieme degli annunci la quota è del 2,2 per cento.
- Definizione: qualsiasi reddito da attività lucrativa dipendente o indipendente ottenuto entro un periodo di controllo (art. 24 cpv. 1 LADI); il periodo di controllo è il mese civile (art. 27a OADI).
- Soglia: le indennità compensative spettano soltanto finché il reddito resta inferiore all'indennità di disoccupazione che vi spetta (art. 41a cpv. 1 OADI).
- Il guadagno accessorio — quello conseguito fuori dall'orario di lavoro normale o al di fuori del quadro ordinario dell'attività indipendente — non è assicurato e non viene preso in considerazione (art. 23 cpv. 3 e art. 24 cpv. 3 LADI).
- Non è assicurato nemmeno il reddito conseguito nel quadro di un provvedimento inerente al mercato del lavoro finanziato dall'ente pubblico (art. 23 cpv. 3bis LADI, art. 38 OADI).
- Il guadagno intermedio si documenta con il modulo «Indicazioni della persona assicurata» e con gli attestati di guadagno intermedio (art. 23 e art. 29 cpv. 2 OADI).
- Il diritto si estingue se non è fatto valere entro tre mesi dalla fine del periodo di controllo cui si riferisce (art. 20 cpv. 3 LADI).
Guadagno intermedio: ci rimetto?
| Domanda | Risposta | Base legale |
|---|---|---|
| Cosa conta come guadagno intermedio | ogni reddito durante la disoccupazione | LADI art. 24 cpv. 1 |
| Alla fine ricevo di meno | no — esistono indennità compensative | LADI art. 24 cpv. 3 |
| Quanto vale la compensazione | 80 % o 70 % della differenza dal guadagno assicurato | LADI art. 24 cpv. 3 |
| Devo annunciarlo | sì, sul modulo della persona assicurata | LADI art. 24 |
| Sostituisce le ricerche di lavoro | no, l'obbligo di cercare resta | LADI art. 17 |
| Crea nuovo periodo di contribuzione | sì | LADI art. 13 |
La risposta breve è no. L'assicurazione contro la disoccupazione compensa in parte la differenza rispetto all'indennità, così che un lavoro pagato meno non giochi mai contro di te. Dati al 7 settembre 2026.
Tre elementi, e nessuno significa «breve»
Il testo dell'articolo 24 capoverso 1 LADI contiene tre condizioni, e decidono soltanto quelle. Serve un'attività lucrativa, dipendente o indipendente, che sia pagata a ore, a mese o su fattura. Il reddito deve essere ottenuto entro un periodo di controllo, cioè all'interno di un mese civile. E deve restare inferiore all'indennità che vi spetterebbe per quel periodo, altrimenti non c'è alcuna perdita di guadagno da compensare.
Ciò che la definizione tace è altrettanto eloquente. Nessuna durata minima o massima, nessun grado di occupazione, nessun requisito sulla forma del contratto. Il linguaggio corrente associa il guadagno intermedio a un ripiego di qualche settimana fra due impieghi veri; la legge non fa questa associazione e si limita a confrontare il guadagno di un mese con il guadagno assicurato.
L'aliquota usuale per la professione e il luogo non è una clausola accessoria: è la tutela centrale del meccanismo e, nella pratica, la delusione più frequente. Impedisce che salari inferiori agli usi vengano offerti a carico dell'assicurazione contro la disoccupazione, ma significa anche che lavorare sotto tariffa non dà diritto ad alcun complemento per lo scarto. Il SECO lo riassume nella propria FAQ: il guadagno intermedio ottenuto deve corrispondere all'aliquota usuale per la professione e il luogo.
Che cosa non è guadagno intermedio
Anzitutto il guadagno accessorio. Secondo l'articolo 23 capoverso 3 LADI è tale ogni guadagno che l'assicurato ottiene da un'attività dipendente esercitata fuori dell'orario normale di lavoro, oppure da un'attività che esula dal quadro ordinario della sua attività lucrativa indipendente. Non è assicurato, e l'articolo 24 capoverso 3 LADI precisa che non viene preso in considerazione nel calcolo della perdita di guadagno. Il criterio guarda al passato: conta se l'attività esisteva già accanto all'impiego precedente. A stabilirlo è la cassa, il che non dispensa dall'annunciarla.
Poi i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro. L'articolo 23 capoverso 3bis LADI esclude dall'assicurazione il guadagno conseguito nel quadro di un provvedimento finanziato dall'ente pubblico, fatti salvi i provvedimenti di cui agli articoli 65 e 66a; l'articolo 38 OADI definisce tali provvedimenti come le misure d'integrazione finanziate in tutto o in parte dall'ente pubblico. Il SECO ne trae la conseguenza pratica: nel quadro di un provvedimento finanziato dall'assicurazione contro la disoccupazione non si maturano di regola nuovi periodi di contribuzione.
Quindi il rientro presso il datore di lavoro appena lasciato. Se le due parti riprendono i rapporti di lavoro entro un anno o li proseguono dopo una disdetta causata da una modifica del contratto, il guadagno intermedio non è computabile e non sussiste alcun diritto all'indennità quando il tempo di lavoro è stato ridotto e la diminuzione salariale è eccessiva, oppure quando il tempo di lavoro è rimasto invariato e solo il salario è stato ridotto (art. 41a cpv. 3 OADI).
Infine ciò che è semplicemente troppo alto. Non appena il reddito del mese supera l'indennità che vi spetterebbe, la pretesa alle indennità compensative viene meno per quel periodo: non come sanzione, ma perché la differenza che la legge compensa non esiste più.
Il mese è l'unità di conteggio, e il termine corre
Poiché il periodo di controllo è il mese civile, tutto il resto segue quel ritmo. I dati di controllo si trasmettono con il modulo «Indicazioni della persona assicurata». Secondo l'articolo 23 capoverso 2 OADI questi dati informano sui giorni lavorativi per i quali rendete verosimile di essere stati disoccupati e idonei al collocamento, nonché su tutti i fatti importanti per valutare il diritto all'indennità — l'ordinanza cita espressamente il guadagno intermedio, accanto a malattia, servizio militare, assenze per vacanze e partecipazione a un provvedimento inerente al mercato del lavoro. Il servizio competente provvede affinché alla fine del mese disponiate del modulo.
Per il secondo periodo di controllo e per i successivi, l'articolo 29 capoverso 2 OADI chiede due documenti, oltre a quanto la cassa richieda in aggiunta: il modulo e gli attestati di guadagno intermedio. Un impiego non attestato è un impiego che il conteggio non vede. Se un fatto rilevante non può essere provato mediante attestati, la cassa può eccezionalmente tener conto di una dichiarazione firmata, se questa appare verosimile (art. 29 cpv. 4 OADI): un'eccezione, non una prassi.
Il termine, poi, è più breve di quanto si creda. Il diritto si estingue se non è fatto valere entro tre mesi dalla fine del periodo di controllo cui si riferisce, e le indennità non riscosse decadono tre anni dopo la fine di tale periodo (art. 20 cpv. 3 LADI). Un attestato di aprile consegnato in settembre arriva tardi per quel mese, per quanto fondata fosse la pretesa.
Le vacanze durante un guadagno intermedio
Una disposizione poco citata cambia in modo visibile i conteggi estivi. L'assicurato che, durante un guadagno intermedio, prende le vacanze cui ha diritto in virtù del contratto di lavoro conserva anche per quel periodo il diritto ai pagamenti secondo l'articolo 41a OADI: le indennità compensative continuano quindi a essere versate durante le vacanze (art. 27 cpv. 4 OADI).
Il prezzo è indicato nello stesso capoverso: i giorni di vacanza presi durante il guadagno intermedio sono dedotti dai giorni esenti dall'obbligo di controllo accumulati sino all'inizio delle vacanze. Questi giorni maturano dopo ogni 60 giorni di disoccupazione controllata entro il termine quadro, cinque consecutivi e liberamente scelti (art. 27 cpv. 1 OADI). Le vacanze durante un impiego costano quindi libertà dal controllo, non denaro.
La fruizione dei giorni esenti va comunicata al servizio competente con almeno 14 giorni di anticipo, e se poi vi si rinuncia senza motivo scusabile essi sono comunque considerati presi (art. 27 cpv. 3 OADI). Conviene perciò concordare l'ordine delle cose con la persona che vi segue prima dell'impiego, anziché con la cassa a cose fatte.
Che cosa resta dopo l'impiego
Due effetti sopravvivono all'impiego. Il primo è il periodo di contribuzione: il SECO indica nella FAQ sull'indennità di disoccupazione che con un guadagno intermedio si maturano nuovi periodi di contribuzione, con la riserva già ricordata dei provvedimenti finanziati dall'assicurazione. Sono esattamente i mesi che conterebbero per un eventuale nuovo termine quadro.
Il secondo riguarda il guadagno assicurato e agisce in una sola direzione. Secondo l'articolo 37 capoverso 4 lettera a OADI il guadagno assicurato è ridefinito se, durante il termine quadro per la riscossione della prestazione, l'assicurato ha esercitato ininterrottamente per almeno sei mesi un'attività soggetta a contribuzione con un salario superiore al guadagno assicurato ed è nuovamente disoccupato; la lettera b riguarda il caso in cui muti l'entità della perdita di lavoro computabile. Un impiego breve e meno retribuito non fa scattare quella ridefinizione.
Lette insieme, queste regole descrivono una categoria voluta dal legislatore più che tollerata: un modo di lavorare all'interno di un termine quadro senza uscire dall'assicurazione. Quanto valga nel singolo caso è materia di calcolo, e la cassa di disoccupazione che avete scelto è l'organo competente a informarvi sul diritto all'indennità giornaliera e sul modo in cui viene determinata, computo del guadagno intermedio compreso.
Dove stanno gli impieghi brevi nel mercato svizzero
Poiché la categoria è definita da un conteggio e non da un contratto, il guadagno intermedio non si cerca come si filtra un tipo di posto. Ciò che si può contare è il contrario: quanto spesso un annuncio dichiara da sé che il posto è temporaneo, a durata determinata, stagionale, su chiamata o di sostituzione. Negli annunci svizzeri raccolti da SwissJobs.app questa quota è del 2,2 per cento. La grande maggioranza non dice nulla sulla durata, il che non significa che il posto non possa concludersi come guadagno intermedio.
La distribuzione fra i campi professionali è molto diseguale. Gli annunci di cure e assistenza segnalano un impiego temporaneo o su chiamata nell'8,3 per cento dei casi, quasi il quadruplo della media. Seguono l'alberghiero e la ristorazione con il 4,7 per cento, la vendita e il commercio al dettaglio con il 3,6 per cento, l'ufficio e l'amministrazione con il 3,0 per cento, la medicina e le terapie con il 2,8 per cento, l'edilizia, l'artigianato e la logistica con il 2,0 per cento. Chiudono l'informatica e l'ingegneria con lo 0,4 per cento: lì si assume quasi esclusivamente a tempo indeterminato.
Sul versante linguistico il quadro va letto con prudenza. Gli annunci redatti in italiano sono una quota esigua dell'insieme, troppo piccola perché una percentuale su di essi risulti stabile; per questo la ripartizione qui sopra è per campo professionale e non per lingua. Nella Svizzera italiana vale quindi ancora di più la regola generale: se l'annuncio tace sulla durata, la domanda si pone al primo colloquio.
Un ultimo riferimento utile: gli annunci che portano un segnale d'impiego indicano un grado di occupazione in percentuale nel titolo assai più spesso degli altri — 41,9 per cento contro 22,4 per cento dell'insieme. È un dato pratico, perché l'ampiezza dell'impegno decide quanto spazio resterà per le ricerche d'impiego, i colloqui di consulenza e la prova mensile che l'URC continua ad attendere.
Le indicazioni giuridiche seguono il testo degli articoli 20, 23 e 24 LADI (RS 837.0) e degli articoli 23, 27, 27a, 29, 37, 38 e 41a OADI (RS 837.02), nella versione pubblicata su Fedlex e in vigore dal 1° gennaio 2026. Le indicazioni sull'aliquota usuale, sui periodi di contribuzione e sui provvedimenti inerenti al mercato del lavoro provengono dalla FAQ del SECO/arbeit.swiss sull'indennità di disoccupazione, versioni italiana e tedesca. I dati di mercato sono stati calcolati il 23 agosto 2026 sugli annunci di lavoro svizzeri raccolti da SwissJobs.app: un annuncio è contato quando il titolo o il riassunto qualifica espressamente il posto come temporaneo, a durata determinata, stagionale, su chiamata o di sostituzione, nelle quattro lingue degli annunci. I campi professionali sono stati delimitati in base alle denominazioni nei titoli. Poiché molti annunci non dicono nulla sulla durata, le quote sono un limite inferiore e non un tasso di mercato.
Fonti
- LADI (RS 837.0) art. 20 cpv. 3, art. 23 cpv. 3 e 3bis, art. 24 computo del guadagno intermedio — Fedlex
- OADI (RS 837.02) art. 23, 27, 27a, 29, 37, 38 e 41a — Fedlex
- SECO / arbeit.swiss — FAQ sull'indennità di disoccupazione
- SECO / arbeit.swiss — Prestazioni dell’assicurazione: indennità di disoccupazione e indennità compensative
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