Quali informazioni conviene omettere nel CV?
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In breve
Si può omettere quasi tutto. L'elenco ufficiale di arbeit.swiss nomina otto voci per il curriculum e fissa un limite di tre pagine; stato civile, confessione, genitori, figli, numero AVS, scuola elementare e copertina non compaiono in nessuna delle sue quattro versioni linguistiche. Quello che non si può fare è colmare il vuoto con un'indicazione falsa: secondo l'art. 28 CO la parte indotta al contratto per dolo dell'altra non è obbligata. Omettere sì, affermare no.
Questa risposta riporta il contenuto degli articoli del Codice delle obbligazioni citati e non sostituisce una consulenza legale. Se una determinata omissione costituisca dolo dipende dai fatti del singolo caso e, in caso di controversia, lo decide il giudice. Per una valutazione del proprio caso ci si rivolge al sindacato, a un servizio di consulenza giuridica o a uno studio legale.
La maggior parte delle risposte a questa domanda è un elenco di indicazioni che nessuno scriverebbe più. Questa pagina fa un'altra cosa: mostra dove, in Svizzera, sia effettivamente scritto che cosa contiene un curriculum — e quanto sia stretta la zona in cui l'omissione produce un effetto.
Perché le istruzioni ufficiali non sono una ma due, e divergono proprio sui dati personali di cui si discute. Una ne nomina quattro. L'altra scrive «dati personali» e lascia la scelta aperta. Chi non le distingue scambia una raccomandazione per una prescrizione.
Tutte le cifre di questa pagina sono contate il 31 agosto 2026 sulle pagine ufficiali stesse, in tutte e quattro le versioni linguistiche. Non sono dati di mercato: quello che una persona candidata sceglie di tacere non si misura su un mercato del lavoro.
- Otto voci nell'elenco di arbeit.swiss: titolo «Curriculum Vitae», dati personali, attività professionali, istituti di formazione e formazioni continue, conoscenze linguistiche, competenze o attività specifiche, interessi personali o hobby, referenze. Il CV «non deve superare le tre pagine».
- Stato civile, confessione, religione, genitori, figli, numero AVS, scuola elementare, copertina: nessuna di queste parole compare nelle due istruzioni ufficiali, in nessuna lingua.
- «Interessi personali o hobby» è la settima voce ufficiale — proprio l'indicazione che le guide consigliano più spesso di cancellare.
- La seconda istruzione ufficiale, quella di orientamento.ch, nomina quattro dati personali: data di nascita completa, luogo d'origine o di nascita, nazionalità e permesso di soggiorno. È scritta per la candidatura a un posto di tirocinio.
- L'elenco italiano ha la stessa lunghezza di quello tedesco — nove voci contro nove — mentre la versione francese ne conta dodici. Chi legge in italiano riceve le stesse istruzioni di chi legge in tedesco.
- Omettere non è ingannare. Inventare sì: l'art. 28 CO rende il contratto non obbligatorio per la parte vittima del dolo, e il termine di un anno dell'art. 31 CO decorre dalla scoperta, non dalla firma.
Otto voci — e la settima è quella che tutti vogliono cancellare
La risposta più breve sta su una sola pagina ufficiale. arbeit.swiss, il portale della SECO e dei Cantoni, elenca che cosa contiene di norma un curriculum: il titolo «Curriculum Vitae», i dati personali con la fotografia, le attività professionali, gli istituti di formazione frequentati e le formazioni continue, le conoscenze linguistiche, le competenze o attività specifiche, gli interessi personali o hobby e le referenze. Otto voci, più una frase sulla lunghezza: non oltre tre pagine.
Abbiamo letto questo elenco il 31 agosto 2026 in tutte e quattro le versioni linguistiche e le abbiamo messe una accanto all'altra. Ha ovunque la stessa lunghezza e lo stesso ordine: otto punti in italiano, otto in tedesco, otto in francese, otto in inglese.
Conta più ciò che manca di ciò che c'è. Abbiamo cercato in entrambe le istruzioni ufficiali, in ogni versione linguistica, le indicazioni che di solito vengono date per superflue: stato civile, confessione, religione, genitori, figli, numero AVS, scuola elementare, copertina. Nessuna di queste parole compare. Cancellarle non viola quindi alcuna regola e non ne segue alcuna — semplicemente non ne esiste una.
E la settima voce è proprio quella che si consiglia più spesso di eliminare. «Interessi personali o hobby» è nell'elenco ufficiale, in tedesco «persönliche Interessen oder Hobbys», in francese «centres d'intérêt et loisirs». Toglierli è lecito — ma è allora una scelta personale, non l'uso svizzero.
Due parole della stessa pagina vengono regolarmente collocate male. La firma vi compare una volta sola, tra gli elementi formali della lettera di motivazione, non del curriculum. Le aspettative salariali compaiono solo nella parte dedicata al colloquio — preparazione e trattativa salariale — mai nell'elenco del CV. Secondo queste istruzioni nessuna delle due appartiene al CV: ometterle significa seguirle.
Due elenchi ufficiali, e il più severo è scritto per quindicenni
Esiste una seconda istruzione ufficiale, ed è la più severa. orientamento.ch, servizio del CSFO su incarico dei Cantoni, elenca nove elementi del curriculum ed è molto concreto sui dati personali: la data di nascita completa, il luogo d'origine — o il luogo di nascita per chi è nato all'estero —, la nazionalità e, per chi ha una cittadinanza straniera, il tipo di permesso di soggiorno.
Nello stesso punto l'elenco per adulti di arbeit.swiss dice due parole: «dati personali». Non dice quali. Quattro dati nominati da una parte, nessuno dall'altra: è questo il motivo per cui la risposta a questa domanda cambia tanto a seconda della pagina che si è letta.
La spiegazione è sulla pagina stessa. Si rivolge a una candidatura di tirocinio: dà del tu, parla dell'azienda formatrice, dedica una voce agli stage d'orientamento e una alla formazione scolastica invece che all'esperienza professionale. A quindici anni non si ha né un certificato di lavoro né un percorso da riassumere; il documento deve descrivere la persona, perché altro non c'è. Una professionista con dieci anni di mestiere non ne è la destinataria.
Una frase di quella pagina resta però l'informazione più precisa che una fonte ufficiale svizzera dia sull'omissione: «Puoi menzionare la tua famiglia, ma non è obbligatorio.» È l'unico punto, nelle due istruzioni, in cui un'indicazione viene definita espressamente facoltativa. La versione tedesca contiene la stessa frase. Quella francese no.
Il confronto fra le tre versioni riserva un dato utile a chi legge in italiano: l'elenco italiano e quello tedesco hanno la stessa lunghezza, nove elementi ciascuno e nello stesso ordine. L'eccezione è il francese, con dodici elementi e quattro voci in più — competenze, informatica, una voce «Divers» e un obiettivo di formazione. Una versione inglese di questa pagina non esiste.
Per la domanda posta ciò significa: chi invoca «l'elenco ufficiale svizzero» deve dire quale. Uno chiede quattro dati personali a una persona di quindici anni. L'altro lascia la scelta intera a una persona adulta.
Che cosa un CV italiano porta con sé e la Svizzera non chiede da nessuna parte
Una parte di chi legge questa pagina si candida dall'Italia, lavora in Ticino come frontaliere o si è trasferita da poco. Arriva con abitudini precise, e lo scarto rispetto alle istruzioni svizzere non è quello che ci si aspetta.
L'uso italiano classico apre il curriculum con i dati anagrafici: luogo e data di nascita, stato civile, a volte il codice fiscale e la patente. Nessuna di queste indicazioni figura in un elenco ufficiale svizzero. Non sono vietate — semplicemente non sono previste da nessuna parte, e toglierle non costa nulla. Lo stesso vale per la formula sull'autorizzazione al trattamento dei dati personali che chiude quasi ogni CV italiano: in Svizzera non è prevista in alcun elenco ufficiale, perché i limiti al trattamento si rivolgono a chi assume, non a chi si candida.
All'inverso, un'indicazione svizzera non ha equivalente italiano: il luogo d'origine, detto anche luogo d'attinenza. È il Comune a cui una persona di cittadinanza svizzera è legata per discendenza, e in cui a volte non ha mai abitato. Chi non è svizzero non ne ha uno; la pagina di orientamento.ch chiede allora il luogo di nascita.
Resta l'indicazione che, quando manca, si paga: il permesso. Per un posto che presuppone una residenza o un'autorizzazione di lavoro, la sua assenza lascia aperta una domanda, e una domanda aperta viene trattata dopo le candidature che non ne lasciano. Non è un obbligo: è un calcolo di tempi. Per chi è frontaliere la riga corrispondente è il permesso G, e vale lo stesso ragionamento.
Il confine non è il buon gusto: è l'art. 28 CO
Fin qui si è parlato di usi, e un uso si valuta. Da qui in avanti si parla di legge, e lì il confine non passa fra un curriculum lungo e uno corto, ma fra tacere e affermare.
Il Codice delle obbligazioni non contiene alcuna norma su che cosa debba stare in un curriculum. Ne contiene una su che cosa accade a un contratto ottenuto con l'inganno. Art. 28 cpv. 1: «La parte, che fu indotta al contratto per dolo dell'altra, non è obbligata, quand'anche l'errore non fosse essenziale.»
La seconda disposizione utile è l'art. 24 cpv. 1 n. 4, che dice quando l'errore è essenziale: «quando l'errore concerne una determinata condizione di fatto, che la parte in errore considerava come un necessario elemento del contratto secondo la buona fede nei rapporti d'affari». Un elemento necessario — non ogni dettaglio che un ufficio del personale avrebbe voluto conoscere.
Fra queste due disposizioni sta la risposta pratica. Una riga assente non è una dichiarazione su un fatto; non è affatto una dichiarazione. Una data inventata, un titolo di studio che non si possiede, un datore di lavoro per cui non si è mai lavorato, un livello linguistico che nessuno ha mai verificato: quelle sono dichiarazioni, ed è di esse che tratta l'art. 28. La differenza non sta nella lunghezza del documento, ma nella sua veridicità.
Un caso sta fra i due poli e nessuna risposta generale lo scioglie: l'omissione che rende falsa un'altra riga. Togliere un impiego e ridatare quello vicino perché non appaia alcun intervallo non è più tacere, è affermare altro. Se ciò costituisca dolo nel singolo caso lo valuta il giudice, non una guida.
Un anno dalla scoperta, non dalla firma
Si tende a pensare che una candidatura si chiuda con la firma del contratto. La legge la vede diversamente, in una disposizione che si cita di rado.
Art. 31 cpv. 1: il contratto viziato da errore o dolo «si considera ratificato, se, nel termine di un anno, la parte per la quale non è obbligatorio non abbia notificato all'altra, che essa non intende mantenerlo». E il cpv. 2 dice da quando decorre il termine: «nel caso di errore o di dolo dal momento in cui furono scoperti».
Dalla scoperta. Un'indicazione notata al terzo anno apre il termine al terzo anno. Il cpv. 3 aggiunge che la ratifica di un contratto viziato da dolo «non esclude per sé stessa l'azione pel risarcimento del danno».
È questa la ragione per cui omettere e inventare invecchiano in modo così diverso. Un'omissione si esaurisce: può suscitare una domanda, si risponde, la cosa finisce lì. Un'indicazione falsa non si esaurisce — resta nell'incarto che il datore di lavoro conserva, e l'orologio dell'art. 31 parte soltanto quando qualcuno la legge e la riconosce.
Questa risposta non dice, deliberatamente, come deciderebbe un tribunale in un caso concreto. Dice che cosa contengono le disposizioni e come si combinano. Per una valutazione del proprio caso ci si rivolge al sindacato, a un servizio di consulenza giuridica o a uno studio legale.
L'unico dato che entrambi gli elenchi ufficiali vogliono fuori dal documento
Fin qui ogni omissione era una vostra decisione. C'è un'eccezione, e riguarda un dato che non vi appartiene.
L'elenco per adulti risolve così la questione delle referenze: in una nota del CV si indica di norma che si possono fornire su richiesta, ed è anche possibile fornirle durante il colloquio. Una nota nel documento, i nomi dopo, a voce, a qualcuno che vi ha già incontrato.
La pagina per il tirocinio chiede invece nomi e numeri di telefono nel curriculum, ma vi allega una condizione presente in tutte e tre le versioni: inserirli «chiedendo prima il loro consenso». Il tedesco chiede di domandare prima se sono d'accordo, il francese raccomanda di verificare che accettino di essere citate.
La ragione è evidente appena si contano le copie di un curriculum. Il numero di cellulare di un'ex superiore starebbe in ciascuna di esse, presso ogni datore di lavoro, in ogni portale di candidatura — e nessuno ha chiesto a quella persona se volesse comparire in venti incarti. È l'unica omissione che l'istruzione ufficiale raccomanda attivamente a chi è adulto.
Lo stesso ragionamento vale per tutto ciò che riguarda terzi: il nome di un cliente in una riga di progetto, l'azienda in cui lavora il coniuge, la diagnosi di un familiare addotta per spiegare un'interruzione. Per l'interruzione in sé esistono formule più brevi, che non coinvolgono nessun altro.
Quello che togliete può ricomparire negli allegati
Un incarto di candidatura svizzero non è un documento ma quattro: lettera di motivazione, curriculum, certificati di lavoro, diplomi e certificazioni. Questo cambia il calcolo dell'omissione, in un modo che la prassi anglosassone non conosce.
L'istruzione ufficiale pretende dagli allegati ciò che non pretende dal curriculum: la completezza. La versione italiana scrive che i certificati di lavoro «non devono presentare lacune» e vanno consegnati in ordine cronologico; la francese chiede tutti i certificati dei posti occupati «sans exception», la tedesca usa la parola «lückenlos», l'inglese «must not contain any gaps».
Ne deriva una semplice regola di coerenza. Ciò che togliete dal curriculum non sparisce dall'incarto se il suo certificato si trova nello stesso file PDF. Non è un argomento contro il tagliare, ma un argomento per controllare le due metà insieme invece che una dopo l'altra.
La stessa struttura, del resto, alleggerisce il curriculum. Non deve dimostrare ciò che l'allegato già dimostra. È l'indice dell'incarto, e un indice non migliora ripetendo il contenuto.
Quattro domande da porre a ogni riga
Primo: la riga sta nell'elenco delle otto voci? Titolo, dati personali, attività, formazione, lingue, competenze specifiche, interessi, referenze. Ciò che non vi compare è facoltativo — non sbagliato, non vietato: una decisione che spetta a voi e non all'istruzione.
Secondo: la riga risponde a qualcosa che l'annuncio chiede? Una lingua richiesta, un titolo richiesto, un grado di occupazione, la questione del permesso per un posto che presuppone la residenza in Svizzera. Ometterne una significa procurarsi una domanda di ritorno — e una domanda di ritorno costa il tempo in cui vengono letti altri incarti.
Terzo: la riga è un'informazione su un'altra persona? Allora non appartiene a un documento che duplicate, ma a un foglio separato, consegnato più tardi e con il consenso dell'interessato.
Quarto: toglierla renderebbe falsa un'altra riga? Se una data regge solo grazie alla cancellazione, non è più un'omissione ma un'affermazione — e le affermazioni ricadono sotto l'art. 28 CO.
Ciò che sopravvive a queste quattro domande è un documento breve, che non risponde a nessuna domanda che nessuno ha posto e non ne lascia aperta nessuna fra quelle poste dall'annuncio. Tutto il resto — stato civile, confessione, hobby, fotografia, anno di nascita — è una valutazione, e la valutazione è vostra.
Tutte le cifre sono state contate il 31 agosto 2026 sulle pagine ufficiali stesse e non su dati di mercato. Regola di conteggio: le voci nominate dell'elenco del CV così come sono stampate, con un titolo ripetuto su più sottopunti consecutivi contato una volta sola. Il controllo negativo è una ricerca di parole nelle due istruzioni, in tutte e quattro le versioni linguistiche. In questa pagina non compaiono cifre di mercato, e non per dimenticanza: quello che una persona candidata omette non figura in alcun annuncio e non si misura su un mercato del lavoro. Non c'è nemmeno un grafico: l'unica grandezza specificamente italiana è che l'elenco italiano ha la stessa lunghezza di quello tedesco, e un grafico che mostra due barre uguali non aggiunge nulla al testo. Gli articoli del Codice delle obbligazioni sono citati dalla versione consolidata in vigore dal 1° gennaio 2026.
Verifica se il tuo CV è adatto al posto — e al mercato svizzero
Verifica gratuita: lingue, permesso di lavoro, competenze e altro — valutati su un annuncio preciso.
Controllo CV ATS: su un annuncio preciso, gratisFonti
- arbeit.swiss (SECO) — Consigli per la candidatura: le otto voci del CV, «non deve superare le tre pagine», referenze su richiesta
- orientamento.ch (CSFO) — Redigere il Curriculum Vitae: nove elementi, data di nascita, luogo d'origine, nazionalità, permesso di soggiorno
- berufsberatung.ch — Lebenslauf erstellen: la versione tedesca della stessa pagina, nove elementi
- orientation.ch — Créer un curriculum vitæ: la versione francese, dodici elementi
- Fedlex — Codice delle obbligazioni, art. 28: il contratto ottenuto per dolo non obbliga la parte ingannata
- Fedlex — Codice delle obbligazioni, art. 24: quando l'errore è essenziale
- Fedlex — Codice delle obbligazioni, art. 31: termine di un anno dalla scoperta
Domande correlate
Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero
Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.
Lingua in cui è scritto l’annuncio
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