Scadenze con l’URC: che cosa va consegnato, ed entro quando
Aggiornato:
Il cinque del mese seguente, i tre mesi del diritto all’indennità, i trenta giorni dell’opposizione — e a quale ufficio spetta ogni documento.
Entro quando devo inoltrare le ricerche di lavoro?
In breve
La prova delle ricerche di lavoro va inoltrata, per ogni periodo di controllo, al più tardi il quinto giorno del mese seguente oppure il primo giorno lavorativo successivo a tale data. È considerato periodo di controllo ogni mese civile. Se lasci scadere il termine senza valido motivo non subisci una riduzione: le ricerche di quel mese non potranno più essere prese in considerazione. Lo stabilisce l’articolo 26 capoverso 2 dell’ordinanza sull’assicurazione contro la disoccupazione, e vale sia per l’eService in Job-Room sia per il modulo cartaceo.
Fanno fede unicamente la decisione della tua cassa di disoccupazione e le indicazioni del tuo URC. Ogni valutazione avviene caso per caso. Questo testo è redazionale e non costituisce consulenza giuridica.
Spesso si crede che questa sia l’unica data. Non lo è. Il modulo «Indicazioni della persona assicurata» va alla cassa di disoccupazione alla fine di ogni mese, non all’URC: due destinatari, due canali, due scadenze dentro lo stesso mese. Sopra entrambe c’è un limite esterno — il diritto all’indennità si estingue se non è fatto valere entro tre mesi dalla fine del periodo di controllo cui si riferisce.
Il quinto giorno è un limite massimo, non una data di consegna da sfruttare fino in fondo. Se cade di sabato o di domenica slitta al primo giorno lavorativo successivo; e se il colloquio di consulenza è fissato prima, di regola l’URC si aspetta la prova già in quella sede.
Prova delle ricerche di lavoro: art. 26 cpv. 2 OADI. Opposizione: art. 52 cpv. 1 LPGA. Esercizio del diritto all’indennità: art. 20 cpv. 3 LADI (tre mesi). Perenzione dell’esecuzione di una sospensione: art. 30 cpv. 3 LADI (sei mesi). I termini espressi in mesi sono convertiti a trenta giorni per il confronto. Testi in vigore al 22 agosto 2026.
- Ricerche di lavoro: al più tardi il quinto giorno del mese seguente, o il primo giorno lavorativo successivo (art. 26 cpv. 2 OADI).
- Il periodo di controllo è sempre il mese civile (art. 27a OADI), non l’intervallo fra due colloqui.
- Fuori termine senza valido motivo significa: non più prese in considerazione. Il mese esce per intero dalla valutazione.
- Il modulo «Indicazioni della persona assicurata» va alla cassa di disoccupazione; la prova delle ricerche va all’URC.
- Il diritto stesso si estingue tre mesi dopo la fine del periodo di controllo (art. 20 cpv. 3 LADI).
- Contro una decisione hai trenta giorni per fare opposizione, e la procedura è gratuita (art. 52 LPGA).
Due frasi, e la seconda è quella che pesa
L’articolo 26 capoverso 2 OADI è composto di due frasi. La prima fissa il termine: l’assicurato deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni periodo di controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo giorno lavorativo successivo a tale data. La seconda fissa la conseguenza: se l’assicurato lascia scadere il termine senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere prese in considerazione.
L’espressione che decide tutto è «non potranno più essere prese in considerazione». Non si parla di riduzione né di computo parziale. Un foglio consegnato in ritardo con dodici candidature documentate alla perfezione viene trattato come un foglio bianco: il lavoro è stato fatto, ma non conta.
Quello che segue non è automatico, ma la catena è breve. Chi non fa il possibile per ottenere un’occupazione adeguata è sospeso dal diritto all’indennità secondo l’articolo 30 capoverso 1 lettera c LADI. La durata dipende dalla colpa: da uno a quindici giorni in caso di colpa lieve, da sedici a trenta in caso di colpa mediamente grave, da trentuno a sessanta giorni in caso di colpa grave.
Il capoverso 3 dello stesso articolo 26 spiega perché il termine sia così stretto: il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell’assicurato. La prova non è un archivio, è la materia di una verifica che ritorna ogni mese — e una verifica priva di documenti si chiude a tuo sfavore.
Le date esatte fino a settembre 2027
Poiché il quinto giorno è una data fissa di calendario, l’intero anno si può scrivere in anticipo. Per il periodo di controllo di agosto 2026 il cinque settembre cade di sabato: la data determinante è quindi lunedì sette settembre. Seguono il cinque ottobre (lunedì), il cinque novembre (giovedì) e il cinque dicembre (sabato, quindi lunedì sette).
L’anno nuovo prosegue con il cinque gennaio (martedì), il cinque febbraio (venerdì), il cinque marzo (venerdì), il cinque aprile (lunedì) e il cinque maggio (mercoledì). Il cinque giugno è di nuovo un sabato, vale dunque lunedì sette. Poi il cinque luglio (lunedì), il cinque agosto (giovedì) e il cinque settembre, una domenica: la data determinante è lunedì sei.
In tredici periodi di controllo consecutivi la scadenza finisce quindi quattro volte nel fine settimana. Lo slittamento si fonda sull’articolo 38 capoverso 3 LPGA: se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente, ed è determinante il diritto del Cantone in cui hai domicilio. Un giorno festivo cantonale può quindi spostare ancora la data — e conta il calendario del tuo Cantone di domicilio, non quello della sede del tuo URC.
Due scadenze meritano di essere annotate in anticipo. Il cinque gennaio è la più dura dell’anno: chiude il periodo di dicembre, i cui documenti vanno raccolti attraverso le feste. E ogni scadenza che cade di venerdì non ha alcun fine settimana alle spalle: lo slittamento su cui a volte si conta semplicemente non esiste.
Quattro termini, tre destinatari
La confusione più costosa nel primo mese è quella fra URC e cassa di disoccupazione. Sono due enti con due compiti distinti. All’URC arriva la prova delle ricerche di lavoro, con la scadenza del quinto giorno. Alla cassa arriva il modulo «Indicazioni della persona assicurata», che secondo arbeit.swiss va presentato alla fine di ogni mese.
Per questo secondo modulo l’ordinanza non fissa alcuna data di calendario. L’articolo 29 capoverso 2 OADI si limita a elencare che cosa serve per ogni ulteriore periodo di controllo: il modulo stesso, gli attestati di guadagno intermedio e le altre informazioni chieste dalla cassa per valutare il diritto. Se necessario, la cassa ti fissa un termine adeguato per completare il dossier e ti avverte riguardo alle conseguenze dell’omissione.
Il limite esterno di tutto ciò che riguarda il denaro sta nell’articolo 20 capoverso 3 LADI: il diritto si estingue se non è fatto valere entro tre mesi dalla fine del periodo di controllo cui si riferisce, e le indennità non riscosse decadono tre anni dopo la stessa fine del mese. Quei tre mesi non sono una seconda possibilità per la prova delle ricerche: riguardano l’esercizio del diritto all’indennità giornaliera e nient’altro.
Il quarto termine è quello a cui si pensa solo quando è tardi. Le decisioni possono essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate, e la procedura d’opposizione è gratuita. I trenta giorni decorrono dalla notificazione, non dalla data stampata sulla lettera; la decisione, del resto, deve essere motivata e contenere l’avvertimento sui rimedi giuridici.
Una quinta data appartiene allo stesso calendario pur non essendo una consegna: secondo arbeit.swiss i giorni esenti dall’obbligo di controllo, di regola in settimane intere, vanno annunciati all’URC con due settimane di anticipo. Annunciarli nella settimana in cui si vogliono prendere significa non averli annunciati.
Che cosa significa esattamente «inoltrato»
Non conta il momento in cui qualcuno apre il tuo incarto, ma quello in cui te ne privi. L’articolo 39 capoverso 1 LPGA lo dice: le richieste scritte devono essere consegnate all’assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine. Un timbro postale del cinque basta quindi anche se la busta arriva due giorni dopo.
Il capoverso 2 dello stesso articolo disinnesca il secondo errore più frequente: se la parte si rivolge in tempo utile a un assicuratore incompetente, si considera che il termine sia stato rispettato. Spedire la prova alla cassa invece che all’URC non è quindi fatale di per sé. Resta però una deviazione, e i giorni che costa non ti vengono restituiti nella valutazione mensile.
La via elettronica elimina entrambi i rischi. arbeit.swiss elenca esattamente tre eService dell’URC in Job-Room per le persone in cerca d’impiego, e le ricerche di lavoro sono il primo. L’accesso richiede due passi da fare una volta sola: l’annuncio per il collocamento tramite l’eService corrispondente, poi l’apertura di un conto utente in Job-Room. Da lì in avanti la consegna mensile è questione di pochi minuti.
Se preferisci la carta, segui il percorso descritto da arbeit.swiss invece di improvvisare: scaricare il modulo e salvarlo localmente, aprirlo con Acrobat Reader e non direttamente nel browser, compilarlo al computer — punto espressamente importante, perché la cassa legge i fogli con il riconoscimento dei caratteri —, poi stamparlo, firmarlo e consegnarlo con gli allegati. Per ogni consegna si scarica una copia nuova.
Se il termine è già scaduto
L’ordinanza lascia aperta una sola porta, e si trova nella stessa frase che fissa il termine: «senza valido motivo». Un valido motivo non è una dimenticanza e non è una settimana intensa. Si tratta di un impedimento, e la valutazione spetta al tuo servizio competente, caso per caso.
Accanto a questo esiste la restituzione in termini. Articolo 41 LPGA: se il richiedente o il suo rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di agire entro il termine stabilito, lo stesso è restituito, sempre che l’interessato lo domandi adducendone i motivi entro trenta giorni dalla cessazione dell’impedimento e compia l’atto omesso. Entrambe le condizioni, non soltanto la domanda.
Ne discende un ordine di operazioni sgradevole ma chiarissimo: inoltrare subito quello che hai, esporre il motivo per iscritto nello stesso invio e fissare la data in cui l’impedimento è cessato. Perché è da quella data che decorrono i trenta giorni, non dal giorno in cui ti accorgi del problema.
Se nonostante tutto arriva una decisione, la via è l’opposizione: trenta giorni, presso il servizio che l’ha notificata, senza spese. Nessuno di questi passi richiede un avvocato, e la decisione stessa deve indicarti a chi va indirizzata.
Il ritmo mensile che rende il termine indolore
Il cinque è difficile solo perché chiude un lavoro distribuito su trenta giorni. Chi registra ogni candidatura lo stesso giorno, il cinque non deve ricostruire nulla: deve solo trascrivere. Il termine non chiede una prestazione nel giorno stabilito; punisce soltanto chi in quel giorno comincia.
Bastano tre punti fissi nel mese. Il giorno della candidatura, in cui nasce la riga. L’ultimo giorno lavorativo del mese, in cui la prova viene assemblata e il modulo per la cassa compilato. E il primo giorno lavorativo del mese nuovo, in cui entrambi partono — quattro giorni prima del limite di legge.
Quei quattro giorni di margine sono lo scopo dell’esercizio. Assorbono esattamente gli incidenti che diventano cari: una firma dimenticata, un allegato mai partito, un conto la cui password non serviva da un anno, oppure una scadenza che capita di venerdì.
Resta il confine valido per ogni strumento privato, il nostro compreso: un elenco di candidature è il tuo documento di lavoro, mai la consegna. Conta ciò che è arrivato al servizio competente — via Job-Room o sul modulo firmato — entro il quinto giorno del mese seguente.
Il termine, la definizione di periodo di controllo e la conseguenza di un inoltro tardivo seguono il tenore degli articoli 26, 27a, 29 e 45 OADI e degli articoli 1, 17, 20 e 30 LADI nelle versioni pubblicate su fedlex e in vigore il 22 agosto 2026. Computo e osservanza dei termini, restituzione e opposizione provengono dagli articoli 38, 39, 41 e 52 LPGA, stessa fonte. Le indicazioni sugli eService, sulla compilazione del modulo cartaceo, sul modulo «Indicazioni della persona assicurata» e sull’annuncio dei giorni esenti dall’obbligo di controllo provengono da arbeit.swiss nella versione italiana. Le date fino a settembre 2027 sono state calcolate dal calendario e tengono conto di sabati e domeniche; i giorni festivi cantonali non vi sono rappresentati.
Cosa succede se inoltro le ricerche in ritardo?
In breve
L’inoltro tardivo produce due conseguenze distinte. Le prove stesse non possono più essere prese in considerazione se lasci scadere il termine senza un valido motivo (art. 26 cpv. 2 OADI): il mese non viene valutato male, semplicemente non viene valutato. Poi arriva la sanzione vera e propria, la sospensione del diritto all’indennità per ricerche personali insufficienti (art. 30 cpv. 1 lett. c LADI). La tabella nazionale della SECO prevede cinque-nove giorni di sospensione la prima volta, dieci-diciannove la seconda e il rinvio al servizio cantonale la terza.
Fanno fede unicamente la decisione della tua cassa di disoccupazione e le indicazioni del tuo URC. Ogni valutazione avviene caso per caso. Questo testo è redazionale e non costituisce consulenza giuridica.
Un giorno di sospensione è un’indennità cancellata, non rinviata: i giorni sono computati nel numero massimo di indennità giornaliere e vanno ammortizzati secondo il loro valore effettivo, sotto forma di indennità intere.
Prima di arrivarci, però, il margine è più ampio di quanto si creda. Per via elettronica conta la data di inserimento e non quella del trasferimento automatico, per posta conta il timbro postale, e l’URC deve attendere il dodicesimo giorno del mese prima di poter decidere.
Tabella delle sospensioni per i servizi cantonali e gli URC, punti 1.C, 1.D e 1.E della Direttiva LADI ID della SECO, stato 1° gennaio 2026. Le fasce sono 3–4, 5–9 e 10–19 giorni; il grafico mostra la metà di ciascuna, poiché il punto D77 della direttiva impone di partire dalla metà dell’ambito (DTF 123 V 153). Tutti e quattro i casi rientrano nella colpa lieve o mediamente grave ai sensi dell’art. 45 cpv. 3 OADI.
- Due conseguenze: le ricerche del mese non vengono più prese in considerazione (art. 26 cpv. 2 OADI) e il diritto all’indennità viene sospeso (art. 30 cpv. 1 lett. c LADI).
- Tabella, punto 1.E: cinque-nove giorni la prima volta, dieci-diciannove la seconda, rinvio al servizio cantonale la terza.
- Tardi pesa più di poco: per un primo mese di ricerche insufficienti la stessa tabella prevede solo tre-quattro giorni.
- I giorni di sospensione sono computati nel numero massimo di indennità giornaliere: sono persi, non rinviati.
- Per via elettronica la data decisiva è quella dell’inserimento, non quella del trasferimento automatico della notte seguente.
- L’opposizione va presentata entro trenta giorni all’autorità che ha deciso e la procedura è gratuita (art. 52 LPGA).
Due norme, due effetti, due uffici
L’ordinanza tiene ben distinto ciò che accade ai tuoi documenti da ciò che accade ai tuoi soldi. L’articolo 26 capoverso 2 OADI riguarda solo i documenti: le prove consegnate dopo il cinque del mese seguente, senza valido motivo, non possono più essere prese in considerazione. Il periodo di controllo non viene giudicato negativamente, esce del tutto dalla valutazione.
Il lato economico sta nella legge, e l’ordinanza vi rinvia da sé: il titolo marginale dell’articolo 26 cita l’articolo 30 capoverso 1 lettera c LADI. Quella norma impone di sospendere il diritto all’indennità dell’assicurato che non fa il suo possibile per ottenere un’occupazione adeguata. Un periodo di controllo di cui nulla può essere computato, agli atti, si legge come un periodo senza ricerche.
A decidere non è la tua cassa di disoccupazione. Il capoverso 2 dello stesso articolo attribuisce le sospensioni della lettera c al servizio cantonale, in pratica al tuo URC; negli altri casi decidono le casse. Il capoverso 4 chiude il cerchio dall’altro lato: se una cassa non sospende pur esistendone il motivo, la decisione la emana il servizio cantonale.
La tabella delle sospensioni, che nessuno ti consegna
Il numero di giorni non è nella legge. Sta nella Direttiva LADI ID della SECO, nella tabella delle sospensioni per i servizi cantonali e gli URC, punto D79. Lo scopo dichiarato è garantire per quanto possibile la parità di trattamento a livello nazionale, e il punto 1.E riguarda esattamente questo caso: ricerche di lavoro del periodo di controllo inoltrate oltre il termine.
Prima volta: colpa lieve, cinque-nove giorni. Seconda volta: colpa lieve o mediamente grave, dieci-diciannove giorni. Alla terza la tabella smette di indicare una cifra e rinvia il caso al servizio cantonale per decisione.
Due righe più sopra si nasconde il confronto che sorprende. Il punto 1.C, ricerche insufficienti durante il periodo di controllo, prevede tre-quattro giorni la prima volta. Presentare poche candidature entro il termine è quindi trattato meglio che presentarne il numero giusto un giorno dopo. E il punto 1.D — nessuna ricerca durante il mese — si colloca a cinque-nove giorni, esattamente come il semplice ritardo.
All’interno della fascia la scelta non è libera. Il punto D77 precisa che il calcolo parte dalla metà dell’ambito e tiene conto dei fattori aggravanti, di quelli attenuanti e del principio di proporzionalità; il Tribunale federale lo ha stabilito per la colpa grave e la direttiva estende il principio alla colpa lieve e mediamente grave. Per un primo ritardo la metà corrisponde a sette giorni.
Quanto costa davvero un giorno di sospensione
Un giorno di sospensione vale un’indennità giornaliera intera. L’indennità intera ammonta all’80 per cento del guadagno assicurato; è del 70 per cento per chi non ha obblighi di mantenimento verso figli minori di 25 anni, raggiunge un’indennità intera superiore a 140 franchi e non riscuote una rendita d’invalidità corrispondente a un grado d’invalidità di almeno il 40 per cento (art. 22 LADI). Il guadagno giornaliero si ottiene dividendo il guadagno mensile per 21.7 (art. 40a OADI).
Rifacciamo il conto sull’esempio usato dalla direttiva stessa, un guadagno assicurato di CHF 6000. L’indennità intera risulta di CHF 221.20 all’80 per cento e di CHF 193.55 al 70 per cento. Sette giorni di sospensione — la metà della fascia al primo ritardo — costano quindi CHF 1548.40 oppure CHF 1354.85. L’intera fascia va da CHF 1106.00 a CHF 1990.80; al secondo ritardo da CHF 2212.00 a CHF 4202.80.
Quei giorni non tornano più avanti. L’articolo 30 capoverso 3 LADI stabilisce che la sospensione è computata nel numero massimo di indennità giornaliere dell’articolo 27, e il punto D65 della direttiva precisa che va ammortizzata secondo il valore effettivo, sotto forma di indennità intere. Chi ha diritto al massimo a 260 indennità e incassa sette giorni di sospensione ne conserva al massimo 253.
La stessa norma limita però anche la sanzione: vale solo per i giorni in cui adempi i presupposti del diritto. In un periodo senza diritto — per esempio perché hai ripreso a lavorare — nessun giorno di sospensione viene ammortizzato. Restano in attesa.
Il dettaglio che salva molti casi: inserimento, non trasferimento
Per la via elettronica i punti B324 e D33 della direttiva fissano una regola che pochi conoscono: la data decisiva per prendere in considerazione le prove è quella dell’inserimento delle ricerche, non quella del trasferimento automatico. Le ricerche di un mese vengono trasferite automaticamente il sesto giorno del mese seguente alle ore 00:00, e le aggiunte inserite dopo partono la notte successiva. Inserire la sera del cinque rispetta quindi il termine, anche se l’ufficio vede arrivare il documento il sei.
La direttiva lo illustra con due esempi. Nel primo l’assicurato inserisce le ricerche lunedì 6 aprile, martedì si accorge che sono troppo poche e completa lo stesso giorno: non viene sanzionato per inoltro tardivo secondo il punto 1.E, bensì per ricerche insufficienti secondo il punto 1.C — tre-quattro giorni invece di cinque-nove. Nel secondo non è stato inserito nulla il sei, il modulo non esiste e quindi non viene trasferito, e si applica il punto 1.E.
La lezione pratica è di una semplicità spietata: un elenco incompleto inserito in tempo vale più di un elenco completo inserito un giorno dopo. Se il giorno del termine ti accorgi che mancano dei giustificativi, inserisci prima quello che hai.
Su carta basta il timbro postale del giorno del termine. Poiché il recapito richiede tempo, il punto D33 impone all’URC di attendere il dodicesimo giorno del mese prima di emanare una decisione di sospensione secondo l’articolo 30 capoverso 1 lettera c. Una busta impostata il cinque e recapitata il nove è nei termini e non può essere trattata altrimenti.
Quando decorre la sospensione e quando decade
Il termine di sospensione decorre dal primo giorno successivo all’atto o all’omissione per cui è pronunciata (art. 45 cpv. 1 lett. b OADI). Per un inoltro tardivo è quindi l’indomani della scadenza mancata, non il giorno della decisione. Non è una finezza formale: l’articolo 30 capoverso 3 LADI vi aggancia un limite netto, l’esecuzione della sospensione decade sei mesi dopo l’inizio del termine di sospensione.
Le sanzioni si susseguono invece di sovrapporsi. La sospensione si ammortizza dopo i giorni di attesa o dopo una sospensione già in corso (art. 45 cpv. 2 OADI). In caso di recidiva la durata è prolungata adeguatamente, tenendo conto delle sospensioni degli ultimi due anni (art. 45 cpv. 5); la direttiva ricorda che una singola decisione non può superare 60 giorni, tetto che la legge fissa anche per ciascun motivo di sospensione.
Conta altrettanto ciò che non accade. Il termine quadro per la riscossione della prestazione è di due anni e inizia il primo giorno in cui sono adempiuti tutti i presupposti del diritto (art. 9 LADI); una proroga dovuta a una sospensione non è prevista. Un inoltro tardivo non comporta neppure la cancellazione dal collocamento, e le indennità già versate non vengono chieste indietro per questo motivo. È un taglio in avanti, non una revisione del passato.
Se la decisione è già nella cassetta della posta
Non contare di essere sentito prima. L’articolo 42 LPGA garantisce il diritto di essere sentiti, ma ne esclude le decisioni impugnabili mediante opposizione — e la decisione di sospensione è una di queste. Molti URC chiedono comunque una presa di posizione scritta prima di decidere: quando succede, quella lettera è il momento meno costoso per documentare il tuo motivo.
La decisione deve indicare i rimedi giuridici ed essere motivata se non accoglie integralmente le tue richieste (art. 49 cpv. 3 LPGA). Hai poi trenta giorni per fare opposizione presso l’autorità che ha deciso, e la procedura di opposizione è gratuita (art. 52 LPGA).
Gli argomenti li fornisce la direttiva stessa. Il punto D72 ricorda che la tabella non deve in alcun caso limitare il potere di apprezzamento degli organi d’esecuzione né li esonera dal dovere di tenere conto di tutte le circostanze oggettive e soggettive della fattispecie, secondo i principi di legalità, proporzionalità e colpevolezza. Il punto D74 esige che ogni scostamento dalla tabella, più severo o più mite, sia motivato nella decisione.
La giurisprudenza mostra fin dove può arrivare la riduzione quando il motivo è riconducibile al ritardo. La direttiva cita tre decisioni: una riduzione da cinque giorni a uno per una madre sola, incinta, in una separazione difficile e ammalatasi poco prima del termine di consegna (Cour de Justice di Ginevra, 10 ottobre 2012); una riduzione da cinque a uno per un primo inoltro tardivo di cinque giorni da parte di un’assicurata fino ad allora irreprensibile (Tribunale federale, DTF 8C_2/2012 del 14 giugno 2012); e una riduzione da cinque a due giorni per un ritardo di tre giorni in un caso senza altre negligenze (Tribunale delle assicurazioni del Cantone di San Gallo, 4 aprile 2012, AVI 2011/77). Ogni volta ciò che ha retto è stato il nesso causale tra l’ostacolo e il ritardo.
Perché la ricostruzione di fine mese non riesce
La maggior parte degli inoltri tardivi non nasce da indifferenza ma da un problema di prove: il tre del mese seguente l’annuncio a cui ti sei candidato l’otto del mese prima è sparito. Il nostro indice lo mostra. Nelle dodici famiglie professionali che seguiamo di continuo, l’età mediana degli annunci aperti sta fra quindici e ventiquattro giorni in undici casi su dodici; solo l’edilizia arriva a quarantuno. Metà dei posti attualmente online ha quindi meno di due settimane e mezza: lo stock si rinnova in larga parte nell’arco di un solo periodo di controllo.
Da qui l’unica abitudine che disinnesca davvero il termine: scrivere la riga il giorno stesso della candidatura — datore di lavoro, data, funzione, forma della candidatura e più tardi l’esito. Il cinque ricopi invece di ricostruire, e ricopiare richiede pochi minuti.
Una delimitazione va fatta anche qui. Un elenco di candidature, il nostro compreso, è il tuo documento di lavoro e non sostituisce mai l’inoltro. Conta soltanto ciò che è giunto in tempo all’autorità competente, inserito nel servizio online del Job-Room oppure firmato sul modulo cartaceo. Lo strumento di monitoraggio garantisce solo che il giorno del termine tu abbia qualcosa da inserire.
Le conseguenze di un inoltro tardivo seguono il testo degli articoli 26 cpv. 2, 40a e 45 OADI (RS 837.02) e degli articoli 9, 17, 22, 27 e 30 LADI (RS 837.0) pubblicati su fedlex nella versione in vigore dal 1° gennaio 2026. Il diritto di essere sentiti, la decisione e l’opposizione provengono dagli articoli 42, 49 e 52 LPGA (RS 830.1), versione del 1° gennaio 2024. La tabella delle sospensioni, la regola della metà dell’ambito, la data di inserimento, l’attesa fino al dodicesimo giorno del mese e le tre decisioni giudiziarie provengono dalla Direttiva LADI ID della SECO, punti B324, D33, D33a, D63, D65, D72, D74, D77 e D79, stato 1° gennaio 2026. Gli importi sono calcolati a partire dal guadagno assicurato di CHF 6000 usato come esempio nella stessa direttiva, secondo l’articolo 40a OADI e l’articolo 22 LADI, e hanno valore illustrativo. L’età mediana degli annunci aperti proviene dalla nostra analisi delle dodici maggiori famiglie professionali del nostro indice, al 21 agosto 2026.
Fonti
- OADI (RS 837.02) art. 26 cpv. 2 — ricerche non più prese in considerazione; art. 40a conversione del guadagno mensile; art. 45 inizio e durata della sospensione
- LADI (RS 837.0) art. 30 — sospensione del diritto all’indennità, competenza, computo e decadenza dell’esecuzione; art. 22 e art. 27
- LPGA (RS 830.1) art. 42 diritto di essere sentiti, art. 49 decisione, art. 52 opposizione
- SECO / arbeit.swiss — FAQ sull’indennità di disoccupazione
- SECO / arbeit.swiss — eService e moduli per l’indennità di disoccupazione
- SECO / arbeit.swiss — Prova degli sforzi personali intrapresi per cercare lavoro, modulo 716.007 i (PDF)
- SECO — Direttiva LADI ID, tabella delle sospensioni per i servizi cantonali e gli URC (D79) e punti B324, D33, D33a, D65, D72, D74, D77 (PDF)
Domande correlate
Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero
Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.
Lingua in cui è scritto l’annuncio
- Deutsch
- 60%
- English
- 23%
- Français
- 13%
- Italiano
- 3%
Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede
- Deutsch
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- English
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- Français
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