Come funziona Job-Room?
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In breve
Job-Room è la piattaforma di lavoro del servizio pubblico di collocamento, su job-room.ch. Cercare è possibile a tutti, senza conto. È la registrazione a cambiare le cose: chi è iscritto all'URC e si registra anche su Job-Room vede i posti soggetti all'obbligo di annuncio cinque giorni lavorativi prima che il datore di lavoro possa pubblicarli altrove. La stessa registrazione apre gli eService — moduli online, caricamento dei documenti, avvisi e liste di posti. Servono un login AGOV, il numero AVS e il numero personale di otto cifre attribuito dall'URC.
Fanno fede unicamente la decisione della tua cassa di disoccupazione e le indicazioni del tuo URC. È l'URC competente a stabilire, caso per caso, se un posto sia soggetto all'obbligo di annuncio. Questo testo è redazionale e non costituisce una consulenza giuridica.
I portali di lavoro svizzeri in sintesi
Clicca su un'immagine per vederla grande. Che cosa sia davvero ogni portale è indicato accanto.

1. SwissJobs.appLa nostra app
Oltre 21 000 posizioni svizzere aperte da sistemi ATS, siti aziendali e LinkedIn in un solo posto — e da ogni annuncio, direttamente CV, lettera motivazionale, verifica del CV e preparazione al colloquio. Il modulo URC si compila dal registro delle candidature. Utilizzabile gratuitamente; l'account è richiesto al salvataggio.
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Quel vantaggio non è una cortesia della piattaforma. È scritto nella legge, con una formulazione volutamente stretta: l'accesso alle informazioni riguardanti i posti annunciati è riservato, per un periodo di tempo limitato, alle persone registrate presso il servizio pubblico di collocamento in Svizzera.
Quello che segue è il meccanismo: le due porte della piattaforma, che cosa chiede davvero la registrazione, come si contano i cinque giorni lavorativi, l'unica cifra che decide quali generi di professioni finiscono dietro il muro, che cosa deve fare in cambio il datore di lavoro e che cosa se ne vede nel nostro stock di annunci aperti — dove la quota in lingua italiana non è quella che ci si aspetta.
Selezione dall'elenco ufficiale dei generi di professioni soggetti all'obbligo di annuncio per il 2026. Valore soglia: 5 per cento, misurato in media sul quarto trimestre 2024 e sui primi tre trimestri 2025; l'elenco vale dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
- Cercare non richiede alcun conto. Il conto è per chi è già iscritto come persona in cerca d'impiego presso un URC: prima l'iscrizione, poi la registrazione.
- Registrazione: login AGOV (gratuito su agov.admin.ch), numero AVS e numero personale di 8 cifre riportato nella parte superiore dei conteggi e delle lettere della cassa di disoccupazione.
- Cinque giorni lavorativi di esclusiva: i posti soggetti all'obbligo possono essere pubblicati altrove solo dopo, e in quel periodo li vedono soltanto i collaboratori del servizio pubblico di collocamento e le persone in cerca d'impiego registrate.
- SECO: il termine inizia il giorno lavorativo successivo alla pubblicazione — giorni lavorativi, non giorni di calendario.
- Un genere di professione è soggetto all'obbligo con un tasso di disoccupazione nazionale del 5 per cento, in media sul quarto trimestre dell'anno precedente e sui primi tre trimestri dell'anno in corso.
- Il campo d'applicazione è passato dal 6,5 al 10,8 per cento delle persone occupate con l'ingresso di cuochi e personale delle pulizie.
- Il datore di lavoro riceve i dossier adeguati entro tre giorni lavorativi e deve comunicare chi ha invitato, se ha assunto e se il posto è ancora vacante.
- Nessun obbligo per le assunzioni interne dopo sei mesi, gli impieghi fino a 14 giorni di calendario e i parenti stretti di chi ha diritto di firma — ma l'eccezione interna non vale per i prestatori di personale.
- Nel nostro stock aperto l'1,6 per cento degli annunci porta una denominazione ufficiale soggetta all'obbligo, e nessuno di essi rimanda a job-room.ch.
Due porte, e solo una richiede di essere iscritti
lavoro.swiss presenta Job-Room come la più grande piattaforma di lavoro della Svizzera. La prima porta non chiede nulla: cercare, filtrare, leggere, candidarsi. È la vista che indicizza un motore di ricerca e non si distingue in nulla di sostanziale da un qualsiasi portale di annunci.
La seconda porta è il conto utente, e ha un presupposto che molti scoprono solo al momento di registrarsi: le prestazioni legate alla registrazione sono destinate a chi è già iscritto come persona in cerca d'impiego presso un URC. Iscriversi all'URC e registrarsi su Job-Room sono due atti distinti, in un ordine fisso.
L'iscrizione avviene tramite l'eService di Job-Room oppure di persona all'URC, con il numero AVS che figura sulla tessera d'assicurato. lavoro.swiss indica due riferimenti temporali che vanno insieme: annunciarsi il più presto possibile e comunque entro il primo giorno per il quale si intende far valere il diritto all'indennità. Entro due settimane l'URC convoca al primo colloquio di consulenza.
Per chi è ancora occupato, ancora nel termine di disdetta o residente all'estero e interessato al mercato svizzero, la risposta è semplice: la ricerca aperta è tutto ciò a cui si ha accesso. Non è una versione ridotta della piattaforma, è quella normale. Il vantaggio è riservato a chi è già seguito dall'assicurazione.
Che cosa chiede davvero la registrazione
La registrazione passa dall'Identity Access Management dell'assicurazione contro la disoccupazione. Prima di esso c'è il login AGOV, descritto come un sistema di identificazione sicuro e univoco, creabile gratuitamente su www.agov.admin.ch. AGOV serve anche ad altre prestazioni dell'amministrazione federale: chi lo possiede già salta questo passaggio.
Poi servono due numeri. Il numero AVS e il numero personale, «composto da 8 cifre, attribuito dall'URC e riportato nella parte superiore dei conteggi e della lettera della cassa di disoccupazione». È il dettaglio che spiega gran parte delle registrazioni fallite nei primi giorni di pratica: finché non è arrivato un conteggio, quel numero non esiste ancora.
Il conto apre poi un elenco breve e preciso: la consegna online dei moduli — domanda d'indennità di disoccupazione, indicazioni della persona assicurata, prova delle ricerche di lavoro —, il caricamento della documentazione di candidatura, gli avvisi sulle offerte e le liste dei posti messi da parte.
Un effetto collaterale poco citato: i datori di lavoro usano Job-Room anche nel senso opposto. Possono cercare candidati, consultare profili con qualifiche ed esperienza professionale e, se registrati sulla piattaforma, ottenere i dati di contatto per rivolgersi direttamente a una persona. Registrarsi significa anche diventare visibili.
I cinque giorni lavorativi, alla lettera
La regola sta su due piani. La legge federale sugli stranieri e la loro integrazione fissa il principio: nei gruppi professionali con un tasso di disoccupazione superiore alla media i datori di lavoro annunciano i posti vacanti al servizio pubblico di collocamento, e «l'accesso alle informazioni riguardanti i posti annunciati è riservato, per un periodo di tempo limitato, alle persone che sono registrate presso il servizio pubblico di collocamento in Svizzera» (art. 21a cpv. 3).
L'ordinanza sul collocamento tiene il cronometro. I datori di lavoro possono pubblicare in altro modo i posti che sono tenuti ad annunciare «solo dopo cinque giorni lavorativi dalla pubblicazione sulla piattaforma del servizio pubblico di collocamento». Il capoverso successivo dice chi può guardare nel frattempo: «Durante questi cinque giorni lavorativi hanno accesso alle informazioni sui posti vacanti annunciati soltanto i collaboratori del servizio pubblico di collocamento e le persone in cerca d'impiego ivi registrate.»
La SECO precisa il punto di partenza: il periodo inizia il giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del posto sulla piattaforma accessibile soltanto alle persone in cerca d'impiego iscritte all'URC. Il giorno della pubblicazione non conta, e si tratta di giorni lavorativi, non di giorni di calendario: un giorno festivo allunga la finestra.
In pratica, per quei cinque giorni il posto non è difficile da trovare altrove: non c'è. Nessun aggregatore lo riporta, nessun avviso di un portale commerciale lo segnala e nessuna abilità di ricerca sostituisce il login.
Una sola cifra decide quali professioni finiscono dietro il muro
Non c'è una commissione né una trattativa di settore: l'ordinanza lega tutto a un unico valore. L'obbligo di annuncio si applica «ai generi di professioni secondo la nomenclatura svizzera nei quali il tasso di disoccupazione nazionale raggiunge o supera il valore soglia del 5 per cento». La soglia è considerata raggiunta se il tasso la raggiunge o la supera in media «nel quarto trimestre dell'anno precedente e nei primi tre trimestri dell'anno in corso».
Il tasso è definito nello stesso articolo: il quoziente tra il numero dei disoccupati registrati presso il servizio pubblico di collocamento e il numero delle persone che svolgono un'attività lucrativa, sulla base della statistica del mercato del lavoro della SECO. Chi vuole sapere perché la propria professione è o non è toccata non deve indovinare: l'elenco indica per ogni genere di professione il tasso con cui è finito sopra o sotto la soglia.
L'elenco viene aggiornato nel quarto trimestre di ogni anno e vale poi per un anno civile, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Per l'anno in corso si sono aggiunti due generi di professioni: cuoche e cuochi, e il personale addetto alle pulizie e gli ausiliari in uffici, alberghi e altri stabilimenti, entrambi misurati al 5,3 per cento.
Poiché si tratta di due professioni molto numerose, il campo d'applicazione è quasi raddoppiato senza che la regola cambiasse: dal 6,5 per cento delle persone occupate dell'anno precedente al 10,8 per cento dell'anno in corso. Per la ristorazione e le pulizie il conto Job-Room è passato da accessorio a determinante con un solo aggiornamento dell'elenco.
Che cosa deve fare in cambio il datore di lavoro
Annunciare un posto non è spuntare una casella. L'ordinanza elenca i dati da fornire: professione richiesta, attività inclusi i requisiti specifici, luogo di lavoro, grado di occupazione, data di assunzione, tipo di rapporto di lavoro — a tempo determinato o indeterminato —, indirizzo di contatto e nome del datore di lavoro; e, per i prestatori, il nome dell'impresa acquisitrice. È esattamente il dato che l'annuncio ordinario di un'agenzia interinale non riporta.
Il servizio pubblico di collocamento conferma la ricezione con un attestato che contiene nome e indirizzo del datore di lavoro, il numero di identificazione dell'annuncio e «la data a partire dalla quale l'annuncio può essere pubblicato liberamente». La scadenza è messa per iscritto prima ancora di cominciare a decorrere.
Poi il senso si inverte. Entro tre giorni lavorativi dalla ricezione dell'annuncio completo il servizio trasmette al datore di lavoro i dati sulle persone in cerca d'impiego con un dossier adeguato, oppure comunica che non ve ne sono di disponibili. Il datore di lavoro deve poi comunicare quali candidati ha ritenuto adeguati e invitato a un colloquio o a una verifica dell'idoneità, se ne ha assunto uno e se il posto è ancora vacante.
Per chi cerca lavoro è qui che sta il valore concreto: un dossier che arriva per questa via finisce da un datore di lavoro tenuto per legge a dire che cosa ne ha fatto. Nessuna candidatura spontanea ottiene altrettanto.
Dove l'obbligo si ferma
Le eccezioni sono più ampie di quanto lascino intendere i riassunti. Non vanno annunciati i posti occupati all'interno di un'impresa o di un gruppo da persone che vi lavorano da almeno sei mesi — comprese le persone in formazione assunte al termine del tirocinio. Nemmeno gli impieghi di durata massima di 14 giorni di calendario, né le assunzioni di parenti stretti di chi ha diritto di firma.
Un dettaglio con conseguenze: l'eccezione interna non vale per i prestatori di personale. Gli impieghi temporanei in un genere di professione soggetto all'obbligo hanno quindi più probabilità di comparire nell'area protetta di un posto fisso coperto internamente.
E la legge stessa contiene l'eccezione più grande: se il posto vacante è occupato da una persona già registrata presso il servizio pubblico di collocamento, l'annuncio non è necessario. L'area protetta non è dunque un registro di tutti i posti aperti in Svizzera, ma un intervento mirato dove la disoccupazione è alta.
Scambiare Job-Room per l'intero mercato significa sbagliare due volte: dentro la finestra dei cinque giorni la piattaforma non ha concorrenti, fuori è un portale come gli altri.
Che cosa mostra il nostro stock di annunci
L'elenco ufficiale esiste anche come tabella delle denominazioni professionali associate a ciascun genere di professione, in tedesco, francese e italiano, al maschile e al femminile. Abbiamo confrontato quelle denominazioni con i titoli di tutti gli annunci aperti su SwissJobs.app il 22 agosto 2026. Risultato: l'1,6 per cento degli annunci aperti porta nel titolo una denominazione ufficiale, e 24 dei generi di professioni soggetti all'obbligo compaiono nello stock.
La distribuzione interna è molto sbilanciata. Cuoche e cuochi da soli valgono il 41,6 per cento, seguiti dai quadri della vendita con il 15,9 per cento, da quelli del marketing con l'8,8 per cento, dal personale di ricezione con il 7,4 per cento e dai responsabili di servizio in ristorazione con il 5,4 per cento. I mestieri edili e gli ausiliari, che nell'elenco ufficiale registrano i tassi più alti, sono quasi assenti dal nostro stock: un indizio che quelle posizioni passano raramente da un annuncio pubblico.
Sul piano linguistico il quadro è quello che dovrebbe interessare chi cerca in italiano. Fra gli annunci con una lingua riconosciuta, l'italiano vale il 2,2 per cento dello stock complessivo e il 3,6 per cento della parte soggetta all'obbligo di annuncio; il francese sale dal 13,1 al 21,1 per cento, mentre l'inglese scende dal 27,2 al 14,3 per cento. Le professioni toccate dall'obbligo sono cioè sovrarappresentate nelle lingue latine e sottorappresentate negli annunci in inglese — e la Svizzera italiana, con il peso che vi hanno ristorazione, alberghi ed edilizia, è tra le regioni in cui il conto Job-Room rende di più.
Il dato più netto è uno zero. Nessuno degli annunci aperti nel nostro stock rimanda a una candidatura su job-room.ch o lavoro.swiss. L'area protetta non si riversa negli elenchi aggregati, nemmeno nel nostro, e non è una lacuna di copertura: è esattamente l'effetto previsto dall'ordinanza. Ci si entra solo con la propria registrazione.
Due riserve accompagnano queste cifre. Il confronto per titolo è un valore minimo: un annuncio intitolato «aiuto in cucina» o «addetto alle pulizie» non corrisponde ad alcuna denominazione ufficiale anche quando il posto è chiaramente soggetto all'obbligo. E il titolo non decide nulla: è l'URC competente a verificare, sulla base dei requisiti e delle attività concrete, se un posto sia soggetto all'obbligo di annuncio.
I dati sugli annunci provengono dallo stock aperto su SwissJobs.app il 22 agosto 2026: titoli confrontati con le denominazioni professionali ufficiali dell'elenco 2026 dei generi di professioni soggetti all'obbligo di annuncio (denominazioni tedesche, francesi e italiane, al maschile e al femminile), quote linguistiche secondo la lingua riconosciuta sull'annuncio, destinazioni secondo il dominio del link di candidatura. Il confronto per titolo è un valore minimo e non sostituisce la verifica caso per caso dell'URC. Stato del diritto: LStrI e ordinanza sul collocamento nel testo in vigore il 23 agosto 2026; indicazioni su registrazione e termine di blocco da lavoro.swiss e dalla SECO, consultate il 23 agosto 2026.
Monitorare le candidature — data, ditta e persona di contatto
Fonti
- Registrazione persone in cerca d'impiego — lavoro.swiss
- Obbligo di annunciare i posti vacanti: termine di blocco, canali, eccezioni — SECO
- Obbligo di annuncio dal 2026: nuovi generi di professioni, 10,8 per cento delle persone occupate — SECO
- Elenco dei generi di professioni soggetti all'obbligo di annuncio 2026, con i tassi di disoccupazione (PDF)
- LStrI (RS 142.20), art. 21a — fedlex
- Ordinanza sul collocamento (RS 823.111), art. 53a-53d — fedlex
- Job-Room — persone in cerca d'impiego
Domande correlate
Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero
Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.
Lingua in cui è scritto l’annuncio
- Deutsch
- 60%
- English
- 23%
- Français
- 13%
- Italiano
- 3%
Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede
- Deutsch
- 70%
- English
- 43%
- Français
- 21%
- Italiano
- 3%
19% pubblicati negli ultimi 7 giorni · Mercati principali: Zürich 18% · Bern 10% · Genève 5% · Basel 5%






