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Dove si trova lavoro nelle cure in Svizzera — e perché in Ticino gli annunci online non sono lo strumento giusto?

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In breve

Nelle cure l’offerta è concentrata su pochissimi inserzionisti. Il settore vale circa il 4,5 % degli annunci svizzeri aperti che seguiamo, ma i dieci maggiori inserzionisti ne portano il 44,9 % e i venticinque maggiori il 69,4 %; su campioni di pari dimensione tratti dal resto del mercato le stesse misure danno 22,3 % e 30,2 %. Seguire direttamente le pagine di lavoro di due o tre dozzine di ospedali, cliniche, case per anziani e servizi di cura a domicilio della propria regione copre quindi già due terzi dell’offerta.

I portali di lavoro svizzeri in sintesi

Clicca su un'immagine per vederla grande. Che cosa sia davvero ogni portale è indicato accanto.

  1. SwissJobs.app: Oltre 21 000 posizioni svizzere aperte da sistemi ATS, siti aziendali e LinkedIn in un solo posto — e da ogni annuncio, direttamente CV, lettera motivazionale, verifica del CV e preparazione al colloquio. Il modulo URC si compila dal registro delle candidature. Utilizzabile gratuitamente; l'account è richiesto al salvataggio.

    1. SwissJobs.appLa nostra app

    Oltre 21 000 posizioni svizzere aperte da sistemi ATS, siti aziendali e LinkedIn in un solo posto — e da ogni annuncio, direttamente CV, lettera motivazionale, verifica del CV e preparazione al colloquio. Il modulo URC si compila dal registro delle candidature. Utilizzabile gratuitamente; l'account è richiesto al salvataggio.

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  2. jobs.ch: Il portale più noto della Svizzera tedesca e il maggiore indice del paese. Appartiene a JobCloud AG — come jobup.ch e JobScout24.

    2. jobs.ch

    Il portale più noto della Svizzera tedesca e il maggiore indice del paese. Appartiene a JobCloud AG — come jobup.ch e JobScout24.

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  3. jobup.ch: Lo standard nella Svizzera romanda e il primo indirizzo per quella regione — ma la stessa JobCloud AG di jobs.ch.

    3. jobup.ch

    Lo standard nella Svizzera romanda e il primo indirizzo per quella regione — ma la stessa JobCloud AG di jobs.ch.

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  4. JobScout24: Un terzo marchio della stessa azienda. Cercare su tutti e tre per allargare la ricerca significa cercare tre volte dallo stesso fornitore.

    4. JobScout24

    Un terzo marchio della stessa azienda. Cercare su tutti e tre per allargare la ricerca significa cercare tre volte dallo stesso fornitore.

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  5. Indeed Svizzera: L'aggregazione più ampia, perché Indeed raccoglie anche da altri portali — al prezzo di molti doppioni dello stesso annuncio.

    5. Indeed Svizzera

    L'aggregazione più ampia, perché Indeed raccoglie anche da altri portali — al prezzo di molti doppioni dello stesso annuncio.

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  6. LinkedIn Jobs: La migliore reputazione per ruoli in inglese e internazionali in Svizzera. Molto più scarno per mestieri manuali, cura e ruoli commerciali.

    6. LinkedIn Jobs

    La migliore reputazione per ruoli in inglese e internazionali in Svizzera. Molto più scarno per mestieri manuali, cura e ruoli commerciali.

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  7. jobagent.ch: Un meta-motore sui portali svizzeri, «tutti i lavori della Svizzera a colpo d’occhio». Il suo punto forte è il Job-Abo: una ricerca salvata che invia per e-mail i nuovi annunci di tutti i portali coperti. Accanto, calcolatore di salario e guide alla candidatura.

    7. jobagent.ch

    Un meta-motore sui portali svizzeri, «tutti i lavori della Svizzera a colpo d’occhio». Il suo punto forte è il Job-Abo: una ricerca salvata che invia per e-mail i nuovi annunci di tutti i portali coperti. Accanto, calcolatore di salario e guide alla candidatura.

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  8. SwissDevJobs: Solo informatica, ma fatta bene: «183 IT & Software developer jobs in Switzerland», filtrati per tecnologia (C#, Java, Python, DevOps, ML) invece che per settore. Pubblica statistiche salariali ed elenca le aziende che dichiarano le fasce. Il sito è in inglese.

    8. SwissDevJobs

    Solo informatica, ma fatta bene: «183 IT & Software developer jobs in Switzerland», filtrati per tecnologia (C#, Java, Python, DevOps, ML) invece che per settore. Pubblica statistiche salariali ed elenca le aziende che dichiarano le fasce. Il sito è in inglese.

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Lavori per professione, città o lingua

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Per chi cerca nella Svizzera italiana la conseguenza è ancora più netta. Circa l’1,3 % degli annunci che seguiamo si trova nella regione di lingua italiana, e fra questi non compare un solo posto di cura: l’Ente Ospedaliero Cantonale è presente nel nostro rilevamento, ma con posti di medico, di segretariato e di amministrazione, non con posti infermieristici. Il Cantone pubblica per concorso sul proprio sito. Nelle cure, in Ticino, la lista di annunci non è lo strumento: lo sono i siti degli enti.

Il terzo dato riguarda il titolo dell’annuncio. L’81 % degli annunci di cura indica già nel titolo una sigla di formazione, un grado di occupazione o un reparto, contro il 28,1 % nel resto del mercato, e un titolo di cura è lungo in media 57 caratteri contro 43. La parola «cura» è quindi il termine di ricerca più debole del settore: cercano meglio le sigle. HF compare nel 31,3 % dei titoli, FH nel 15, EFZ nel 7, FaGe nel 6,3, NDS nel 4,3, SRK nel 4,2 e ASSC nel 2,6 %.

Quali reparti vengono nominati negli annunci di cura
Quali reparti vengono nominati negli annunci di curaConduzione e supplenza7.7%Lungodegenza e geriatria4.5%Psichiatria4.2%Cure intense3.8%Cure a domicilio3.7%Sala operatoria3.5%Pronto soccorso3.3%Pediatria e maternità2.8%

Quota degli annunci di cura rilevati il cui titolo nomina il rispettivo ambito. Un titolo può nominarne più di uno, i valori non sommano quindi a cento. Analisi continua degli annunci svizzeri aperti che seguiamo, stato agosto 2026.

  • Trentacinque datori portano da soli il 78,7 % degli annunci di cura che seguiamo; il maggiore, un ospedale cantonale, ne porta il 10,2 %.
  • Il 25,1 % degli annunci di cura porta il nome di un’agenzia o di un portale sanitario invece di quello dell’ente in cui si lavora; un altro 8,8 % esce sotto una campagna di settore.
  • Nel nostro rilevamento non figura alcun annuncio di cura redatto in italiano, e solo lo 0,3 % degli annunci di cura chiede l’italiano fra le lingue richieste.
  • Il 9,8 % degli annunci di cura nomina due formazioni insieme («FaGe oppure infermiere diplomato»), contro il 2 % altrove: sono gli annunci più permeabili della lista.
  • L’annuncio di cura mediano ha 23 giorni contro 19 nel resto del mercato, e il 33 % supera i due mesi contro il 26,9 %. Qui «vecchio» quasi mai significa «già assegnato».
  • Il 2,6 % degli annunci di cura è un posto di pool o di sostituzione, contro lo 0,2 % altrove; il 4,9 % nomina il servizio notturno o diurno già nel titolo.

In Ticino le cure non passano dalla lista di annunci

Vale la pena dirlo subito e senza giri di parole, perché cambia il modo di cercare. Circa l’1,3 % degli annunci svizzeri aperti che seguiamo si trova nella Svizzera italiana, e in questa quota non compare nemmeno un posto di cura. Non è che il mercato ticinese delle cure non esista: è che non viene pubblicato dove noi e gli altri portali guardiamo. L’Ente Ospedaliero Cantonale è fra i datori ticinesi presenti nel nostro rilevamento, ma i suoi annunci riguardano medici assistenti, medici specialisti, capiclinica, segretariato medico e amministrazione — non il personale infermieristico.

La ragione è di forma amministrativa, non di scarsità. Il Cantone e gli enti para-cantonali bandiscono i posti per concorso, con un numero di riferimento e un termine di inoltro, sul proprio sito ufficiale; l’unico annuncio cantonale ticinese che compare nel nostro rilevamento è appunto un concorso generale per medici assistenti presso l’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale. Le case per anziani e i servizi di assistenza e cura a domicilio pubblicano allo stesso modo, ciascuno sul proprio sito o tramite la propria associazione di categoria.

Per chi cerca in Ticino la sequenza pratica è quindi diversa da quella del resto del Paese. Si parte dal sito dell’Ente Ospedaliero Cantonale e dai suoi istituti, si aggiunge la pagina dei concorsi della Repubblica e Cantone Ticino, poi le case per anziani riunite nella loro associazione cantonale e i servizi di assistenza e cura a domicilio del proprio comprensorio, infine la sezione cantonale della Croce Rossa per i corsi e per gli impieghi ausiliari. Cinque o sei segnalibri coprono, in Ticino, più di quanto copra qualsiasi ricerca per parola chiave.

Resta un’avvertenza onesta: questo è ciò che il nostro rilevamento mostra, non una misura del mercato del lavoro ticinese. L’assenza di annunci di cura in italiano dice dove vengono pubblicati i posti, non quanti ce ne siano. Chi voglia una misura del fabbisogno deve guardare le statistiche sanitarie federali e cantonali, non una lista di annunci — nostra o di chiunque altro.

Il quadro nazionale: due dozzine di indirizzi coprono due terzi

Se si allarga lo sguardo a tutta la Svizzera, il dato determinante non è quanto pesi il settore ma come si distribuisca. Le cure valgono circa il 4,5 % degli annunci svizzeri aperti che seguiamo, un settore di media grandezza. Al suo interno, però, l’offerta si distribuisce come in nessun altro ambito: i dieci maggiori inserzionisti portano il 44,9 % degli annunci di cura, i venticinque maggiori il 69,4 %. Applicando le stesse misure a fette di pari dimensione del resto del mercato si ottengono 22,3 % e 30,2 %. Un solo ospedale cantonale porta il 10,2 % di tutti gli annunci di cura.

È la struttura del settore, non un difetto del rilevamento. Si cura dentro istituzioni, e le istituzioni sono grandi: ospedali cantonali, gruppi di cliniche, reti psichiatriche, catene di case per anziani, organizzazioni di cura a domicilio. Trentacinque datori coprono insieme il 78,7 % degli annunci di cura che seguiamo. La conseguenza pratica rovescia il consiglio abituale: nella maggior parte dei mestieri la ricerca per parole chiave è lo strumento principale e le pagine di lavoro degli enti sono il complemento; nelle cure è il contrario.

Un quarto della lista merita cautela. Il 25,1 % degli annunci di cura non porta il nome dell’ente in cui si lavorerà, ma quello di un’agenzia di collocamento o di un portale specializzato in professioni sanitarie, e un ulteriore 8,8 % esce sotto il nome di una campagna di settore. Insieme è un terzo degli annunci in cui il testo, da solo, non dice dove si finirà a lavorare. Non c’è nulla di irregolare, ma per questi annunci la domanda su quale sia l’istituto va posta prima della candidatura, non dopo.

Cercare per sigla, non per parola

L’81 % degli annunci di cura indica già nel titolo una sigla di formazione, un grado di occupazione o un reparto, contro il 28,1 % nel resto del mercato; il titolo medio è lungo 57 caratteri contro 43. «Dipl. Pflegefachperson HF/FH cure palliative, turni mattina, pomeriggio e notte 80%» non è un titolo insolito in questo settore: è quello normale.

Questa densità è il motivo per cui una ricerca sul solo titolo funziona davvero nelle cure, mentre fallisce per mestieri i cui annunci dicono soltanto «collaboratore» o «responsabile di progetto». Funziona però soltanto con l’ingresso giusto, e l’ingresso giusto è la sigla. HF e FH indicano l’infermiera o l’infermiere diplomato, formato in scuola specializzata superiore o in scuola universitaria professionale. EFZ chiude una formazione professionale di base e nelle cure significa quasi sempre Fachfrau o Fachmann Gesundheit, in breve FaGe. NDS è uno studio post-diploma e segnala le specializzazioni in cure intense, pronto soccorso e anestesia. SRK è il certificato di collaboratrice o collaboratore sanitario, ASSC l’equivalente romando della FaGe, AGS ed EBA il livello di assistenza.

Il terzo elemento del titolo è il reparto, presente nel 35,5 % degli annunci di cura contro il 3,4 % nel resto del mercato. Le menzioni più frequenti sono le funzioni di conduzione e supplenza (7,7 % di tutti gli annunci di cura), la lungodegenza e la geriatria (4,5), la psichiatria (4,2), le cure intense (3,8), le cure a domicilio (3,7), la sala operatoria (3,5), il pronto soccorso (3,3), la pediatria e la maternità (2,8), l’anestesia (2,5) e le cure palliative (0,8). Digitati in un campo di ricerca, questi termini trovano meglio di qualsiasi nome di città.

La lingua: il tedesco è la condizione, non un vantaggio

Chi cerca in italiano deve mettere in conto un dato scomodo: fuori dalla Svizzera italiana l’italiano non apre porte in questo settore. Nel nostro rilevamento nessun annuncio di cura è redatto in italiano, e solo lo 0,3 % degli annunci di cura chiede l’italiano fra le lingue richieste. Sull’intero mercato gli annunci in italiano sono l’1,6 % e provengono in larga parte dall’amministrazione federale, non dalla sanità.

Nemmeno l’inglese offre una via d’uscita. Solo lo 0,7 % degli annunci di cura è redatto in inglese, contro il 21,1 % nel resto del mercato, e l’inglese è richiesto nel 3 % degli annunci di cura che esprimono un requisito linguistico, contro il 43 % altrove. A differenza dell’informatica o della ricerca farmaceutica, le cure non hanno un segmento anglofono di ripiego: semplicemente non esiste.

Ciò che conta è la lingua della regione, e il requisito è scritto in modo severo. Fra gli annunci di cura che esprimono un requisito linguistico, l’89,8 % chiede il tedesco, contro il 67,2 % nel resto del mercato, e nel 94,1 % di quei casi lo chiede a livello professionale o madrelingua, non a livello di conversazione. Il francese compare nel 15 %, quasi soltanto nella Svizzera romanda e nella parte bilingue del Cantone di Berna.

Va detta anche la tensione fra le due cifre, prima che qualcuno investa tempo e denaro. Il corso d’ingresso della Croce Rossa chiede il livello B1; il mercato scrive «professionale» in nove annunci su dieci. Entrambe le cose sono vere. Il B1 basta per frequentare il corso e per trovare un posto nella lungodegenza, dove tornano ogni giorno gli stessi ospiti e le stesse routine. Di regola non basta in un reparto acuto, dove consegne, prescrizioni e documentazione corrono nella lingua locale e un fraintendimento ha conseguenze.

Entrare senza diploma svizzero, e far riconoscere quello estero

L’8,4 % degli annunci di cura cerca esplicitamente un livello ausiliario o di assistenza — collaboratrice sanitaria, assistente di cura, aide-soignant, auxiliaire de santé —, mentre nel resto del mercato questo livello è praticamente inesistente, allo 0,1 %. Il 4,8 % degli annunci di cura nomina il certificato della Croce Rossa direttamente nel titolo. È l’ostacolo formale più basso dietro il quale, in Svizzera, si trova un posto retribuito nelle cure.

Il percorso a cui questi annunci rimandano è descritto dalla Croce Rossa Svizzera: 120 ore di teoria e una parte pratica di 12-15 giorni, con conoscenze linguistiche richieste al livello B1 verificate da un test, età minima di 18 anni e un permesso di lavoro valido. Il certificato è riconosciuto in tutta la Svizzera e la formazione è offerta dalle associazioni cantonali della Croce Rossa, Ticino compreso. Chi lo consegue lavora prevalentemente nella lungodegenza: case per anziani, istituti per persone con disabilità, servizi di cura a domicilio, appartamenti protetti e cura privata.

La seconda porta è più discreta. Il 9,8 % degli annunci di cura nomina due formazioni affiancate — «FaGe oppure infermiere diplomato», «collaboratore sanitario SRK oppure AGS» —, contro il 2 % nel resto del mercato. Un annuncio così è un invito aperto: il datore dichiara che taglierà il posto sul livello di chi si presenta. Chi si trova appena sotto la qualifica superiore fa bene a leggere prima questi annunci e poi gli altri. A ciò si aggiunge un 4,3 % di annunci che non sono posti ma posti di formazione e di studio, con data d’inizio spesso a uno o due anni di distanza.

Per i titoli esteri esiste invece un passaggio obbligato. Infermiera, infermiere e levatrice sono in Svizzera professioni sanitarie regolamentate: chi vuole esercitarle deve far riconoscere il proprio diploma dalla Croce Rossa Svizzera. La procedura si apre con un PreCheck obbligatorio e gratuito, il cui esito arriva entro quattro settimane al massimo; sulla domanda di riconoscimento vera e propria si decide una prima volta entro quattro mesi al massimo dal dossier completo. La tassa è di CHF 930 quando non servono misure di compensazione e di CHF 550 per i diplomi di cure infermieristiche e ostetricia elencati nell’allegato V della direttiva 2005/36/CE; a seconda della professione si aggiungono CHF 130 per l’iscrizione nel registro delle professioni sanitarie GesReg/NAREG. Conviene avviare il PreCheck prima di candidarsi, non dopo che un datore lo chiede.

Annunci vecchi, pool e l’ordine con cui cercare

Gli annunci di cura restano online più a lungo degli altri. Quello mediano ha 23 giorni contro 19 nel resto del mercato, il 33 % supera i due mesi contro il 26,9 % e il 19,8 % supera i tre mesi contro il 15,9 %. Solo il 9,4 % ha meno di una settimana, contro il 13,7 % altrove.

La lettura consueta — l’annuncio è vecchio, il posto è andato — qui è quasi sempre sbagliata. In un settore in cui i grandi istituti assumono in modo continuo, un annuncio vecchio è di regola un posto non ancora coperto. Due conseguenze: candidarsi anche agli annunci di cura di due mesi fa, e non affidarsi a un ordinamento per data, perché il ricambio è più lento e gli annunci interessanti non stanno necessariamente in cima.

Un tipo di annuncio esiste quasi soltanto qui. Il 2,6 % degli annunci di cura propone un posto di pool, di volante o di sostituzione, contro lo 0,2 % nel resto del mercato, e il 4,9 % nomina il servizio notturno o diurno già nel titolo, contro lo 0,2 %. Sono porte insolitamente buone: un posto di pool è un impiego senza reparto fisso, spesso con un grado di occupazione di base basso, e in molti istituti è il modo abituale di conoscersi prima che si liberi un posto fisso. Inoltre il 18,1 % degli annunci di cura è registrato esplicitamente come part-time, contro il 4,9 % nel resto del mercato.

In ordine, dunque. In Ticino: i siti dell’Ente Ospedaliero Cantonale, i concorsi cantonali, le case per anziani, i servizi di assistenza e cura a domicilio e la sezione cantonale della Croce Rossa. Nel resto del Paese: le pagine di lavoro delle due o tre dozzine di istituti della propria regione. Poi, ovunque, cercare con la propria sigla invece che con la parola «cura», aggiungendo il reparto se se ne desidera uno; leggere per primi gli annunci che nominano due formazioni; non saltare i posti di pool; e ogni volta che un annuncio porta il nome di un’agenzia, chiedere a quale istituto appartenga il posto prima di candidarsi.

Quote dalla nostra analisi continua degli annunci svizzeri aperti che seguiamo, stato agosto 2026. Conta come annuncio di cura quello il cui titolo nomina una professione di cura, di accompagnamento o di assistenza sanitaria; sono esclusi gli usi cosmetici, dentali, veterinari e tecnici della parola «cura». I confronti di concentrazione con il resto del mercato sono calcolati su sotto-campioni di pari dimensione, così che non sia l’ampiezza del campione a produrre lo scarto. Le affermazioni sulla Svizzera italiana descrivono ciò che il nostro rilevamento contiene, non la dimensione del mercato ticinese. I requisiti linguistici valgono solo per gli annunci che ne esprimono uno. Pubblichiamo quote, mai totali assoluti.

Sfogliare i posti aperti nelle cure per località

Fonti

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Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero

Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.

Lingua in cui è scritto l’annuncio

Deutsch
60%
English
23%
Français
13%
Italiano
3%

Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede

Deutsch
70%
English
43%
Français
21%
Italiano
3%

19% pubblicati negli ultimi 7 giorni · Mercati principali: Zürich 18% · Bern 10% · Genève 5% · Basel 5%