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Colloquio di lavoro

Come funziona una giornata di prova?

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In breve

In Svizzera la giornata di prova non è una categoria giuridica. Non conta il nome che l’azienda dà alla giornata, ma che cosa ci si fa dentro. Secondo l’art. 320 cpv. 2 CO il contratto individuale di lavoro è considerato concluso anche quando il datore di lavoro accetta, per un certo tempo, l’esecuzione d’un lavoro la cui prestazione secondo le circostanze non può attendersi senza salario. Non serve alcuna firma. Osservare e fare domande è una cosa; coprire un turno che altrimenti qualcun altro avrebbe dovuto fare è un’altra.

Questa risposta spiega che cosa dicono i testi citati e non è una consulenza giuridica. Se in un caso concreto sia nato un rapporto di lavoro dipende dalle circostanze effettive. Il personale di Cantoni e Comuni è retto dal diritto cantonale del pubblico impiego, e la protezione dei giovani lavoratori è applicata dagli ispettorati cantonali del lavoro. Per un parere vincolante rivolgetevi a un consultorio giuridico, a un sindacato, all’ispettorato cantonale del lavoro o — per l’assicurazione contro la disoccupazione — al vostro URC.

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Resta da capire quale delle quattro situazioni svizzere vi riguarda. Nel parlato portano tutte lo stesso nome, stanno in quattro testi diversi e divergono proprio sui punti per cui si fa la domanda: retribuzione, durata, assicurazione e peso effettivo della giornata nella decisione di assunzione.

Tre «prove» nel diritto svizzero, tre durate massime del tutto diverse
Tre «prove» nel diritto svizzero, tre durate massime del tutto diverseLavoro a titolo di prova dell’AI (art. 18a LAI)180giorniTempo di prova, massimo legale (art. 335b CO)90giorniUn singolo periodo di pratica di orientamento professionale (art. 11 ordinanza sulla protezione dei giovani lavoratori)14giorni

Limiti legali letti su Fedlex il 31 agosto 2026 nella versione italiana in vigore: periodo di pratica di orientamento professionale secondo l’art. 11 lett. b dell’ordinanza sulla protezione dei giovani lavoratori (versione del 1° aprile 2024), tempo di prova secondo l’art. 335b cpv. 2 CO (versione del 1° gennaio 2026, qui rappresentato come tre mesi da 30 giorni), lavoro a titolo di prova secondo l’art. 18a cpv. 1 LAI (versione del 1° gennaio 2026). La normale prova di selezione di un adulto non compare in nessuno di questi testi e non ha quindi alcuna durata massima di legge: per essa vale l’art. 320 CO.

  • Prima di chiedere se è retribuita, chiedete se lavorate o se osservate. È da quella risposta che dipende l’art. 320 cpv. 2 CO, e con esso retribuzione, assicurazione e contratto.
  • Per un giovane in periodo di pratica di orientamento professionale il tetto è fissato dall’ordinanza: otto ore al giorno, 40 ore alla settimana, tra le 06.00 e le 18.00, mezz’ora di pausa oltre le cinque ore, e due settimane al massimo per un singolo periodo.
  • I lavori pericolosi sono esclusi durante uno stage d’orientamento. Da aprile 2024 l’ordinanza precisa che questi stage non rientrano fra le misure d’integrazione che beneficiano dell’eccezione.
  • Siete coperti contro gli infortuni anche senza contratto e senza salario: chi esercita un’attività presso un datore di lavoro per prepararsi alla scelta di una professione è pure assicurato obbligatoriamente.
  • Iscritti all’URC: per uno stage d’orientamento o un test d’idoneità nel luogo di lavoro il servizio può esonerarvi dai colloqui di consulenza e di controllo per tre settimane al massimo — ma su richiesta, quindi in anticipo.
  • Nessun annuncio del nostro indice dice se una giornata di prova è retribuita. Quell’informazione esiste solo se la chiedete, e il momento giusto è quando confermate l’appuntamento.

In italiano il nome inganna più che nelle altre lingue

Chi cerca in italiano che cosa sia una giornata di prova incontra quasi subito l’espressione «lavoro a titolo di prova». Sembra la traduzione esatta di quello che sta cercando. Non lo è: è il nome ufficiale, nella legge sull’assicurazione per l’invalidità, di una misura che dura fino a 180 giorni e che per legge non fa nascere alcun rapporto di lavoro. È il rovescio esatto di ciò che succede in una normale giornata di prova.

Il secondo inganno riguarda lo stage d’orientamento, la giornata che uno studente svolge in azienda per scegliere un mestiere. Il portale ufficiale orientamento.ch lo chiama così e ne fa la quarta delle sette tappe della scelta professionale, descrivendolo come un modo per «scoprire una professione che ti interessa». L’ordinanza sulla protezione dei giovani lavoratori, però, lo chiama in un altro modo ancora: periodo di pratica di orientamento professionale. Due nomi ufficiali italiani per la stessa cosa, e chi cerca il secondo non trova il primo.

Il terzo caso, la prova di selezione per un adulto, in italiano non ha nome proprio. L’ordinanza sull’assicurazione contro la disoccupazione la chiama test d’idoneità professionale nel luogo di lavoro: è l’unico testo federale che la nomini.

E c’è una quinta espressione che la conversazione confonde di continuo con le altre: il tempo di prova, che sta già dentro un contratto firmato. Chiedere quale dei cinque intende il vostro interlocutore non è pedanteria: è ciò da cui dipende tutto il resto.

Che cosa fa davvero l’art. 320 CO

Il primo capoverso stabilisce che, salvo disposizione contraria della legge, il contratto individuale di lavoro non richiede per la sua validità forma speciale. In Svizzera un contratto di lavoro non nasce da una firma. Il capoverso 2 va oltre: esso è considerato concluso anche quando il datore di lavoro accetta, per un certo tempo, l’esecuzione d’un lavoro la cui prestazione secondo le circostanze non può attendersi senza salario. L’intenzione delle parti non conta. Contano la natura del compito, la sua durata, quanta autonomia avete avuto e se l’azienda quel giorno avrebbe dovuto impiegare qualcun altro al vostro posto.

Il capoverso 3 è quello che quasi nessuno cita ed è il più utile per una giornata di prova. Se il lavoratore, in buona fede, lavora al servizio del datore di lavoro in base ad un contratto che risulti successivamente nullo, ambedue devono adempiere gli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro come nel caso di contratto valido, fino a quando l’uno o l’altro mette fine al rapporto per invalidità del contratto. Una giornata effettivamente lavorata non può quindi essere riqualificata a posteriori come se non fosse mai esistita.

Nulla di tutto ciò fissa un importo. L’eventuale salario dipende dall’art. 322 CO, cioè da quanto è stato convenuto, da quanto è usuale o da quanto prevede un contratto normale o collettivo. Nella ristorazione, nell’edilizia e nel commercio al dettaglio il CCL applicabile è il primo posto dove guardare, non l’ultimo.

Lo stage d’orientamento: l’unica versione che un’ordinanza regola per nome

L’ordinanza sulla protezione dei giovani lavoratori fissa all’art. 11 la durata massima del lavoro per i giovani di età superiore ai 13 anni soggetti all’obbligo scolastico. Durante il periodo scolastico: tre ore al giorno e nove ore alla settimana. Per al massimo la metà delle vacanze scolastiche o durante un periodo di pratica di orientamento professionale: otto ore al giorno e 40 ore alla settimana, tra le ore 06.00 e le ore 18.00, con una pausa di almeno mezz’ora dopo cinque ore di lavoro. E poi la frase che pochi genitori conoscono: la durata del periodo di pratica di orientamento professionale è di due settimane.

La cornice sta nella legge sul lavoro. Sono considerati giovani i lavoratori di ambo i sessi fino al compimento dei diciotto anni; il datore di lavoro deve avere i dovuti riguardi per la loro salute e badare in particolare che non siano sovraffaticati. Di regola nessuno può essere occupato prima del compimento dei quindici anni, e l’ordinanza determina a quali condizioni gli ultratredicenni possano essere adibiti a lavori leggeri, citando espressamente i programmi offerti nell’ambito della preparazione alla scelta professionale.

Una regola va poi nella direzione opposta a quella che si immagina. L’ordinanza vieta di occupare giovani in lavori pericolosi, con eccezioni strette per la formazione professionale di base e per le misure d’integrazione sorvegliate da un’autorità. Da aprile 2024 precisa espressamente che gli stage d’orientamento non rientrano fra tali misure: vale il divieto generale. Chi svolge uno stage d’orientamento è quindi più limitato di un apprendista del primo anno davanti ai lavori pericolosi, non meno.

Assicurati senza contratto e senza salario

Il timore più diffuso prima di uno stage non riguarda i soldi ma l’infortunio: chi paga se in officina o in cucina succede qualcosa, visto che nessun contratto esiste?

La risposta sta nell’ordinanza sull’assicurazione contro gli infortuni, in un articolo intitolato «assicurazione obbligatoria in casi speciali». Il primo capoverso dispone che le persone esercitanti un’attività presso un datore di lavoro al fine di prepararsi alla scelta di una professione sono pure assicurate obbligatoriamente. È quel «pure» a reggere l’intera frase: mette la stagista accanto ai lavoratori senza esigere che lo sia. Nessun salario, nessun contratto, nessun conteggio di contributi. La disposizione è in vigore dal gennaio 1998.

Per la prova di un adulto la via è diversa ma non aperta: se l’art. 320 cpv. 2 CO ha fatto nascere un rapporto di lavoro, la persona è una lavoratrice e la copertura obbligatoria ne consegue. Ragione in più per chiarire prima quale delle due situazioni sia in gioco.

Il lavoro a titolo di prova dell’AI: l’unica prova senza contratto per legge

L’art. 18a LAI consente all’assicurazione per l’invalidità di assegnare all’assicurato un posto di lavoro a titolo di prova per al massimo 180 giorni, al fine di appurare le sue capacità effettive sul mercato del lavoro. Durante questo periodo l’assicurato ha diritto a un’indennità giornaliera e chi percepisce una rendita continua a percepirla.

Poi arriva la frase che è stata scritta proprio perché contraddice tutto il resto: il lavoro a titolo di prova non crea un rapporto di lavoro ai sensi del Codice delle obbligazioni. Perché la persona non resti senza protezione, l’articolo elenca undici gruppi di disposizioni del diritto del contratto di lavoro applicabili per analogia: diligenza e fedeltà; rendiconto e restituzione; lavoro straordinario; osservanza di direttive e di istruzioni; responsabilità del lavoratore; utensili, materiale e spese; protezione della personalità; tempo libero e vacanze; gli altri obblighi, cioè cauzione, attestato e obbligo di informare; i diritti sulle invenzioni e sui design; e la sorte dei crediti alla fine.

Quell’elenco è la cosa più chiara che il diritto svizzero dica su che cosa sia una prova in azienda. Il legislatore ha scritto una volta sola, per un caso solo, quali obblighi seguono chi lavora in un’azienda senza esservi assunto. Per la giornata di prova ordinaria l’elenco non esiste, ed è per questo che a decidere resta la domanda tutto-o-niente dell’art. 320 CO.

Se siete iscritti all’URC

L’ordinanza sull’assicurazione contro la disoccupazione nomina la giornata di prova in un punto dove nessuno la cerca. L’articolo sull’attenuazione dell’obbligo di presentarsi ai colloqui prevede che, su richiesta dell’assicurato, il servizio competente decida di esonerarlo per tre settimane al massimo dai colloqui di consulenza e di controllo se deve recarsi all’estero per un colloquio di lavoro, se svolge uno stage d’orientamento professionale o se si sottopone a un test d’idoneità professionale nel luogo di lavoro.

Due dettagli contano. Il primo: «test d’idoneità professionale nel luogo di lavoro» è il nome ufficiale della prova di un adulto — la cosa esiste nei testi, l’espressione «giornata di prova» no. Il secondo: l’esonero avviene «su richiesta dell’assicurato». Non discende dall’essersi presentati alla prova, si chiede prima. Una prova che dura più giorni va quindi discussa con la persona che vi segue all’URC prima di iniziare, non dopo.

Che cosa dicono gli annunci svizzeri — e che cosa non dicono mai

Abbiamo cercato in tutti gli annunci attivi del nostro indice dotati di riassunto qualsiasi menzione di una prova, nelle quattro lingue e con tutte le formulazioni correnti. Il risultato è più netto del previsto: ogni singolo annuncio che ne parla usa una parola tedesca costruita su schnuppern. Metà scrive Schnupperlehre, poco più di quattro su dieci Schnuppertag, il resto un’altra forma.

Il rovescio del conteggio è la parte utile. Nessun annuncio dell’indice, in nessuna lingua, usa Probetag, Probearbeit o Probeeinsatz; nessun annuncio in francese parla di journée d’essai o di stage d’observation; nessun annuncio in inglese di trial day. E nessun annuncio in italiano nomina una giornata di prova — ma qui va detto con onestà quanto vale il dato: gli annunci redatti in italiano sono circa il due per cento del nostro indice, un insieme troppo piccolo perché l’assenza sia di per sé una prova. La conclusione solida è quella complessiva, non quella ticinese.

Due terzi degli annunci trovati stanno in un contesto di apprendistato. In altre parole: la prova di un adulto, quella per cui quasi sempre si pone questa domanda, non viene mai messa in annuncio. Si concorda per telefono o nella mail d’invito, a voce, con poco preavviso, e senza che da nessuna parte sia scritto di quale delle quattro situazioni si tratti.

L’ultimo dato è quello da cui si ricava un comportamento: nemmeno uno di quegli annunci dice se la giornata è retribuita o se le spese sono coperte. Dato che nessuno lo scrive, chiederlo non è una scortesia: è l’unico canale attraverso cui quell’informazione passa.

Giornata di prova e tempo di prova non sono la stessa cosa

Le due espressioni si somigliano e stanno agli estremi opposti dello stesso percorso. Il tempo di prova dell’art. 335b CO comincia quando il contratto è già in corso: durante il tempo di prova il rapporto di lavoro può essere disdetto in ogni momento con preavviso di sette giorni, ed è considerato tempo di prova il primo mese di lavoro. Un accordo scritto, un contratto normale o un contratto collettivo possono derogarvi, senza comunque superare i tre mesi.

La giornata di prova viene prima di tutto questo e decide se un contratto ci sarà. Chi dice «tempo di prova» pensando «giornata di prova» risponde accanto alla propria domanda.

I dati di mercato provengono da un conteggio degli annunci attivi del nostro indice svolto il 31 agosto 2026; sono stati contati solo gli annunci dotati di riassunto e la ricerca ha riguardato titolo e riassunto, con le formulazioni tedesche, francesi, italiane e inglesi che designano una prova (schnupper*, Probetag, Probearbeit, Probeeinsatz, Probewoche, Arbeitsprobe, journée d’essai, jour d’essai, stage d’observation, travail d’essai, giornata di prova, stage di osservazione, prova pratica, trial day, trial shift, work trial, taster day, working interview). Gli annunci senza riassunto e le prove concordate solo a voce restano fuori dal conteggio: il rilievo riguarda il testo pubblicato, non la pratica delle aziende. Gli annunci redatti in italiano sono circa il due per cento dell’indice, quindi l’assenza del termine in italiano è indicata nel testo come tale e non come conclusione autonoma. Le disposizioni del Codice delle obbligazioni, della legge sul lavoro, dell’ordinanza sulla protezione dei giovani lavoratori, dell’ordinanza sull’assicurazione contro gli infortuni, della legge sull’assicurazione per l’invalidità e dell’ordinanza sull’assicurazione contro la disoccupazione sono state lette su Fedlex il 31 agosto 2026 nella versione italiana in vigore quel giorno. La descrizione dello stage d’orientamento proviene dalla versione italiana del portale orientamento.ch.

Preparare colloquio e prova a partire dall’annuncio e dal curriculum

Fonti

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Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero

Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.

Lingua in cui è scritto l’annuncio

Deutsch
60%
English
23%
Français
13%
Italiano
3%

Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede

Deutsch
70%
English
43%
Français
21%
Italiano
3%

19% pubblicati negli ultimi 7 giorni · Mercati principali: Zürich 18% · Bern 10% · Genève 5% · Basel 5%