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Candidatura & CV

L'IA e il tuo CV svizzero — che cosa è permesso, che cosa si nota, che cosa devi scrivere tu

Aggiornato:

Due domande che stanno insieme: se sia lecito usare un modello linguistico per una candidatura in Svizzera, e da che cosa un ufficio del personale si accorge che lo hai fatto. Risposta basata sul Codice delle obbligazioni, sulle prese di posizione dell'Incaricato federale della protezione dei dati e su ciò che si può contare negli annunci attivi su SwissJobs.app.

Posso usare l'IA per scrivere il mio CV?

In breve

Sì. Nessuna norma svizzera prescrive con quale strumento si scrive una candidatura, non esiste alcun obbligo di dichiararlo e nel testo registrato degli annunci su SwissJobs.app non compare una sola frase che lo vieti. Il diritto disciplina il contenuto: secondo l'art. 28 CO « la parte, che fu indotta al contratto per dolo dell'altra, non è obbligata, quand'anche l'errore non fosse essenziale ». Un modello può quindi abbozzare, strutturare e tradurre. I fatti, le cifre e l'ultima rilettura restano tuoi.

Il secondo limite riguarda i dati altrui. Un certificato di lavoro nomina un superiore, la descrizione di un progetto nomina un cliente, un curriculum nomina aziende e periodi. L'Incaricato federale ricorda che la legge sulla protezione dei dati è formulata in modo tecnologicamente neutro e si applica quindi direttamente ai trattamenti basati sull'IA. In pratica: sostituisci i nomi di terzi con segnaposto prima di caricare un documento e verifica nelle condizioni d'uso se ciò che scrivi viene riutilizzato.

Il terzo limite è linguistico e in Ticino pesa più che altrove. Solo l'1,6 per cento degli annunci attivi è pubblicato in italiano, contro il 41,6 per cento in tedesco e il 20,2 per cento in inglese. Chi cerca lavoro partendo dall'italiano scrive quasi sempre in una seconda lingua — ed è esattamente lì che un modello serve davvero e insieme rischia di più, perché traduce bene le frasi e male i titoli di studio.

Che cosa scrivono gli annunci già nel titolo — quota degli annunci attivi il cui titolo contiene questo elemento, in per cento
Che cosa scrivono gli annunci già nel titolo — quota degli annunci attivi il cui titolo contiene questo elemento, in per centoPercentuale d'impiego (es. 80–100 %)22%Indicazione di genere (m/w/d)19.2%Forma inclusiva con :in o *in17.8%Sigla di un titolo (AFC, CFC, EFZ, HF)8.2%Riferimento all'intelligenza artificiale1.4%
  • Porta tu i fatti, lascia al modello la frase. Da « responsabile di sei persone, tempi ridotti di un quinto » un modello ricava una riga pulita. Le sei persone non può inventarle senza trasformarle in un'affermazione da sostenere al colloquio. Tutto ciò che nella bozza non viene da te è falso finché non l'hai verificato su un certificato di lavoro o su un conteggio di salario.
  • Non lasciargli ritoccare un titolo di studio. AFC, attestato federale di capacità, CFC in Romandia, EFZ e HF in Svizzera tedesca sono titoli definiti dalla legge, non decorazioni: l'8,2 per cento dei titoli d'annuncio ne porta una sigla. A un modello a cui si chiede di « valorizzare la formazione » capita di promuovere un certificato in diploma, ed è precisamente il caso previsto dall'art. 28 CO.
  • Riprendi il grado d'occupazione come è scritto. Il 22 per cento dei titoli d'annuncio contiene una percentuale e più della metà la esprime come intervallo, ad esempio 80–100 %. Scrivere « tempo pieno » davanti a un annuncio che chiede 60–80 % obbliga chi legge a fare una conversione, e la conversione è il momento in cui un dossier viene messo da parte.
  • Non dichiarare un livello linguistico prodotto dal modello. Il 72,8 per cento degli annunci attivi indica almeno un requisito di lingua; fra questi il 62,2 per cento chiede il tedesco a livello professionale o madrelingua e solo il 2,6 per cento l'italiano allo stesso livello. Una lettera impeccabile in tedesco crea un'aspettativa che la prima telefonata verifica.
  • Attento al lessico che arriva dall'Italia. « Partita IVA » non descrive il lavoro indipendente secondo il diritto svizzero, la « laurea triennale » non equivale a un bachelor di scuola universitaria professionale e il « curriculum europeo » non è il formato atteso qui. Un modello usa questi termini perché il corpus italiano che ha letto è in stragrande maggioranza italiano d'Italia.
  • Tieni in lingua originale i termini svizzeri senza equivalente. Arbeitszeugnis, Lehre, certificato di lavoro qualificato: tradurli li svuota del loro significato giuridico. Scrivi il termine com'è e aggiungi una breve glossa fra parentesi, più corta e più esatta di una traduzione approssimativa.
  • Rileggi il testo finito ad alta voce, una volta. Tre minuti, ed è l'unica prova affidabile: una frase che non diresti non deve partire con la tua firma. È anche ciò che intercetta i superlativi generati, che nessun correttore ortografico segnala.

L'IA nella candidatura — cosa vale

PuntoRispostaPerché
È permessosìnessuna legge, nessuna clausola usuale
Devo dichiararlonocome un correttore o un modello
Cosa lo tradiscel'intercambiabilità, non lo stilenessun legame con la posizione
Cosa non va mai generatoposizioni, titoli, diplomi, cifreè inganno, non formulazione
Uso sensatostruttura, sintesi, livello linguisticola sostanza resta tua
Nelle referenzemai inventareuna telefonata di verifica basta

Nessuna regola vieta l'IA e nessun obbligo impone di dichiararla. Nessuno è stato scoperto per aver usato l'IA — si viene scoperti con lettere che si sarebbero potute mandare a qualsiasi azienda. Dati al 7 settembre 2026.

Che cosa dice il diritto svizzero, e che cosa lascia aperto

In Svizzera non esiste alcuna disposizione su come debba essere prodotto un dossier di candidatura. Non c'è nessun obbligo di dichiarazione, nessun campo nei formulari online che lo chieda, nessuna prassi che trasformi l'uso di uno strumento di scrittura in un vizio. La norma che si applica riguarda il contenuto: l'art. 28 CO disciplina il dolo e stabilisce che la parte indotta al contratto con l'inganno non è obbligata. Un datore di lavoro che scopre un diploma inventato può quindi liberarsi dal contratto — e non fa differenza se la riga è stata digitata o generata.

La norma speculare protegge te. L'art. 328b CO prevede che « il datore di lavoro può trattare dati concernenti il lavoratore soltanto in quanto si riferiscano all'idoneità lavorativa o siano necessari all'esecuzione del contratto di lavoro », per il resto vale la legge sulla protezione dei dati. È la ragione giuridica per cui un curriculum svizzero può restare sobrio sulla sfera privata senza sembrare reticente — utile da sapere quando un generatore di modelli propone campi per lo stato civile o la confessione religiosa.

Per gli strumenti non è stato creato alcun regime speciale. Nel novembre 2023 l'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza ha pubblicato una presa di posizione secondo cui la legge federale è formulata in modo tecnologicamente neutro ed è quindi direttamente applicabile ai trattamenti di dati assistiti dall'IA, chiedendo ai fornitori di rendere trasparenti finalità, funzionamento e fonti dei dati. In sostanza: valgono le regole ordinarie, e spiegare che fine fanno i tuoi dati è compito del fornitore, non tuo.

Perché in Ticino la traduzione è il servizio principale

Il mercato svizzero pubblica poco in italiano: l'1,6 per cento degli annunci attivi. Fra gli annunci che indicano un requisito linguistico, solo il 3,9 per cento nomina l'italiano, mentre il 68,1 per cento nomina il tedesco e il 41,5 per cento l'inglese. Per chi parte dall'italiano, cercare oltre il confine cantonale significa quasi sempre leggere e scrivere in un'altra lingua. È qui che un modello linguistico dà il contributo più concreto, molto più che nella scelta degli aggettivi.

Il rischio corrispondente è preciso e circoscritto: le denominazioni. Una traduzione automatica rende bene le frasi e male i nomi propri del sistema formativo e del diritto del lavoro. Un attestato federale di capacità non è un diploma di scuola superiore, un apprendistato duale non è uno stage, un certificato di lavoro svizzero non è una lettera di referenze. Le sigle vanno lasciate come sono, con una spiegazione breve accanto: chi legge le riconosce, e la sigla è ciò che cerca.

Vale anche il senso inverso. Se traduci un annuncio in tedesco per capirlo, ricontrolla i due requisiti indicati per primi nella versione originale prima di scrivere la candidatura: sono quelli su cui il testo ti misurerà. Tradurre per capire è utile; tradurre per rispondere senza tornare all'originale è il modo più comune di mancare il punto dell'annuncio.

Ciò che nessun modello sa del tuo futuro datore di lavoro

L'idea che un modello « conosca » l'azienda non regge alla struttura di questo mercato. Il 45,4 per cento dei datori di lavoro con un annuncio attivo ne ha esattamente uno; il datore di lavoro mediano ne ha due; i dieci maggiori inserzionisti insieme coprono solo il 21,4 per cento degli annunci. Il destinatario tipico di una candidatura svizzera è quindi una piccola impresa su cui, fuori dal suo sito, non è stato scritto quasi nulla.

La stessa granularità si vede nelle denominazioni: l'82,2 per cento dei titoli d'annuncio compare una sola volta nell'insieme attivo e il titolo più frequente in assoluto pesa lo 0,6 per cento. Chiedendo a un modello « una denominazione adatta » si ottiene la media di tutto ciò che ha letto. La denominazione che conta è nell'annuncio che hai davanti: ricopiarla non serve a ingannare un filtro, è semplicemente l'informazione più esatta.

Da qui la divisione del lavoro. Si delega ciò che è generale: ordine, lunghezza, grammatica, traduzione, sfoltimento. Non si delega ciò che è specifico: il nome di chi firma l'annuncio, il luogo, il grado d'occupazione, i due requisiti citati per primi e ciò che tu hai fatto a riguardo. Una bozza scritta senza questi elementi va bene per qualsiasi azienda, il che equivale a non andare bene per nessuna.

L'ultimo controllo, che non è facoltativo

La pagina federale di consigli per la candidatura chiede di rivedere attentamente tutti i documenti prima dell'invio, con attenzione particolare agli errori d'ortografia e di formattazione, alla completezza della documentazione e alla corretta denominazione dei file; fissa inoltre il limite di tre pagine per il curriculum e chiede il formato PDF. Sono esattamente i punti su cui una bozza generata cade quando nessuno rilegge: un modello produce paragrafi ben formati, ma non sa se il tuo diploma è davvero allegato.

Dedica a questo controllo il tempo risparmiato nella stesura. Il mercato te lo concede: su SwissJobs.app un annuncio ha un'età mediana di diciannove giorni quando lo vedi. Dieci minuti in più non contano nulla su questa scala, e sono la differenza fra uno strumento che ti toglie lavoro e uno che ti mette in bocca una voce non tua.

Il riassunto onesto non è giuridico. Un curriculum non è un tema: è un insieme di affermazioni verificabili. Se le affermazioni ci sono, farsi aiutare a formularle non ha nulla di straordinario — i datori di lavoro svizzeri usano gli stessi strumenti ogni giorno. Se non ci sono, nessuno strumento regge la distanza oltre il primo colloquio.

I dati di mercato sono stati contati il 22 agosto 2026 dagli annunci in quel momento attivi su SwissJobs.app. Requisiti linguistici, gradi d'occupazione, denominazioni e datori di lavoro provengono dai campi registrati degli annunci; le quote linguistiche indicate si riferiscono agli annunci che nominano almeno un requisito di lingua. Le indicazioni contate nei titoli riguardano il testo originale del titolo dell'annuncio. L'affermazione che nessun annuncio vieti l'uso dell'IA si riferisce al testo registrato degli annunci: una frase nascosta in un annuncio molto lungo può non comparirvi. Le citazioni giuridiche provengono dal Codice delle obbligazioni pubblicato su fedlex.admin.ch e dalle prese di posizione dell'Incaricato federale; non sostituiscono una consulenza legale.

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Creare un curriculum con IA: per un annuncio preciso

I selezionatori si accorgono se un CV è stato scritto con l'IA?

In breve

Dimostrarlo non è possibile, accorgersene sì. Nessun software identifica un CV come generato in modo attendibile: la ZHAW, scuola universitaria professionale di Zurigo, vieta esplicitamente questi strumenti al proprio corpo docente perché non forniscono risultati affidabili. Quello che chi seleziona nota davvero è un'altra cosa: contenuti che non corrispondono all'annuncio. Nomi di città tradotti, una funzione appiattita in una dicitura generica, affermazioni che l'attestato di lavoro non sosterrà. A tradire non è lo strumento, ma la mancanza di conoscenza del posto.

La forma stessa del documento spiega il perché. Un curriculum è una tabella scritta in frasi: anni, datori di lavoro, funzioni, gradi di occupazione, titoli di studio. La parte davvero redatta si riduce a un profilo breve e a poche righe di mansioni. Qualsiasi metodo che lavori sulla distribuzione statistica delle parole ha bisogno di molto più testo prima di poter affermare qualcosa di sostenibile. Una riga come «2019–2024, contabile clienti, 80 %» è identica sia che sia stata digitata, ripresa da un modello o generata.

Ciò che tradisce è dunque fattuale, e in Svizzera si misura con precisione insolita. Un esempio contato sugli annunci attivi di SwissJobs.app: negli annunci in italiano la capitale è indicata sempre come «Bern» e mai come «Berna». Sull'intero portafoglio, «Zurigo», «Ginevra», «Basilea», «Lucerna» e «Losanna» non compaiono in nessun annuncio: restano «Zürich», «Genève», «Basel», «Luzern», «Lausanne». Un modello che traduce i toponimi in italiano scrive esattamente le forme che il mercato svizzero non usa.

Dove arriva davvero la candidatura — quota degli annunci attivi per destinazione, in percentuale
Dove arriva davvero la candidatura — quota degli annunci attivi per destinazione, in percentualeSistema proprio del datore di lavoro o piccola soluzione locale72.8%Workday7.9%Prospective7.1%Greenhouse2.7%SmartRecruiters1.9%Ashby1.3%Umantis1.3%Lever1.2%
  • Scrivi i nomi dei luoghi come li scrive il luogo stesso. Zürich con la dieresi, Genève con l'accento, Neuchâtel con il circonflesso, Luzern e non Lucerna. Negli annunci in tedesco la città è scritta «Zürich» nel 99,3 % dei casi, e le forme italiane delle città svizzero-tedesche e romande non compaiono affatto. Ripassare i toponimi è la rilettura meno costosa e più redditizia su una bozza generata.
  • Riprendi la denominazione della posizione dall'annuncio che hai davanti. Un modello propone la formulazione più generale possibile, perché attinge a una media mondiale della lingua. Il posto per cui ti candidi si chiama esattamente come lo ha chiamato il datore di lavoro, ed è la prima riga che viene confrontata.
  • Non «correggere» la sigla di genere dell'annuncio. Il 43,8 % dei titoli in tedesco ne porta una e il 71,5 % di questi usa la forma m/w/d. L'idea diffusa che m/w/d segnali un datore di lavoro tedesco e non svizzero non regge al conteggio. Se citi la posizione nella lettera, citala senza ritoccarla.
  • Verifica ogni cifra contro il tuo attestato di lavoro. L'art. 330a CO ti dà il diritto di chiedere in ogni momento un attestato «che indichi la natura e la durata del rapporto di lavoro e si pronunci sulle prestazioni e sulla condotta del lavoratore». Quel documento sta nello stesso dossier del CV. Una funzione che un modello ha silenziosamente elevato lì compare nella versione sobria, e la contraddizione si vede subito.
  • Conta sul periodo di prova, non sul colloquio. Secondo l'art. 335b CO il primo mese vale come periodo di prova — prolungabile per accordo scritto fino a tre mesi al massimo — con un termine di disdetta di sette giorni. Le competenze che sulla carta sembrano più grandi che nella pratica emergono in quella finestra, dove separarsi costa poco a entrambe le parti.
  • Davanti a un rifiuto automatizzato chiedi il riesame di una persona. L'art. 21 LPD ti dà questo diritto per le decisioni basate «esclusivamente su un trattamento di dati personali automatizzato», e l'art. 25 LPD il diritto di sapere «se del caso, l'esistenza di una decisione individuale automatizzata e la logica su cui si fonda la decisione». L'informazione è gratuita e viene fornita di regola entro 30 giorni.
  • Rileggi la bozza contro l'annuncio, non contro il tuo orecchio. Non «suona come IA?», ma: il nome del luogo è giusto, il grado di occupazione è indicato con la stessa notazione, il titolo di studio è nominato come lo nomina il datore di lavoro? Queste tre domande rivelano più di qualsiasi sospetto stilistico.

Perché nessun programma indica un CV come generato in modo attendibile

La posizione più netta arriva dal mondo della formazione, dove la stessa domanda esige da tre anni una risposta pratica. La ZHAW annota nelle proprie risorse per la didattica che i software di riconoscimento dell'IA sono esplicitamente vietati nell'istituzione, proprio perché non forniscono risultati affidabili. Non è la recensione di un singolo fornitore: è una regola interna che impedisce ai propri docenti di fondare un'accusa su un punteggio.

L'Università di Neuchâtel spiega la stessa scelta descrivendo il tipo di errore. Alla domanda se sia possibile riconoscere un testo generato, il suo servizio di sostegno alla didattica risponde che non lo è in modo attendibile: quegli strumenti sono «peu fiables et susceptibles de générer des faux positifs, accusant à tort les étudiant-e-s», poco affidabili e inclini a falsi positivi che accusano ingiustamente, e per questo se ne sconsiglia l'uso ai docenti. Il danno non sta nei casi individuati, ma in quelli accusati per errore — e ricade soprattutto su chi non scrive nella propria prima lingua.

Per un curriculum si aggiunge un secondo motivo, indipendente dalla qualità dei rilevatori. Il CV è in gran parte una struttura di dati messa in forma: date, aziende, funzioni, percentuali, diplomi. La scrittura libera occupa poco spazio, e i metodi statistici hanno bisogno di volume prima che il segnale superi il rumore. C'è poi un equivoco storico: il registro piatto e impersonale che oggi si scambia per lingua di macchina è quello che i manuali di candidatura insegnano da una generazione. Riconoscerlo dimostra che qualcuno ha seguito un consiglio, non che sia intervenuto un modello.

Che cosa nota davvero chi seleziona in Svizzera

Rispondere in modo utile significa passare dallo stile alla conoscenza del terreno. Il mercato svizzero è linguisticamente misto ma non indifferenziato: fra gli annunci di lingua determinata senza ambiguità, il 56,9 % è in tedesco, il 27,6 % in inglese, il 13,3 % in francese e il 2,2 % in italiano. Per chi cerca in italiano questa è un'informazione doppia: il bacino è piccolo, e proprio per questo chi legge conosce bene le aziende della propria regione. Un dettaglio fuori posto non passa in mezzo alla massa, perché la massa non c'è.

È qui che gli scarti si misurano. Sull'insieme degli annunci attivi la città è scritta «Zürich» nell'88 % dei casi contro il 12 % di «Zurich», e «Genève» nel 92,8 % contro il 7,2 % di «Geneva»; le forme italiane «Zurigo» e «Ginevra» non compaiono mai, così come «Basilea», «Lucerna» e «Losanna». Perfino negli annunci redatti in inglese la grafia locale resiste: «Zürich» nel 66,5 % dei casi e «Genève» nell'84,5 %. Non è una questione di gusto ma di convenzione, ed è ciò che la rende un indizio di appartenenza che un modello addestrato su scala mondiale infrange con regolarità.

Il caso opposto è altrettanto istruttivo, perché smentisce una regola empirica molto diffusa. Si legge spesso che la sigla m/w/d tradirebbe un annuncio tedesco. I dati dicono il contrario: il 43,8 % dei titoli in tedesco porta una sigla di genere e il 71,5 % di essi usa m/w/d. Chi «svizzerizza» quella forma nella propria candidatura si allontana dal mercato reale. La differenza fra un adattamento utile e uno dannoso sta in una sola cosa: aver contato.

Chi legge per primo il tuo CV, e quanto tempo ha

Il timore che un sistema scarti il curriculum prima di qualsiasi sguardo umano riguarda, nel mercato svizzero, una minoranza di posizioni. Il 27,2 % degli annunci attivi porta a un sistema di selezione riconoscibile — i più frequenti sono Workday con il 7,9 % e Prospective con il 7,1 %, poi Greenhouse con il 2,7 %, SmartRecruiters con l'1,9 %, Ashby e Umantis con l'1,3 % ciascuno e Lever con l'1,2 %. I restanti quasi tre quarti finiscono nel sistema proprio del datore di lavoro o in una piccola soluzione, spesso svizzera.

Queste destinazioni sono estremamente frammentate: il 45,1 % di esse è raggiunto da un solo annuncio, e le dieci maggiori insieme raccolgono appena il 32 % degli annunci. Non esiste quindi «il» filtro contro cui ottimizzare, ma una lunghissima coda di piccoli destinatari alla fine della quale una persona apre il dossier. Vale la pena notare anche chi si interpone più spesso: il maggiore inserzionista singolo non è un datore di lavoro ma un intermediario, che rappresenta il 10,6 % degli annunci attivi. In quei casi legge prima una consulente, che poi ripercorre le tue indicazioni al telefono.

Anche i tempi smentiscono l'immagine del giudizio in pochi secondi. L'età mediana di un annuncio attivo è di 19 giorni; il 62,2 % ha al massimo 30 giorni, ma solo il 13,8 % ne ha sette o meno. Le posizioni restano aperte per settimane e i dossier si leggono lungo quelle settimane. È questa la risposta sostanziale alla domanda iniziale: chi legge il tuo CV ha tutto il tempo di confrontarlo con l'annuncio, con i tuoi attestati di lavoro e poi con quello che dirai al colloquio — e sono questi confronti a far emergere qualcosa, non un sospetto sullo stile.

Quando è l'azienda ad automatizzare: che cosa puoi esigere

La domanda ha un rovescio di cui si parla poco. Chi si candida si chiede se si noterà l'uso dell'IA; la legge sulla protezione dei dati disciplina il caso inverso, cioè l'automazione dal lato del datore di lavoro. L'art. 21 LPD obbliga il titolare del trattamento a informare la persona interessata «di ogni decisione basata esclusivamente su un trattamento di dati personali automatizzato che abbia per lei effetti giuridici o conseguenze significative» e a darle su richiesta la possibilità di esprimere un parere; e aggiunge: «Se la persona interessata lo esige, la decisione individuale automatizzata va riesaminata da una persona fisica.»

Il diritto d'accesso completa il quadro. Secondo l'art. 25 LPD ricevi in ogni caso i dati personali trattati in quanto tali, lo scopo del trattamento, la durata di conservazione e, «se del caso, l'esistenza di una decisione individuale automatizzata e la logica su cui si fonda la decisione». La legge precisa che nessuno può rinunciare preventivamente a questo diritto, che l'informazione è gratuita e che di regola viene fornita entro 30 giorni. Se un determinato rifiuto sia stato davvero preso in modo esclusivamente automatizzato è una questione di fatto: la domanda d'accesso serve proprio a chiarirla.

Nel complesso il quadro è poco drammatico. Da una parte non esiste uno strumento affidabile che possa marcare il tuo CV come generato. Dall'altra c'è una procedura in cui le contraddizioni fattuali emergono nell'arco di settimane e in cui, davanti a un rifiuto automatizzato, ti sono dovuti una spiegazione e un riesame umano. La conseguenza pratica è modesta: la bozza può venire da un modello, ma i nomi dei luoghi, la denominazione della posizione, le percentuali di occupazione e le cifre devono venire da te e coincidere con i tuoi attestati. A quel punto la domanda se «si veda» smette di avere conseguenze.

Le cifre di mercato sono state contate il 22 agosto 2026 sugli annunci attivi in quel momento su SwissJobs.app. Le grafie dei toponimi provengono dal campo del luogo così come lo fornisce l'annuncio; le quote linguistiche riguardano soltanto gli annunci la cui lingua è determinata senza ambiguità come tedesco, inglese, francese o italiano. Le destinazioni di candidatura sono state ricavate dall'indirizzo a cui punta il link di candidatura, per cui i datori di lavoro con una propria pagina delle carriere rientrano nel «sistema proprio». L'età mediana riguarda gli annunci con data di pubblicazione registrata. Le indicazioni giuridiche provengono dal Codice delle obbligazioni e dalla Legge sulla protezione dei dati nella versione pubblicata su fedlex.admin.ch e non sostituiscono una consulenza legale.

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La maggior parte invia lo stesso CV ovunque. L’editor riscrive il tuo sull’annuncio — formato svizzero, lingua giusta, in circa un minuto.

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Fonti

Domande correlate

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Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero

Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.

Lingua in cui è scritto l’annuncio

Deutsch
60%
English
23%
Français
13%
Italiano
3%

Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede

Deutsch
70%
English
43%
Français
21%
Italiano
3%

19% pubblicati negli ultimi 7 giorni · Mercati principali: Zürich 18% · Bern 10% · Genève 5% · Basel 5%