Tutte le domande

Candidatura & CV

Impaginazione e lunghezza del CV svizzero — pagine, colonne, carattere

Aggiornato:

Le tre domande sulla forma che vengono prima di qualsiasi domanda sul contenuto: quanto lungo, come disposto, con quale carattere. Una sola ha una risposta ufficiale in Svizzera — la pagina federale dei consigli per la candidatura fissa un limite di pagine, lo stesso in tutte e quattro le sue versioni linguistiche. Le cifre di mercato qui riportate sono contate sugli annunci di SwissJobs.app.

Quante pagine deve avere un CV svizzero?

Grafico con otto motivi per cui un CV svizzero viene scartato prima ancora di essere letto — in testa un CV compresso su una sola pagina, poi la fotografia assente, il permesso non indicato, la località mancante, mansioni al posto dei risultati, un’impaginazione centrata sulle competenze, lacune non spiegate e un modello troppo grafico.

In breve

Due pagine per la maggior parte dei candidati, tre come tetto massimo, e una sola pagina in Svizzera è troppo poco. La pagina ufficiale dei consigli per la candidatura lo dice per esteso: «Il curriculum vitae non deve superare le tre pagine.» La stessa pagina lo vuole completo, chiaro e senza lacune nella cronologia, ed elenca otto rubriche. Farlo stare su un foglio significa avere tolto qualcosa — ed è proprio quel qualcosa che qui si va a cercare.

Vale la pena notare come la versione italiana sia più vincolante di quella tedesca della stessa pagina. In italiano il CV «non deve superare» le tre pagine: è un divieto. In tedesco «sollte nicht mehr als drei Seiten umfassen»: è una raccomandazione. Chi seleziona a Lugano o a Bellinzona è cresciuto con una regola, chi seleziona a Zurigo con un consiglio insistente. Se inviate lo stesso documento oltre Gottardo e in Ticino, è la lettura italofona a fissare il limite da rispettare.

Quanta storia dovete effettivamente raccontare si può misurare. Fra gli annunci di SwissJobs.app che indicano un numero di anni di esperienza, il 24,7 per cento ne chiede tre o meno e il 45,6 per cento quattro o cinque. Solo il 14,1 per cento arriva a dieci anni o più, e la mediana si ferma a cinque anni. Sette requisiti su dieci, quindi, non risalgono oltre il quinquennio. Tutto ciò che è più vecchio è contesto, non qualifica — e il contesto sta in una riga, non in un blocco.

Fin dove risale l’esperienza richiesta — annunci che indicano un numero di anni
Fin dove risale l’esperienza richiesta — annunci che indicano un numero di anniTre anni o meno24.7%Quattro o cinque anni45.6%Da sei a nove anni15.6%Dieci anni e oltre14.1%
  • La cifra viene da una pagina ufficiale, non da un venditore di modelli. arbeit.swiss è gestito dalla Segreteria di Stato dell’economia ed è la fonte a cui risale quasi ogni consiglio di candidatura in Svizzera. La sua rubrica sul CV recita: «Deve essere completo, chiaro e senza lacune nella cronologia. Il curriculum vitae non deve superare le tre pagine.» Su questa domanda non esiste una fonte svizzera più autorevole di quella frase.
  • Tre pagine sono un tetto, non un obiettivo. La formula è «non deve superare»: dice dove fermarsi, non dove arrivare. Riempire la terza pagina con corsi di aggiornamento di dieci anni fa che nessun annuncio ha chiesto non soddisfa l’indicazione, consuma soltanto il margine. Se due pagine contengono tutto, due pagine sono la risposta giusta.
  • La pagina singola fallisce sull’elenco delle rubriche, non su una questione di gusto. La stessa pagina ufficiale elenca otto elementi: il titolo «Curriculum Vitae», i dati personali con la fotografia, le attività professionali, gli istituti di formazione frequentati e le formazioni continue, le conoscenze linguistiche, le competenze o attività specifiche, gli interessi personali e le referenze. Otto rubriche e dieci anni di carriera su un foglio si pagano con posizioni cancellate o con un corpo di testa ridotto. Entrambe le cose si vedono.
  • Un CV svizzero non si accorcia togliendo anni. La versione italiana è esplicita: «senza lacune nella cronologia». Accorciare qui significa riassumere, mai omettere. Due impieghi lontani nel tempo diventano due righe con anno, funzione e datore di lavoro. Cancellarli non funziona: i certificati di lavoro allegati alla stessa candidatura renderanno comunque visibile il periodo mancante.
  • I certificati di lavoro non consumano pagine di CV. arbeit.swiss chiede che siano raggruppati in un file PDF separato, senza lacune e in ordine cronologico a partire dal più recente — lo stesso vale per diplomi e certificazioni. È questa la ragione per cui un CV svizzero può essere insieme completo e breve: la prova sta altrove. Ricopiare nel CV i descrittivi di funzione presi da un certificato raddoppia il dossier senza aggiungervi nulla.
  • Le referenze costano una riga, non una rubrica. La pagina ufficiale precisa che di norma nel CV si indica che le referenze possono essere fornite su richiesta, e che un elenco separato di persone di riferimento può essere consegnato durante il colloquio. Una tabella di referenti con nomi, funzioni, indirizzi e numeri di telefono occupa un terzo di pagina per un’informazione che nessuno ha ancora chiesto.
  • La terza pagina segue il livello di funzione, non l’età. Fra gli annunci di SwissJobs.app che chiedono tre anni di esperienza o meno, solo il 13,7 per cento porta nel titolo una parola di anzianità — senior, lead, capo, responsabile, direttore o gli equivalenti tedeschi e francesi. Fra quelli che chiedono dieci anni e oltre la quota sale al 63,6 per cento. Sull’insieme degli annunci è il 13,3 per cento.

Quanto può essere lungo un CV svizzero

SituazionePaginePerché
Inizio carriera, meno di 3 anni1–2completo è meglio che gonfiato
Caso normale2ciò che si aspettano le HR svizzere
Da circa 10 anni2–3accorciare le posizioni vecchie, non eliminarle
Percorso dirigenziale o specialistico3progetti e responsabilità richiedono spazio
Accademico con pubblicazioni3+ con allegatoelenco pubblicazioni separato
Una paginararamente giustotaglia proprio i dettagli che vengono verificati

La regola di una pagina viene dagli Stati Uniti e qui non vale: i recruiter svizzeri si aspettano prove, e un CV compresso su una pagina si legge come una carriera esile. Due pagine sono la norma.

Che cosa dice davvero la pagina ufficiale

Posta a un motore di ricerca, questa domanda restituisce soprattutto consigli scritti per altri mercati e poi applicati alla Svizzera per analogia. Esiste però una fonte svizzera che indica un numero, ed è federale: i consigli per la candidatura pubblicati da arbeit.swiss, il portale della Segreteria di Stato dell’economia. Sotto il titolo «Curriculum vitae / CV» si legge che il CV è di primaria importanza per la candidatura, che deve essere completo, chiaro e senza lacune nella cronologia, e che non deve superare le tre pagine.

L’utilità di quella frase sta nella sua rarità. Quasi nient’altro riguardo alla forma di una candidatura svizzera è quantificato ufficialmente. Nessuna regola pubblicata sul carattere tipografico, nessuna sul numero di colonne, nessuna sulle dimensioni della fotografia — la versione italiana parla soltanto di «apposito formato», senza cifre. Il numero di pagine è l’unica misura su cui l’autorità si espone, e si espone su tre: non su due, tanto meno su una.

Il secondo canale ufficiale, berufsberatung.ch, il portale di orientamento professionale sostenuto dai Cantoni, elenca le tre componenti del dossier di candidatura per chi lavora — lettera di candidatura o di motivazione, curriculum vitae, certificati di lavoro e titoli di studio — senza indicare alcun numero di pagine. La cifra tre non è quindi un consenso ripetuto da tutte le fonti ufficiali svizzere: compare in un solo punto, ed è un buon motivo per citarla alla lettera invece di parafrasarla a memoria.

Una sola pagina, quattro lingue, due gradi di obbligo

La stessa pagina esiste in italiano, tedesco, francese e inglese, e il numero è identico ovunque. Il verbo no. L’italiano scrive «non deve superare le tre pagine» e il francese «ne doit pas dépasser trois pages»: due divieti. Il tedesco scrive «sollte nicht mehr als drei Seiten umfassen» e l’inglese «should be no longer than three pages»: due raccomandazioni.

L’asimmetria ha conseguenze pratiche per chi si candida fuori dalla propria regione linguistica. Un quarto foglio contraddice direttamente la versione che legge un selezionatore ticinese, ginevrino o losannese; lo stesso foglio, a Zurigo, si scosta da una raccomandazione ferma. In nessuna delle quattro versioni il tre è presentato come un ordine di grandezza da arrotondare verso l’alto.

C’è una seconda differenza che pesa sulla lunghezza. Italiano, francese e inglese pretendono l’assenza di lacune già nel paragrafo dedicato al CV. Il tedesco, in quel punto, chiede soltanto completezza e chiarezza, e parla di continuità solo nel paragrafo successivo, quello sui certificati di lavoro. In italiano, dunque, vi si chiede nello stesso respiro di rendere conto di ogni anno e di restare entro tre pagine. È qui tutta la difficoltà della domanda, e ha una sola soluzione: condensare, mai togliere.

Perché il CV di una pagina qui gioca contro di voi

Il CV che sta su un foglio è un oggetto importato e nel suo mercato d’origine ha una logica: dove il datore di lavoro non rilascia alcun certificato scritto, il CV è l’unico documento, deve convincere da solo e la brevità viene letta come rispetto del tempo di chi seleziona. In Svizzera nessuna di queste condizioni è soddisfatta.

Qui la preselezione avviene su un dossier: lettera, CV, certificati di lavoro, diplomi. Il CV serve a indicizzare il resto, e ogni posizione che cita ha alle spalle un certificato corrispondente. Quando un lettore svizzero vede dieci anni di carriera compressi su un foglio, la reazione non è ammirazione per la sintesi: è la domanda su che cosa sia stato tagliato. E quella domanda arriva prima di ogni valutazione sulla vostra idoneità al posto.

L’errore opposto costa altrettanto. Cinque pagine, perché ogni progetto ha ottenuto il suo paragrafo, violano l’unica misura ufficialmente pubblicata per questo documento — e la violano in modo visibile, dato che il numero di pagine compare nel lettore PDF prima che qualcuno legga una riga. Fra «troppo esile per il dossier che segue» e «oltre il limite pubblicato» la fascia è stretta, e per la maggior parte dei percorsi misura due pagine.

Come capire se la terza pagina è meritata

La risposta si legge negli annunci a cui rispondete. Fra gli annunci di SwissJobs.app la cui descrizione indica un numero di anni di esperienza, la mediana è cinque anni. Il 24,7 per cento chiede tre anni o meno, il 45,6 per cento quattro o cinque, il 15,6 per cento da sei a nove e il 14,1 per cento dieci o più. Circa sette requisiti su dieci non superano dunque i cinque anni.

Queste fasce non si distribuiscono in modo uniforme fra i livelli di funzione. Nella fascia «tre anni o meno» il titolo della posizione contiene una parola di anzianità nel 13,7 per cento dei casi. Nella fascia da sei a nove anni si sale al 59,9 per cento, e da dieci anni in su al 63,6 per cento. Per confronto, sull’intero insieme degli annunci il 13,3 per cento dei titoli porta una parola simile. Il requisito lungo e il titolo di responsabilità viaggiano insieme.

Se ne ricava una regola pratica. Se gli annunci del vostro settore chiedono tipicamente tre o cinque anni, tutto ciò che risale oltre il quinquennio è sfondo: sta in una riga con date, funzione e datore di lavoro, senza elenchi descrittivi. Se i vostri annunci chiedono dieci anni e oltre e portano parole di direzione nel titolo, avete posizioni che vanno descritte una per una, e la terza pagina è meritata invece che riempita.

Che cosa consuma pagine senza dimostrare nulla

La causa più frequente di una terza pagina superflua non è una carriera lunga, ma un’informazione scritta due volte. Gli elenchi di mansioni ricopiati da un certificato di lavoro compaiono due volte nello stesso dossier: una nel CV e una nel certificato che comunque è allegato. Poiché il certificato è la versione attestata, la ripetizione non aggiunge nulla al CV e gli costa un terzo di pagina per ogni posizione.

I blocchi che non affermano nulla sono altrettanto costosi. Una tabella di referenti con nomi, funzioni, indirizzi e numeri occupa un terzo di pagina, benché l’indicazione ufficiale preferisca esplicitamente la nota «su richiesta» più un elenco separato consegnato al colloquio. Una matrice di competenze con barre di valutazione dice meno di una riga di livello linguistico. Una copertina costa una pagina intera e non sostituisce alcun contenuto.

La rubrica che invece decide più spesso una preselezione svizzera occupa poche righe. Fra gli annunci di SwissJobs.app, il 15,2 per cento richiede due lingue e un ulteriore 4,9 per cento ne richiede tre o più: per un annuncio su cinque il plurilinguismo è una condizione ferma e non un gradito supplemento. Impostata correttamente, con un livello per ciascuna lingua, quella rubrica sta in quattro o cinque righe. È il miglior scambio di spazio che questo documento offra.

Vale infine la pena sapere in quale lingua legge il vostro destinatario. Fra gli annunci di SwissJobs.app la cui lingua è stata riconosciuta, il 56,1 per cento è in tedesco, il 27,2 per cento in inglese, il 13,1 per cento in francese e il 2,2 per cento in italiano. La quota italofona è la più piccola delle quattro: chi cerca dal Ticino si candida spesso in un’altra lingua, e in quel caso il limite di pagine resta quello della versione che legge il destinatario — cioè, in ogni caso, tre.

La regola in tre frasi

Primo: puntate a due pagine, considerate tre un limite e abbandonate la pagina singola non appena avete più di due o tre anni di mestiere. Secondo: si accorcia riassumendo, mai cancellando, perché i certificati allegati rivelerebbero qualsiasi anno saltato. Terzo: la terza pagina spetta alle posizioni che rispondono a un requisito formulato nell’annuncio, e a nient’altro.

Se avete dubbi sulla vostra terza pagina, toglietela e rileggete il documento. Se manca un’informazione che l’annuncio chiedeva esplicitamente, rimettetela. Se manca soltanto una completezza fine a sé stessa, era riempitivo. La prova richiede cinque minuti ed è più affidabile di qualunque consiglio scritto senza conoscere il vostro settore.

Un’ultima osservazione, rassicurante. Il numero di pagine non decide da solo una candidatura. È semplicemente la prima cosa che si registra, perché è visibile prima che qualcuno legga. Proprio per questo conviene azzeccarlo: non perché due pagine convincano, ma perché una o cinque avranno già distratto chi legge.

Che cosa raccontano gli interessati

  • Fra i contributi svizzeri sul CV raccolti per la guida al CV di SwissJobs.app, otto indicano una lunghezza. Nessuno colloca il tetto oltre le tre pagine. Cinque descrivono lo stesso schema: due pagine come norma, tre ammesse per i profili senior. I due restanti parlano di una o due pagine, ed entrambi si rivolgono espressamente a chi si trasferisce in Svizzera dall’estero. La pratica risulta quindi più compatta della consulenza reperibile in rete.

    Conteggio dei contributi svizzeri sul CV raccolti per la guida al CV di SwissJobs.app; quelli che indicano una lunghezza sono stati letti a mano e classificati uno per uno.

  • Nella stessa raccolta il CV di una pagina compare due volte come errore dichiarato, in entrambi i casi da parte di persone arrivate da un mercato anglofono che avevano inizialmente continuato a usare il documento di sempre. La descrizione è identica: su un foglio solo il percorso appare esile, e ciò che è stato tagliato per farlo stare è esattamente il dettaglio che in Svizzera ci si aspetta di trovare.

    La stessa raccolta di contributi svizzeri sul CV; l’osservazione poggia su racconti di esperienza dei candidati, non su un’analisi delle decisioni di rifiuto.

Le cifre di mercato sono state contate il 22 agosto 2026 sugli annunci allora attivi su SwissJobs.app. I dati sull’esperienza riguardano gli annunci la cui descrizione breve indica un numero di anni associato a una nozione di esperienza o di pratica: si tratta dell’8,1 per cento degli annunci dotati di descrizione breve, e le descrizioni brevi coprono il 74 per cento dell’insieme. Tutte le percentuali sull’esperienza si riferiscono a questo sottoinsieme e non alla totalità degli annunci; quelli che formulano un requisito senza cifre ne sono esclusi e tendono verosimilmente a richieste più basse. Quando un annuncio citava più durate è stata considerata la più bassa. Le quote di anzianità si basano sulla presenza delle parole senior, lead, head of, capo, responsabile, principal, director, Leiter, Leitung o chef de nel titolo della posizione: misurano l’etichetta, non la responsabilità effettiva. I dati linguistici si basano sui requisiti di lingua formulati nell’annuncio, e la ripartizione per lingua di redazione riguarda i circa tre quarti di annunci la cui lingua è stata riconosciuta. Le regole sul CV sono citate dalle quattro versioni linguistiche dei consigli per la candidatura di arbeit.swiss (SECO), le componenti del dossier da berufsberatung.ch.

Modello di CV svizzero: 190 professioni, gratis

Quale carattere usare per il CV svizzero?

Grafico che mette a confronto un modello di CV creato con uno strumento di design — due colonne, icone e pallini di valutazione delle competenze, letto in ordine sbagliato dai programmi e senza spazio per permesso e referenze — con la versione svizzera sobria a una sola colonna, letta nell'ordine giusto, con il livello linguistico scritto a parole, permesso e nazionalità e i certificati di lavoro come referenze.

In breve

Usate un carattere lineare ben costruito — Arial, Helvetica, Tahoma o il carattere di sistema del vostro computer — e regolatelo sull'altezza della x, non sul corpo. Una regola ufficiale non esiste: arbeit.swiss quantifica il numero di pagine e sul carattere tace, in tutte e quattro le versioni linguistiche. La Confederazione, per la propria corrispondenza, prescrive l'Arial. Il criterio decisivo non è il gusto, ma se il carattere sappia comporre correttamente i nomi contenuti nel vostro CV.

Chi scrive un CV in italiano ha un problema in più e uno in meno. In meno, perché le lettere accentate italiane — à, è, ì, ò, ù — sono comprese in qualunque carattere di testo serio. In più, perché il CV di chi vive in Ticino o nei Grigioni italofoni finisce spesso davanti a chi legge in tedesco o in francese, e porta con sé nomi di datori di lavoro scritti in quelle lingue. Nell'insieme degli annunci di SwissJobs.app le cinque lettere fuori dall'alfabeto semplice più richieste dai nomi delle aziende sono ü, é, ä, ö ed è: due lingue nazionali in cinque segni.

I dati che seguono vengono da due fonti verificabili: i file dei caratteri installati su una macchina ordinaria e i nomi dei datori di lavoro e i titoli degli annunci di SwissJobs.app. I nomi danno la domanda di segni, i file danno l'inventario, l'altezza della x e la larghezza. Il risultato principale: il consiglio classico secondo cui un carattere con grazie fa risparmiare spazio vale solo finché si confrontano corpi — e il corpo non è una grandezza confrontabile tra due caratteri diversi.

Lunghezza di riga necessaria per lo stesso testo, portando ogni carattere alla stessa dimensione apparente (Arial = 100)
Lunghezza di riga necessaria per lo stesso testo, portando ogni carattere alla stessa dimensione apparente (Arial = 100)Tahoma94.4indiceArial100indiceTimes New Roman107.1indiceVerdana108.1indiceGeorgia108.6indiceBaskerville120.8indiceCourier New158indice
  • Nessuna autorità svizzera prescrive un carattere. I consigli per la candidatura di arbeit.swiss, gestiti dalla Segreteria di Stato dell'economia, sono il riferimento a cui risale quasi ogni consiglio diffuso in Svizzera. Quantificano la lunghezza — « Il curriculum vitae non deve superare le tre pagine » — e chiedono un documento « completo, chiaro e senza lacune nella cronologia ». Sul carattere tipografico e sul corpo non dicono nulla, in nessuna delle quattro versioni.
  • L'unico testo federale che nomina dei caratteri li nomina come rischio. Le istruzioni di redazione della Cancelleria federale dedicano una sezione alle cifre e alle lettere che si possono confondere. Il paragrafo 267 osserva che in certi caratteri — Times, Arial e Courier sono citati per esempio — determinati segni possono essere scambiati l'uno per l'altro: cifre, lettere e simboli di unità di misura. Il paragrafo 268 porta il caso classico: la l minuscola contro la cifra 1.
  • Per sé stessa la Confederazione ha deciso. La pagina sulle basi dell'immagine coordinata stabilisce che il logo federale è composto in Frutiger, che nella corrispondenza commerciale e nelle presentazioni va usato l'Arial, e che i siti della Confederazione si realizzano con il carattere gratuito Noto Sans. Tre caratteri, tre usi — e per il documento più vicino a un CV, l'Arial.
  • Primo criterio: il carattere sa scrivere i nomi? Il 7.0 per cento dei nomi di datori di lavoro distinti negli annunci di SwissJobs.app contiene una lettera latina fuori dall'ASCII semplice. Servono in tutto ventisei segni diversi. Tra i caratteri diffusi esaminati, uno solo non ce la fa: Gill Sans, che non possiede tre dei segni richiesti e non riesce quindi a comporre correttamente lo 0.09 per cento dei nomi.
  • Quanto spesso il problema si presenta dipende dalla lingua dell'annuncio. Su tutti gli annunci, il 40.1 per cento porta un segno fuori dall'alfabeto semplice nel nome dell'azienda o nel titolo. Negli annunci in francese si sale al 66.8 per cento, in quelli in tedesco al 45.4, in quelli in inglese solo all'11.7. Un CV che viene letto nella Svizzera romanda è quello che chiede di più al carattere.
  • Secondo criterio: il corpo non è una dimensione. Ciò che decide quanto un carattere appaia grande è l'altezza della x rispetto al quadratone. Arial sta al 51.9 per cento, Helvetica al 52.3, Verdana e Tahoma al 54.5, Georgia al 48.1, Times New Roman al 44.7, Baskerville al 40.0, Cochin al 37.2. Per apparire grande quanto un Arial di 11 punti, il Times New Roman va portato a 12.77 punti, il Georgia a 11.87, il Baskerville a 14.27 e il Cochin a 15.35.
  • Terzo criterio: quanto spazio costa il carattere — ed è qui che la regola empirica si rovescia. A parità di corpo il Times New Roman occupa davvero il 7.8 per cento in meno dell'Arial, e da lì viene la sua fama. Portati alla stessa dimensione apparente, il Times New Roman chiede il 7.1 per cento in più, il Baskerville il 20.8, il Courier New il 58. Fra i caratteri da testo misurati uno solo è più stretto dell'Arial senza apparire più piccolo: il Tahoma, con 94.4.

Perché non esiste una regola e che cosa la sostituisce

La Svizzera mette un numero ufficiale sulla lunghezza del CV e nessuno sulla sua composizione. Non è una dimenticanza. Un'autorità può prescrivere una lunghezza perché la lunghezza si verifica; prescrivere un carattere significherebbe legare ogni candidatura ai programmi di cui dispone chi la scrive. Per questo l'indicazione si ferma a un risultato: il dossier deve essere completo e chiaro. La chiarezza è un esito, non un elenco di caratteri.

Ed è proprio per questo che la domanda ha una risposta: non un nome, ma tre proprietà. Un carattere in grado di sostenere il vostro CV deve contenere tutti i segni che compaiono nei nomi dei vostri datori di lavoro, delle vostre scuole e nei vostri dati personali; deve apparire abbastanza grande al corpo scelto da leggersi senza sforzo su carta e su schermo; e non deve consumare più lunghezza di riga di quanta ne offrano due pagine.

L'unico punto del diritto federale della redazione in cui i caratteri compaiono per nome capovolge la domanda in modo utile. Le istruzioni della Cancelleria federale — vincolanti per i testi ufficiali della Confederazione, raccomandazione per la normale corrispondenza commerciale — citano Times, Arial e Courier non come modelli, ma come esempi di caratteri in cui i segni si confondono. Il metro lì non è la bellezza ma l'univocità. Per un CV è il metro migliore: una data, una categoria di permesso e un numero di telefono devono essere letti giusti al primo colpo d'occhio.

Vocali accentate, apostrofi e nomi che non avete scelto

L'italiano mette accenti in fondo alle parole — città, perché, così — e usa l'apostrofo più di ogni altra lingua nazionale: un'azienda, dell'ufficio, all'estero. Sono i due punti in cui un CV italiano si rovina più facilmente, e nessuno dei due dipende dal gusto. Le vocali accentate sono presenti in qualunque carattere da testo serio; l'apostrofo, invece, esiste in due forme che si assomigliano e non sono la stessa cosa: quella dritta della macchina da scrivere e quella tipografica curva.

Quanto la differenza sia reale lo si vede nei dati. Nei nomi dei datori di lavoro e nei titoli degli annunci di SwissJobs.app si contano 517 apostrofi dritti contro 115 tipografici. Un CV che mescola le due forme lo mostra in modo evidente proprio dove si guarda per primo, cioè nell'intestazione e nei nomi delle aziende. La regola pratica è una sola: scegliete una forma e usate quella dappertutto, verificandola dopo ogni copia-incolla da un altro documento.

Il resto della domanda di segni non viene dall'italiano ma dai nomi che non avete scelto. Nell'indice di SwissJobs.app il 7.0 per cento dei nomi di datori di lavoro distinti contiene una lettera latina fuori dall'alfabeto semplice, e per coprirli tutti servono ventisei segni diversi: soprattutto ü, é, ä, ö ed è, poi ô, à, ç e â, e infine una lunga coda di casi isolati provenienti da nomi di origine lettone, turca, spagnola o polacca. Chi lavora in un'azienda con sede a Zurigo o a Losanna porta quei segni nel proprio CV anche scrivendolo in italiano.

Undici punti non vuol dire niente

Il corpo misura il quadratone, non le lettere che ci stanno dentro. A decidere la dimensione percepita è l'altezza della x rispetto a quel quadratone. Letta direttamente dai file: Arial 51.9 per cento, Helvetica 52.3, Verdana e Tahoma 54.5 ciascuno, Georgia 48.1, Times New Roman 44.7, Baskerville 40.0, Cochin 37.2.

Tradotto in regolazioni: per apparire grande quanto un Arial di 11 punti, il Times New Roman va portato a 12.77 punti, il Georgia a 11.87, il Baskerville a 14.27, il Cochin a 15.35. Nella direzione opposta, a Verdana e Tahoma bastano 10.48 punti. Cambiare carattere lasciando il corpo dov'era modifica quindi, senza che ce ne si accorga, la leggibilità dell'intero documento — quasi sempre in peggio, perché i caratteri con grazie consigliati come seri hanno altezze della x inferiori ai lineari che sostituiscono.

Da qui il metodo pratico: componete una riga del vostro CV nel carattere candidato accanto alla stessa riga in Arial di 11 punti e regolate finché le minuscole hanno la stessa altezza. Solo a quel punto ha senso chiedersi se il carattere piace, e solo a quel punto le due lunghezze sono confrontabili. Tutto il resto confronta due documenti che hanno in comune soltanto un numero.

Le grazie non fanno risparmiare spazio: lo costano

Il consiglio più ripetuto dice che con Times New Roman o Garamond ci sta più testo nella pagina. A parità di corpo è vero: lo stesso testo occupa il 7.8 per cento in meno in Times New Roman che in Arial. Ed è anche sensibilmente più piccolo, perché la sua altezza della x è inferiore di circa un settimo.

Portate i due caratteri alla stessa dimensione apparente e il segno si rovescia. Il Times New Roman chiede allora il 7.1 per cento di lunghezza di riga in più dell'Arial, il Georgia l'8.6, il Verdana l'8.1, l'Avenir il 10.7, il Baskerville il 20.8, il Didot il 22.1, il Cochin il 33.9 e il Courier New il 58. Un solo carattere da testo misurato corre più stretto dell'Arial senza apparire più piccolo: il Tahoma, a 94.4. Verdana e Tahoma hanno esattamente la stessa altezza della x, eppure il Verdana chiede il 14.5 per cento di spazio in più: la stessa idea disegnata larga e disegnata stretta.

Su un CV di due pagine, otto punti percentuali di lunghezza di riga valgono all'incirca una riga su dodici. È la distanza fra un impiego che sta ancora in fondo alla seconda pagina e una terza pagina che si apre con tre righe orfane. Se cercate spazio, cercatelo nell'interlinea, nei margini e in ciò che potete togliere; e se lo cercate nel carattere, cercate un lineare stretto, non una romana.

Maiuscole, dieresi e la ß tedesca

L'errore tipografico più frequente sta nell'intestazione: il proprio nome in maiuscole spaziate, composto in un carattere che non è stato disegnato per questo. Le istruzioni della Cancelleria federale regolano il caso per il tedesco. Il paragrafo 265 prescrive che le dieresi in maiuscolo si scrivano Ä, Ö e Ü e non Ae, Oe, Ue; il paragrafo 266 fa eccezione per i nomi propri con grafia tradizionale e cita Aesch, Oerlikon e Uehlinger.

Per un CV significa due cose. Se il vostro cognome ha una grafia tradizionale con Ae, Oe o Ue, quella grafia resta anche in maiuscolo e il modello non deve « normalizzarla ». Se porta una dieresi vera, il carattere deve possedere le maiuscole Ä, Ö e Ü e tenere i puntini sopra la lettera anche a corpo grande, invece di lasciarli urtare la riga superiore. È esattamente lì che le maiuscole con interlinea stretta cedono, e cedono solo per chi ha quei segni nel nome.

La ß tedesca non appartiene a un documento svizzero. Quanto la regola sia salda si legge nella fonte stessa: nelle circa 144 pagine delle istruzioni della Cancelleria federale il segno non compare neppure una volta, mentre forme come Strasse, gross e Fliesstext sono usate ovunque. Negli annunci di SwissJobs.app una ß compare da qualche parte nel testo nel 2.9 per cento dei casi, praticamente sempre arrivando con testo tedesco. Chi costruisce il proprio CV partendo da un modello tedesco farebbe bene a cercarla prima di spedire.

Cifre, numero di telefono e i segni che nessuno vede

Buona parte di un CV è fatta di cifre: anni, percentuali di impiego, un numero di telefono. Le istruzioni della Cancelleria federale ne regolano la resa in modo abbastanza concreto da poterlo seguire. Il paragrafo 512 stabilisce che le cifre si raggruppano a tre a tre, che per il raggruppamento si usa uno spazio fisso, che il vecchio raggruppamento con l'apostrofo non dovrebbe più essere impiegato, e che il raggruppamento con punti o virgole non è corretto.

Per il numero di telefono in intestazione la risposta è il paragrafo 519: il prefisso si scrive con lo zero, il prefisso e le tre cifre successive formano blocchi di tre, le ultime quattro due blocchi di due. Il paragrafo 520 tratta la forma internazionale: un segno più senza spazio davanti al prefisso del Paese, e lo zero del prefisso locale che cade. Rispettarlo richiede un carattere con cifre regolari e uno spazio fisso pulito — quindi un carattere da testo, non uno decorativo.

Resta la parte invisibile. Nei nomi dei datori di lavoro e nei titoli degli annunci di SwissJobs.app si nascondono 197 trattini di sillabazione condizionali, oltre a spazi unificatori, spazi fini unificatori e segni di larghezza nulla. Almeno una volta è sopravvissuta anche una legatura come segno autonomo: un unico glifo che sta per le due lettere f e i, e che una ricerca testuale su « fi » non trova. Questi segni sopravvivono all'esportazione in PDF e riemergono proprio dove qualcuno cerca una parola nel vostro dossier.

La raccomandazione, in breve

Prendete un lineare con altezza della x generosa e repertorio completo: Arial, Helvetica, Tahoma, Noto Sans o il carattere di sistema della vostra macchina. Regolatelo perché le minuscole raggiungano l'altezza che hanno in Arial di 11 punti, e comprate aria con l'interlinea anziché con il corpo. Usate una sola famiglia in tutto il documento e distinguete con il peso e la dimensione, mai con un secondo carattere.

Evitate ciò che non aggiunge nulla: caratteri decorativi, corsivi calligrafici, condensati sotto la dimensione apparente di un Arial di 10 punti, e qualunque carattere che non abbiate provato voi stessi con il vostro nome e quello dell'ultimo datore di lavoro. Esportate in PDF perché il carattere viaggi con il file: un carattere assente dalla macchina di chi legge viene sostituito, e la sostituzione cambia larghezza e andata a capo.

La bozza predefinita del generatore di CV di SwissJobs.app segue esattamente questo calcolo: un lineare neutro con ripiego sul carattere di sistema, testo corrente a 13 pixel su una pagina A4 composta a 96 pixel per pollice e un'interlinea di 1.65. È un corpo contenuto con molta aria — la combinazione che porta più contenuto su due pagine senza apparire più piccola. Se scegliete un carattere vostro, confrontatelo con questo calcolo e non con l'impressione che dà sullo schermo.

Le cifre di mercato sono state contate il 22 agosto 2026 sugli annunci allora attivi su SwissJobs.app. La domanda di segni deriva dai nomi di datori di lavoro distinti e dai titoli degli annunci; « fuori dall'alfabeto semplice » indica qualunque lettera in scrittura latina oltre l'intervallo ASCII. Le quote per lingua si basano sulla lingua riconosciuta nell'annuncio; gli annunci senza lingua riconosciuta rientrano nel totale ma in nessuna riga per lingua. I valori tipografici sono stati letti direttamente dai file dei caratteri installati su un Mac ordinario: altezza della x e altezza delle maiuscole dalla tabella delle metriche, larghezza come somma delle larghezze di avanzamento su un campione di 400 nomi di aziende e 400 titoli di annuncio. Crenatura e legature non sono considerate; questo sposta tutti i caratteri nella stessa direzione e non cambia la graduatoria. I caratteri non installati sulla macchina — fra cui Calibri, Cambria e Garamond — non hanno potuto essere misurati e mancano quindi dal confronto. Le indicazioni sul dossier di candidatura provengono dalle quattro versioni linguistiche dei consigli di arbeit.swiss (SECO), le regole di scrittura dalle istruzioni della Cancelleria federale e le indicazioni su Frutiger, Arial e Noto Sans dalla pagina della Cancelleria federale sulle basi dell'immagine coordinata.

Modello di CV svizzero: 190 professioni, gratis

CV svizzero: una colonna o due?

Grafico che mostra l'ordine in cui un CV svizzero viene letto alla prima selezione: prima permesso e luogo, poi le lingue — entrambi indicati come filtri —, quindi funzione attuale e datore di lavoro, formazione, forma del percorso, risultati e infine hobby, competenze trasversali e referenze; con l'indicazione che la decisione richiede circa trenta secondi e che permesso e lingue vanno nel terzo superiore della pagina.

In breve

Vanno bene entrambe: il punto è che cosa mettete in quale colonna. Nessuna fonte ufficiale svizzera si esprime sulle colonne. La pagina di consigli della Confederazione chiede un curriculum «completo, chiaro e senza lacune nella cronologia», strutturato a partire dall'esperienza più recente e inviato in PDF. Sull'impaginazione, nulla. Abbiamo composto lo stesso CV in sette modi, stampato ogni versione in PDF e riletto il testo: il numero di colonne non ha mai rotto l'ordine di lettura. Un montaggio sì.

Vale la pena dirlo perché il consiglio più diffuso sostiene l'opposto. «Due colonne e il CV esce in disordine» si ripete ovunque e quasi non si verifica mai. In tutti e sette i montaggi — una colonna, griglia con colonna stretta a destra, griglia con colonna stretta a sinistra, versione che appare a sinistra ma nel file sta per ultima, colonne da giornale, blocchi posizionati in modo assoluto e la classica tabella — le posizioni sono uscite nell'ordine giusto, ogni data ancora accanto alla propria funzione e al proprio datore di lavoro. Niente è stato mescolato. Qualcosa si è spostato.

A spostarsi è il blocco delle informazioni brevi, e segue l'ordine del file, non il lato in cui compare sulla pagina. Contenuto principale per primo: il nome è la prima cosa letta. Colonna stretta per prima: passano quattordici righe e 181 caratteri prima del nome. E nel montaggio a tabella — una riga, un blocco breve a sinistra, una fetta di percorso a destra — permesso e referenze sono finiti tra la posizione del 2015-2018 e quella del 2012-2015. È esattamente il montaggio nascosto in gran parte dei modelli Word venduti come «a due colonne».

Quanta altezza fa risparmiare il montaggio a due colonne a parità di contenuto, secondo quanto materiale sta accanto al percorso
Quanta altezza fa risparmiare il montaggio a due colonne a parità di contenuto, secondo quanto materiale sta accanto al percorso2 blocchi brevi4.1%4 blocchi brevi16.5%6 blocchi brevi26.1%8 blocchi brevi33.7%12 blocchi brevi45.1%
  • Non esiste una regola svizzera sulle colonne. I consigli pubblicati dalla Segreteria di Stato dell'economia elencano le rubriche del curriculum, fissano il tetto di tre pagine, impongono l'ordine dal più recente al meno recente e chiedono l'invio in PDF. Nelle quattro versioni linguistiche non c'è una sola parola sulla disposizione della pagina.
  • In italiano il tetto delle tre pagine è formulato come divieto: «non deve superare le tre pagine», mentre la versione tedesca dice «sollte» e quella inglese «should». Chi scrive in italiano lavora quindi entro un limite più rigido — ed è proprio per questo che il risparmio di spazio della seconda colonna conta più qui che altrove.
  • Il numero di colonne non rompe la lettura automatica; la costruzione può romperla. Sette montaggi dello stesso CV, ciascuno stampato in PDF e riletto con un normale estrattore di testo: in tutti e sette la cronologia è uscita in ordine e in tutti e sette ogni data è rimasta attaccata alla propria funzione e al proprio datore di lavoro.
  • L'ordine di lettura segue il file, non la pagina. Uno dei montaggi mette la colonna stretta a sinistra per l'occhio lasciandola per ultima nel codice: il testo estratto comincia comunque dal nome. Ciò che l'occhio vede per primo e ciò che una macchina legge per primo sono due impostazioni distinte, e un modello grafico può metterle in contrasto senza avvisare.
  • L'unico montaggio che intreccia davvero è la tabella con due celle per riga. Da lì permesso e referenze sono usciti in mezzo a due impieghi, e dieci righe sono passate prima del nome. Non sono le due colonne a produrre l'effetto, ma la tabella che racconta alternando sinistra e destra, riga dopo riga.
  • Due colonne fanno guadagnare altezza, e tanto più quante più informazioni brevi avete. Stesso contenuto, stesso corpo, A4 con 16 mm di margine laterale: nove posizioni e quattro blocchi brevi occupano 309.3 mm su una colonna, cioè due pagine, contro 258.2 mm su due colonne, cioè una sola. Fa 16.5 per cento. Con dodici blocchi brevi si arriva a 45.1 per cento.
  • Il vantaggio finisce appena la colonna stretta diventa più alta di quella larga. Nella stessa serie il ribaltamento avviene a quattordici blocchi brevi: anche la versione a due colonne richiede allora due pagine. La seconda colonna è spazio gratuito solo finché resta più corta del percorso che le sta accanto.

CV a una o due colonne

CriterioUna colonnaDue colonne
Rischio di letturanessunoda basso a medio; verifica l'ordine
Uso dello spaziopeggiorenettamente migliore
Con molti contenutiarriva presto a tre paginetiene due pagine
Con una carriera brevesembra più completosembra vuoto
Lingue, grado, permessoannegati nel testoleggibili in colonna laterale
Se non puoi testare l'exportla scelta più sicurasolo con un export pulito

Due colonne non sono un errore ATS — misurato, il rischio di lettura è da basso a medio, e i rischi veri sono intestazioni, caselle di testo e icone. La scelta dipende da quante informazioni hai, non dalla tecnica.

Che cosa chiede davvero la pagina ufficiale

La Svizzera ha una cifra ufficiale per le pagine e nessuna per le colonne. La stessa pagina di arbeit.swiss che limita il curriculum a tre pagine non dice nulla sulla disposizione. Pone tre requisiti di forma: il curriculum deve essere completo, chiaro e senza lacune nella cronologia; va strutturato cronologicamente a cominciare dall'esperienza più recente; e tutti i documenti vanno raggruppati in un unico file PDF.

Di questi, è la cronologia a vincolare l'impaginazione. Descrive una sequenza sola. Un CV su due colonne non deve quindi spezzarla: il percorso professionale sta interamente in una colonna. Nel momento in cui il periodo dal 2022 al 2016 si legge a sinistra e quello dal 2015 al 2009 a destra, non c'è più una cronologia ma due, e chi legge deve indovinare da dove cominciare. È questo l'errore da evitare, e non ha nulla a che vedere con l'avere due colonne.

C'è poi una differenza di tono che vale la pena leggere nella propria lingua. La versione italiana della stessa pagina scrive «non deve superare le tre pagine»: un divieto. La tedesca dice che il curriculum «sollte nicht mehr als drei Seiten umfassen» e l'inglese «should be no longer than three pages»: raccomandazioni. In Ticino, quindi, il tetto è più duro — e chi ha nove o dieci posizioni da raccontare ha un motivo pratico, non estetico, per considerare una seconda colonna.

La prova: un CV, sette montaggi

L'avvertimento «due colonne si leggono in disordine» circola molto più spesso di quanto venga verificato, quindi lo abbiamo verificato. Lo stesso CV di esempio — nome, riga di contatto, cinque o nove posizioni, formazione, più lingue, programmi, permesso e referenze — è stato composto secondo sette costruzioni diverse, esportato in PDF con la funzione di stampa di un browser e poi riletto con un normale estrattore di testo. Nessun modello di intelligenza artificiale è intervenuto. Ciò che si misura è lo strato di testo del PDF: l'ordine in cui i caratteri vi sono registrati, cioè il punto di partenza di qualsiasi lettura automatica.

Primo risultato: in tutti e sette i montaggi le posizioni sono uscite nell'ordine cronologico corretto e in nessuno una data è stata separata dalla funzione o dal datore di lavoro. Vale per la griglia con colonna a destra come per le colonne da giornale, per i blocchi posizionati in modo assoluto come per la tabella. L'affermazione generale secondo cui due colonne distruggono l'analisi, in questa forma, non regge alla prova.

Secondo risultato: ciò che cambia è dove finisce il blocco delle informazioni brevi, e dipende solo dall'ordine nel file. Contenuto principale per primo e la lettura comincia dal nome, al carattere zero. Colonna stretta per prima e passano lingue, programmi, permesso e referenze, con il nome che arriva dopo quattordici righe e 181 caratteri. Sulla carta le due pagine sono indistinguibili.

Terzo risultato, l'unico davvero preoccupante: nel montaggio a tabella, dove ogni riga porta un blocco breve a sinistra e una fetta di percorso a destra, permesso e referenze sono stati estratti in mezzo all'esperienza professionale — tra la voce del 2015-2018 e quella del 2012-2015 — e dieci righe sono passate prima del nome. Molti modelli scaricabili sono costruiti proprio così. Il rimedio non è rinunciare alle due colonne, ma rinunciare alla tabella.

Quanto vale davvero la seconda colonna

Il motivo serio per usare due colonne è lo spazio, e in Svizzera lo spazio è una risorsa limitata perché il tetto pubblicato è di tre pagine. Anche questo l'abbiamo misurato: contenuto identico, testo corrente a 10.5 punti, A4 con 16 mm di margine laterale e 18 mm sopra e sotto, cioè 178 per 261 mm di superficie stampabile, colonna stretta di 55 mm e corridoio di 6 mm.

Con nove posizioni e due blocchi brevi accanto, la differenza è del 4.1 per cento. Con quattro blocchi brevi — lingue, informatica, permesso, referenze, la dotazione abituale — sale al 16.5 per cento: 309.3 mm contro 258.2 mm, cioè la differenza fra due pagine e una. Con sei blocchi è 26.1 per cento, con otto 33.7, con dodici 45.1. Il risparmio cresce con il materiale non cronologico, perché su una colonna consuma righe a tutta larghezza mentre su due occupa una colonna che sarebbe rimasta vuota.

E si esaurisce quando la colonna stretta supera quella larga. A quattordici blocchi brevi entrambe le versioni richiedono due pagine. La seconda colonna è spazio gratuito solo finché resta più corta del percorso accanto: se passate a due colonne per risparmiare una pagina, fate il conto invece di sperare. La domanda utile non è quale versione sia più bella, ma quale delle vostre due colonne sia la più alta.

In italiano la colonna stretta funziona meglio

Contro la colonna stretta esiste un argomento che vale soprattutto oltre Gottardo e che le guide internazionali ignorano: la lunghezza delle denominazioni professionali tedesche. Negli annunci pubblicati su SwissJobs.app, il 17.2 per cento degli annunci in tedesco contiene nel titolo una parola di 18 caratteri o più e il 9.6 per cento una di 20 o più. Fra gli annunci in italiano questa quota è pari a zero; in francese è lo 0.1 per cento, in inglese lo 0.4.

Tradotto in millimetri: una colonna di 55 mm lascia circa 47 mm di larghezza utile, che a corpo 10 corrispondono a una ventina di lettere minuscole. «Kundendienstmitarbeiter» misura 38.2 mm, «Immobilienbewirtschafter» 39.0, «Instandhaltungsmechaniker» 43.1 — e a corpo 11 arriva a 47.4 mm, dove non ci sta più. Una denominazione italiana equivalente si scompone in parole brevi che si distribuiscono da sole su due righe.

In pratica una candidatura redatta in italiano sopporta una colonna stretta meglio di una redatta in tedesco, anche quando la colonna deve ospitare qualche titolo. La regola di ripartizione non cambia — il percorso sta nella colonna larga — ma il margine è più ampio: in Ticino una colonna di 50 mm resta leggibile là dove la stessa colonna, in tedesco, costringe a spezzare le parole o a ridurre il corpo.

La colonna stretta ha meno da portare di quanto sembri

Prima di creare una colonna conviene chiedersi che cosa ci andrà dentro. La risposta è più magra di quanto lascino intendere i modelli. Fra gli annunci pubblicati su SwissJobs.app che hanno una breve descrizione, il 16.9 per cento nomina un titolo di studio, l'11.6 per cento una lingua, l'8.4 per cento un programma indicato per nome e il 2.1 per cento la licenza di condurre. Almeno una di queste informazioni brevi compare nel 34.4 per cento dei casi, due o più soltanto nel 5.1 per cento, tre o più nello 0.4 per cento.

Non è un motivo per omettere lingue o permesso: in Svizzera entrambi vengono verificati presto, che l'annuncio li nomini o no, e per una candidatura dall'estero la riga del permesso è la prima cosa che si cerca. È un motivo per non riempire la colonna. Quattro blocchi reali — lingue, informatica, permesso, referenze — sommano 69.3 mm di altezza, cioè il 26.6 per cento della pagina stampabile: tre quarti della colonna restano vuoti.

Quel vuoto spiega perché tanti CV a due colonne finiscono con barre di competenza, stelline e anelli percentuali. La barra non nasce da un bisogno di informare, ma da un buco nell'impaginato. Ridurre la colonna a 45 mm, oppure lasciarla finire a metà pagina restituendo il resto della larghezza al percorso, risolve lo stesso problema senza inventare una sola affermazione su di sé.

La seconda pagina perde la colonna

Un effetto si vede solo stampando: quando un'impaginazione a due colonne supera la pagina, la colonna stretta non la segue. In una prova con dodici posizioni e otto blocchi brevi, tutto il contenuto della colonna stretta è rimasto sulla prima pagina; la seconda portava soltanto le ultime due posizioni, a tutta larghezza, senza colonna e senza fascia colorata. Le due pagine sembrano provenire da due documenti diversi.

La prima pagina subisce il danno opposto. Poiché i blocchi brevi finiscono molto prima del percorso che sta loro accanto, diversi centimetri di colonna restano vuoti in fondo — e se la colonna ha uno sfondo colorato, il colore prosegue mentre il contenuto si è fermato. È il difetto più visibile di un CV grafico che ha superato di un impiego quanto il modello prevedeva.

La versione a due colonne è quindi soprattutto una soluzione da una pagina, e per un dossier che richiede comunque due pagine è la strada più difficile. Se ci andate lo stesso, fate ripartire la colonna stretta in cima alla seconda pagina con un suo titoletto invece di lasciarla spegnersi. Così è costruito l'impaginato predefinito dell'editor di CV di SwissJobs.app: una colonna larga per il percorso, una stretta che occupa il 28 per cento della larghezza di pagina, collocata dopo il contenuto principale nel documento e riavviata su ogni pagina.

La regola, e una verifica da cinque minuti

Primo: scegliete due colonne se avete abbastanza informazioni brevi da riempire una colonna stretta e se così risparmiate una pagina; altrimenti una colonna resta la scelta tranquilla e non vi costa nulla. Secondo: tutto il percorso va nella colonna larga, in un'unica cronologia, dal più recente al meno recente. Terzo: costruite la pagina con una griglia o con cornici di testo, mai con una tabella le cui righe alternano sinistra e destra.

La verifica dura cinque minuti e dice più di qualsiasi descrizione di modello. Salvate il CV in PDF, apritelo, selezionate tutto il testo da tastiera, incollatelo in un documento vuoto e leggete che cosa esce. Se le posizioni si susseguono nell'ordine e il vostro nome è in alto, l'impaginazione va bene, quante che siano le colonne. Se il permesso compare fra due impieghi, avete davanti il montaggio a tabella e va sostituito.

Resta una cosa che la misura non decide. Anche la percezione è un fatto di mercato: in parte della Svizzera tedesca un CV visibilmente grafico passa per poco serio, e le colonne sono la decisione grafica più vistosa che ci sia. Due colonne di testo corrente, con titoletti netti e senza barre, non fanno scattare quel riflesso. Due colonne con fondo colorato, stelline e grafici a ciambella sì — e lì l'obiezione non viene dalla macchina, ma da chi legge.

Che cosa raccontano gli interessati

  • Fra i contributi svizzeri sul curriculum raccolti per la guida al CV di SwissJobs.app, due parlano direttamente di colonne. Entrambi le mettono accanto ai fondi colorati e alle barre di valutazione, entrambi le sconsigliano ed entrambi motivano il consiglio con la selezione automatica. La nostra prova non conferma quella motivazione: il numero di colonne, da solo, non ha rotto l'ordine di lettura in nessun montaggio. Il consiglio non sbaglia su come viene accolto un CV grafico; sbaglia sul meccanismo che invoca.

    Conteggio dei contributi svizzeri sul curriculum raccolti per la guida al CV di SwissJobs.app; i due che contengono un'affermazione sulle colonne sono stati letti a mano e riassunti, non citati.

  • La stessa raccolta riporta un'osservazione ricorrente fra chi si è trasferito in Svizzera: le conoscenze linguistiche non vengono trattate come una riga in fondo alla pagina, all'uso britannico o statunitense, ma rientrano fra le prime cose confrontate con l'annuncio. Coincide con ciò che implica la nostra prova di impaginazione: quello che si cerca per primo va nel terzo superiore della pagina, e in quale delle due colonne si trovi conta molto meno dell'altezza a cui si trova.

    Stessa raccolta di contributi svizzeri sul curriculum; testimonianze di candidate e candidati, non un'analisi dei rifiuti.

Le misurazioni di impaginazione sono state eseguite il 22 agosto 2026 appositamente per questa risposta. Lo stesso CV di esempio è stato composto in sette costruzioni, esportato in PDF con la funzione di stampa di un browser e riletto con un normale estrattore di testo; nessun modello di intelligenza artificiale è intervenuto. Ciò che si misura è lo strato di testo del PDF — l'ordine in cui i caratteri vi sono registrati — e non il comportamento di uno specifico programma di selezione, che può applicare regole proprie. Le altezze presuppongono un A4 con 16 mm di margine laterale e 18 mm sopra e sotto, testo corrente a 10.5 punti, colonna stretta di 55 mm e corridoio di 6 mm; le percentuali confrontano l'altezza complessiva dello stesso contenuto. Le larghezze delle parole sono state misurate a corpo 10 e 11 in Helvetica. I dati di mercato provengono dagli annunci attivi su SwissJobs.app il 22 agosto 2026. Le lunghezze delle parole nei titoli si basano sulla più lunga sequenza ininterrotta di lettere del titolo e sulla lingua riconosciuta dell'annuncio; gli annunci senza lingua riconosciuta non sono rappresentati. Le quote relative a titolo di studio, lingua, programma e licenza di condurre riguardano gli annunci per cui esiste una breve descrizione — il 74 per cento dello stock — e misurano la menzione esplicita in quella descrizione, non l'intero elenco di requisiti dell'annuncio. Le prescrizioni sul curriculum provengono dalle quattro versioni linguistiche dei consigli per la candidatura di arbeit.swiss (SECO).

Modello di CV svizzero: 190 professioni, gratis

Fonti

Domande correlate

← Tutte le domande

Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero

Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.

Lingua in cui è scritto l’annuncio

Deutsch
60%
English
23%
Français
13%
Italiano
3%

Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede

Deutsch
70%
English
43%
Français
21%
Italiano
3%

19% pubblicati negli ultimi 7 giorni · Mercati principali: Zürich 18% · Bern 10% · Genève 5% · Basel 5%