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Il lavoro temporaneo nel CV — impieghi, prestatori, imprese acquisitrici

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Chi lavora tramite un’agenzia ha in mente due nomi di azienda e un solo contratto di lavoro. Questa pagina mette in ordine quale nome va dove, quanto durano davvero gli impieghi a termine annunciati in Svizzera e che cosa la legge sul collocamento fissa già del vostro impiego prima ancora della prima riga del CV. Le cifre di mercato provengono dagli annunci pubblicati su SwissJobs.app.

In breve

Indicate entrambi i nomi sulla stessa riga: il prestatore era il vostro datore di lavoro, l’impresa acquisitrice il luogo in cui avete lavorato. Sulla riga stanno funzione, agenzia, azienda cliente, percentuale e il periodo da mese a mese. Gli impieghi brevi si raggruppano in un blocco per agenzia invece di allinearsi come cinque posizioni separate. E la fine di un impiego a termine non è un licenziamento: secondo l’art. 334 CO il rapporto di lavoro di durata determinata finisce senza disdetta. Va datato, non giustificato.

I termini contano, perché sono quelli stampati sui vostri documenti. La legge sul collocamento e il prestito di personale chiama l’agenzia «prestatore» e l’azienda cliente «impresa acquisitrice». L’art. 12 sottopone ad autorizzazione dell’ufficio cantonale del lavoro chi cede per mestiere lavoratori a terzi e vieta la fornitura in Svizzera di personale reclutato all’estero. Sono le parole del vostro contratto e dell’attestato di lavoro: usarle nel CV significa parlare la lingua dei documenti allegati.

Quanto spesso un selezionatore incontri una riga come la vostra si può contare. Sugli annunci attivi di SwissJobs.app il 4.3 per cento è pubblicato come a termine o temporaneo, esclusi stage e tirocini. Negli annunci redatti in italiano la quota è del 7.2 per cento, in quelli in francese del 14.3, in quelli in tedesco del 3.7. Chi legge in italiano incontra quindi questa forma quasi il doppio più spesso di chi legge in tedesco, ma resta una forma che si legge meglio quando è datata con precisione.

Quota di annunci a termine o temporanei per settore professionale
Quota di annunci a termine o temporanei per settore professionaleFormazione e settore socio-educativo12.6%Pulizie ed economia domestica7.6%Sanità e cure6.5%Edilizia e artigianato5.4%Logistica e trasporti5.4%Amministrazione4%Vendita3.2%Informatica1.8%
  • Due nomi, una riga, in quest’ordine. «Contabile clienti, 80 % — Agenzia (impiego presso Azienda SA), marzo 2025 – agosto 2025.» Prima il prestatore, perché ha firmato il contratto e firmerà l’attestato; poi l’impresa acquisitrice, perché spiega il settore, la dimensione e gli strumenti con cui avete davvero lavorato.
  • Mesi, mai giorni, mai anni da soli. Il mercato stesso è vago: solo il 3.2 per cento degli annunci a termine indica una fine nel titolo. Il CV può indicarla, ed è un vantaggio da usare — un impiego con mese di inizio e mese di fine si legge come programmato e non come interrotto.
  • Raggruppare invece di elencare. Un blocco «Impieghi temporanei tramite Agenzia, gennaio 2024 – giugno 2025» con tre o cinque sottorighe — impresa acquisitrice, funzione, mesi — si legge come un unico rapporto di lavoro con tappe, che è esattamente ciò che era sul piano contrattuale. Cinque voci principali si leggono invece come cinque cambi di datore di lavoro.
  • Percentuale e lingua di lavoro su ogni riga. Un quarto degli annunci a termine mette una percentuale nel titolo e il 79.9 per cento di essi indica le lingue richieste, contro il 71.8 per cento del resto degli annunci. Una riga senza percentuale e senza lingua di lavoro toglie proprio le due informazioni che questo segmento chiede più spesso.
  • Non chiamarsi indipendenti. Il lavoro indipendente è un altro statuto con altre conseguenze assicurative; nel prestito di personale le deduzioni sociali figurano espressamente nel contratto secondo l’art. 19 cpv. 2 lett. e. Scrivete «impiego a tempo determinato tramite agenzia», non «collaborazione autonoma».
  • Scrivere l’obiettivo. Indicare «obiettivo: impiego fisso» non è sleale: l’art. 19 cpv. 5 della legge dichiara nulli gli accordi che rendono impossibile o difficile il passaggio all’impresa acquisitrice alla scadenza del contratto, e l’art. 22 cpv. 2 fa lo stesso per gli accordi che ostacolerebbero l’impresa.

Il contratto d’impiego contiene già la riga del CV

Il prestito di personale è l’unica forma d’impiego svizzera di cui la legge elenca il contenuto contrattuale punto per punto. L’art. 19 impone la forma scritta fra prestatore e lavoratore e stabilisce che il contratto regoli il genere del lavoro da fornire, il luogo di lavoro e l’inizio dell’impiego, la durata dell’impiego o il termine di disdetta, l’orario di lavoro, il salario con spese, assegni e deduzioni per le assicurazioni sociali, nonché le prestazioni in caso di lavoro supplementare, malattia, maternità, infortunio, servizio militare e vacanze.

Accostato a una riga di CV, l’elenco è quasi un modello. Il genere del lavoro diventa la funzione, il luogo e l’inizio diventano la città e il primo mese, la durata diventa l’ultimo mese, l’orario diventa la percentuale. Non c’è nulla da ricostruire a memoria: le quattro informazioni attese sono già su un documento che la legge vi garantisce.

Il secondo contratto lega l’agenzia all’azienda cliente. L’art. 22 lo vuole scritto e impone di indicarvi le qualifiche professionali del lavoratore e il genere del lavoro, oltre al luogo, all’inizio, alla durata o ai termini di disdetta, all’orario e ai costi. L’impresa acquisitrice aveva quindi ricevuto per iscritto la descrizione delle vostre qualifiche prima del primo giorno: è la ragione più solida per nominarla nel CV.

Dove il tempo determinato è di casa

La forma a termine non è distribuita in modo uniforme fra le professioni. Contando quanta parte di ogni famiglia professionale è annunciata a termine, la scuola e il settore socio-educativo arrivano al 12.6 per cento, le pulizie e l’economia domestica al 7.6, la sanità e le cure al 6.5, l’edilizia e la logistica al 5.4 ciascuna, l’amministrazione al 4.0, la vendita al 3.2 e l’informatica soltanto all’1.8.

La conseguenza per il CV è concreta: la stessa riga richiede quantità diverse di spiegazione a seconda del settore. In una candidatura nella sanità o nella scuola una serie di supplenze è la normalità del mestiere e basta datarla. In informatica, dove meno di un annuncio su cinquanta è a termine, la stessa serie merita una riga di contesto — progetto, sostituzione, mandato a termine di un programma.

Vale anche la pena di sapere che gli annunci a termine restano online più a lungo degli altri: 26 giorni contro 19 di mediana. Gli impieghi temporanei non si coprono più in fretta dei posti fissi, e quindi le due o tre settimane fra un impiego e l’altro appartengono al funzionamento del mercato, non al vostro percorso.

Sei mesi, dodici mesi: le durate che il mercato annuncia

Solo il 7.2 per cento degli annunci a termine indica una durata in mesi. Quando lo fa, la distribuzione è stretta: il 47.1 per cento indica sei mesi, il 19.1 per cento dodici, l’8.8 per cento nove. La mediana è di sei mesi e le due durate di sei e dodici mesi coprono insieme due terzi dei casi.

Un impiego di sei mesi non è quindi breve per gli standard svizzeri: è l’unità di misura. Ciò che chiede mezza frase di contesto è quanto sta sotto i tre mesi, perché quella durata negli annunci quasi non compare — sostituzione per vacanze, punta di progetto, supplenza per malattia. Nominata la ragione, la riga smette di sembrare un incidente.

Anche gli intervalli brevi hanno una causa legale. L’art. 19 cpv. 4 ammette, per gli impieghi di durata indeterminata, un preavviso di almeno due giorni durante i primi tre mesi e di almeno sette giorni dal quarto al sesto mese. Un impiego può quindi chiudersi in pochi giorni: per questo si data in mesi e non al giorno.

La fine dell’impiego non è un licenziamento

L’art. 334 cpv. 1 CO è di una riga: il rapporto di lavoro di durata determinata finisce senza disdetta. Non c’è quindi nulla da giustificare quando un impiego si chiude alla data pattuita — c’è solo una data da scrivere. Formule come «contratto non rinnovato» introducono un tono difensivo in una riga che per legge non deve difendersi.

Il capoverso successivo spiega un caso frequente: se il rapporto di durata determinata è tacitamente protratto dopo la scadenza, vale come rapporto di durata indeterminata. Se dopo il termine avete semplicemente continuato a lavorare, l’impiego temporaneo è diventato un impiego fisso, e questo merita di comparire nel CV anche perché l’attestato lo rispecchierà.

In pratica: scrivete «impiego a termine da marzo ad agosto 2025», non «licenziato al termine del contratto». Quando la natura a termine è già nella riga del titolo, i punti elenco sottostanti non devono più parlarne e possono dedicarsi interamente a ciò che è stato consegnato in quei mesi.

Che cosa aggiungono il CCL e l’attestato di lavoro

Il prestito di personale è l’unico settore con un contratto collettivo di obbligatorietà generale scritto proprio per questa forma d’impiego. L’elenco federale riporta il «CCL per il settore del prestito di personale» con decreto di base del 13 dicembre 2011, entrata in vigore il 1° gennaio 2012 e validità fino al 31 dicembre 2027, con campo d’applicazione territoriale esteso a tutta la Svizzera; l’ultima modifica è in vigore dal 1° gennaio 2026.

L’art. 20 della legge spiega perché un impiego può generare formazione continua: se l’impresa acquisitrice sottostà a un contratto collettivo di obbligatorietà generale, il prestatore deve rispettarne le disposizioni su salario e durata del lavoro, e se quel contratto prevede contributi obbligatori alle spese di formazione continua e di esecuzione, questi vanno versati proporzionalmente alla durata dell’impiego. Corsi e attestati ottenuti per questa via appartengono alla rubrica della formazione, con anno ed ente che li ha rilasciati.

Infine l’attestato. L’art. 330a CO dà il diritto di chiederlo in ogni tempo, sulla natura e la durata del rapporto di lavoro nonché sulle prestazioni e sulla condotta — al prestatore, non all’impresa acquisitrice. Chiedetelo dopo ogni impiego di una certa durata, finché le persone che vi hanno seguito sono ancora in servizio, e mantenete nel CV esattamente i mesi che figurano su quel documento.

Quattro errori che costano cari

Indicare l’impresa acquisitrice come datore di lavoro. La riga sembra più solida per un minuto, poi si contraddice all’apertura degli allegati, perché l’attestato porta la carta intestata dell’agenzia. Nominare entrambi fin dall’inizio elimina il problema.

Nascondere l’agenzia. Il registro dei prestatori autorizzati esiste ed è pubblico: la SECO lo tiene insieme ai Cantoni e vi risultano registrate, secondo la sua stessa indicazione, più di settemila aziende. Un nome di agenzia è quindi un dato verificabile, mentre una formula come «vari impieghi nel settore industriale» non è consultabile da nessuno.

Aspettarsi che il titolo porti la responsabilità. Solo il 9.7 per cento degli annunci a termine contiene una parola di seniority nel titolo — senior, lead, responsabile, capo, direzione — contro il 15.8 per cento degli altri annunci. Se l’impiego comprendeva conduzione, deve comparire nei punti elenco: dimensione del team, budget, sistemi, volumi.

Allungare le date per chiudere gli intervalli. La correzione giusta è strutturale: un blocco per agenzia con un periodo complessivo continuo e i singoli impieghi come sottorighe. La cronologia resta esatta e la pagina smette di apparire frammentata.

Le cifre di mercato sono state contate il 22 agosto 2026 sugli annunci attivi quel giorno su SwissJobs.app. Un annuncio è considerato a termine o temporaneo se il suo tipo d’impiego strutturato è temporary o contract, oppure se il titolo o la breve descrizione contengono una delle radici temporär, temporaire, temporaneo, befristet, fixed-term, CDD, Aushilfe, Vertretung, remplacement, sostituzione, Saison; stage, tirocini e posti per studenti sono esclusi. Le durate sono contate solo per gli annunci che indicano un numero di mesi nel titolo o nella breve descrizione. I settori professionali sono ricavati dalle parole del titolo, quindi le quote per settore vanno lette come ordini di grandezza. Le citazioni legali provengono dalla legge sul collocamento e il prestito di personale e dal Codice delle obbligazioni nella versione pubblicata su fedlex; le indicazioni sul contratto collettivo dall’elenco della SECO dei contratti collettivi di obbligatorietà generale della Confederazione.

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Fonti

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Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero

Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.

Lingua in cui è scritto l’annuncio

Deutsch
60%
English
23%
Français
13%
Italiano
3%

Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede

Deutsch
70%
English
43%
Français
21%
Italiano
3%

19% pubblicati negli ultimi 7 giorni · Mercati principali: Zürich 18% · Bern 10% · Genève 5% · Basel 5%