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Lettera di motivazione

Quali formule risultano datate in una lettera di motivazione?

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In breve

Invecchiano più in fretta tre famiglie di formule: l’esordio cerimonioso («Con la presente mi pregio di sottoporre alla Vostra cortese attenzione»), l’indirizzo alla ditta anziché a una persona («Spett.le Ditta», «Egregi Signori») e i verbi della busta («allego alla presente», «Vi rimetto in allegato»). Il modello ufficiale svizzero non fa nulla di tutto questo: orientamento.ch apre con «Gentile signora Bernasconi / Egregio signor Bernasconi» e chiude con «Cordiali saluti, firma elettronica, nome e cognome».

Il motivo per cui una formula suona vecchia è quasi sempre lo stesso: descrive un’operazione che non avviene più. «Allego alla presente» presuppone una busta con dentro qualcosa. Quando i documenti vengono caricati in tre campi di un formulario, non c’è nulla di allegato alla lettera: il verbo indica un gesto scomparso, e chi legge se ne accorge.

C’è però un errore opposto, altrettanto frequente: modernizzare parole che qui sono vive. «Autista» compare nel 3,6 per cento degli intitolati in lingua italiana del nostro inventario, mentre «conducente» non compare affatto. «Contabile» è allo 0,6 per cento. Non è l’orecchio a decidere che cosa è datato: è l’annuncio, ed è misurabile.

Che cosa scrivono gli annunci in italiano — e che cosa non scrivono più
Che cosa scrivono gli annunci in italiano — e che cosa non scrivono piùapprendista14.6per cento degli annunci in lingua italianaspecialista, specialist6.2per cento degli annunci in lingua italianacollaboratore, collaboratrice4.2per cento degli annunci in lingua italianaautista3.6per cento degli annunci in lingua italianaresponsabile3.6per cento degli annunci in lingua italianainformatica, IT, ICT3.1per cento degli annunci in lingua italianaaddetto, addetta1.4per cento degli annunci in lingua italianasegretaria, CED, rappresentante0per cento degli annunci in lingua italiana

Conteggio sugli annunci in lingua italiana attivi su SwissJobs.app, stato al 23 agosto 2026, sull’intitolato del posto così come l’ha scritto il datore di lavoro. Gli annunci in italiano sono la parte più piccola dell’inventario, e la loro composizione è concentrata su poche categorie. L’ultima barra riunisce «segretaria», «CED», «elaborazione dati», «rappresentante» e «dattilografa».

  • «Con la presente mi pregio di sottoporre alla Vostra cortese attenzione la mia candidatura» → «Mi candido per il posto di assistente di direzione all’80 per cento, annunciato il 12 agosto». La prima frase impiega quindici parole per dire che state scrivendo; la seconda dice a quale dei posti aperti vi riferite.
  • «Spett.le Ditta» / «Egregi Signori» → «Gentile signora Bernasconi» quando l’annuncio dà un nome, «Gentili signore, egregi signori» quando non lo dà. Sono le due forme che il modello ufficiale di orientamento.ch stampa; la lettera va a una persona o a un gruppo di persone, non a una ragione sociale.
  • «Allego alla presente il mio curriculum» → toglietelo. Se caricate i file in un formulario non c’è niente di allegato alla lettera. Se volete una riga, tenete quella degli allegati in fondo: il modello ufficiale la mantiene e permette di ridurla a «Dossier di candidatura» quando manca lo spazio.
  • «In attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo distinti ossequi» → «Cordiali saluti». Gli ossequi appartengono alla corrispondenza formale verso un’autorità. La formula svizzera standard è quella che il modello ufficiale stampa, ed è sufficiente in qualunque procedura.
  • «Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003» → toglietela. Cita un decreto italiano che non riguarda un datore di lavoro svizzero: in Svizzera vale la legge federale sulla protezione dei dati (LPD), sorvegliata dall’IFPDT, che secondo il suo stesso sito vigila affinché «gli organi federali e le aziende private non trattino i dati personali in modo illegale».
  • «Fiducioso in un Vostro benevolo accoglimento della mia domanda» → «Sono disponibile per un colloquio dal 1° ottobre». La disponibilità con una data è un’informazione che serve davvero a chi seleziona; l’attesa fiduciosa occupa il posto migliore della lettera senza dire nulla.

Perché proprio queste formule suonano vecchie

Le formule che invecchiano più in fretta hanno tutte lo stesso difetto: nominano un oggetto o un gesto che è sparito. «Allego alla presente», «Vi rimetto in allegato», «unitamente alla presente Vi trasmetto» presuppongono una busta. «Resto in attesa di un cenno di riscontro» presuppone una risposta scritta su carta intestata. Una candidatura caricata in un formulario non contiene nulla di tutto ciò, e la frase resta a girare a vuoto.

«Mi pregio» appartiene a un registro diverso ancora: quello della domanda rivolta a un’autorità. Ci si pregia di comunicare, di sottoporre, di informare. Rispondere a un annuncio non è nessuna di queste cose — l’azienda ha chiesto candidature e voi ne mandate una. La formula sposta il rapporto su un piano gerarchico che l’annuncio non ha stabilito.

«Spett.le Ditta» è il caso più visibile perché sta in cima alla pagina. Indirizza la lettera a una ragione sociale invece che a una persona, e nel farlo rinuncia all’unico elemento della busta che si può personalizzare. Il modello ufficiale svizzero fa l’opposto: chiede di indicare, «se è indicato nell’annuncio di tirocinio, il nome della persona o del reparto competente», e stampa l’appellativo con il cognome.

Infine le formule che si scusano: «mi scuso per il disturbo», «Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrete dedicarmi», «spero vivamente di non aver abusato del Vostro tempo». In una lettera di una pagina ognuna di queste frasi toglie spazio a un argomento ricavato dall’annuncio, e nessuna di esse aggiunge cortesia che la struttura della lettera non abbia già.

La prova non è il manuale di stile, è l’annuncio

Gli elenchi di frasi da evitare invecchiano a loro volta, e quasi tutti sono scritti per il mercato italiano. Esiste invece una prova che non invecchia e che vale esattamente per il posto a cui puntate: il vocabolario dell’annuncio. Quello che il datore di lavoro ha scritto nell’intitolato è, per definizione, la designazione in uso da lui in questo momento.

Il conteggio sugli annunci in lingua italiana del nostro inventario mostra quanto sia netta la differenza. «Segretaria», «CED», «elaborazione dati», «rappresentante» e «dattilografa» messi insieme non compaiono in nessun intitolato. I termini in uso ci sono tutti: «apprendista» nel 14,6 per cento, «specialista» nel 6,2 per cento, «collaboratore» o «collaboratrice» nel 4,2 per cento, «responsabile» nel 3,6 per cento, «informatica», «IT» o «ICT» nel 3,1 per cento.

Va detto con onestà che gli annunci in lingua italiana sono la parte più piccola dell’inventario e che la loro composizione è concentrata: la quota altissima di «apprendista» dipende da questa concentrazione, non dal fatto che in Ticino si assumano soprattutto apprendisti. Per questo le percentuali italiane vanno lette come indicazioni di presenza o assenza di un termine, non come una fotografia del mercato ticinese.

L’assenza, però, è proprio la parte solida: un termine che non compare in nessun intitolato non è una stima, è un fatto sull’insieme misurato. E la regola pratica che ne discende è semplice: riportate l’intitolato del posto parola per parola nell’oggetto della lettera. Orientamento.ch lo scrive esplicitamente — inserire il nome della professione «esattamente come riportata nell’annuncio». Una parola copiata dall’annuncio non può essere quella datata.

La clausola sulla privacy italiana non va in Svizzera

C’è una riga che compare in moltissime candidature scritte in italiano e che non è soltanto datata: è fuori giurisdizione. È la formula «autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003», spesso in fondo al curriculum, a volte anche in chiusura della lettera.

Il decreto citato è italiano. Un datore di lavoro con sede in Svizzera non tratta i vostri dati in base a quella norma: in Svizzera si applica la legge federale sulla protezione dei dati, sorvegliata dall’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza. Il sito dell’IFPDT descrive così il proprio compito: come autorità di controllo protegge la sfera privata di ogni persona «garantendo che gli organi federali e le aziende private non trattino i dati personali in modo illegale».

Il punto pratico non è giuridico ma di lettura. Chi seleziona vede una riga in legalese che rimanda a una norma di un altro Paese e ne ricava, correttamente, che il documento è stato riusato senza adattarlo. È lo stesso segnale del curriculum che riporta ancora la dicitura di una città italiana nell’intestazione, o della lettera che si chiude con la formula lunga imparata a scuola.

La soluzione è togliere la riga e non sostituirla con nulla. Non serve una dichiarazione di consenso perché possiate essere valutati: mandare la candidatura è già l’atto con cui trasmettete i vostri dati per quella finalità. Se un’azienda ha bisogno di un consenso specifico — per esempio per tenervi in evidenza dopo la selezione — è lei a chiederlo, con il proprio modulo.

Che cosa sembra datato ma non lo è

Tre elementi vengono regolarmente cancellati perché «fanno vecchio», e in tutti e tre i casi le fonti ufficiali svizzere raccomandano l’opposto.

Il primo è la riga degli allegati in fondo alla lettera. Sembra un residuo della carta, e invece orientamento.ch la mantiene come elemento numerato del modello: «Fai un elenco degli allegati. In caso di mancanza di spazio puoi semplicemente scrivere ‹Dossier di candidatura›.» Datato è l’inventario su quattro righe — curriculum, copie dei certificati, copie dei diplomi, referenze, fototessera —, non la riga in sé.

Il secondo è la nota sulle referenze. I manuali anglosassoni la classificano fra le frasi di riempimento. Lavoro.swiss, il sito della SECO, scrive invece che «in una nota del CV solitamente si indica che si possono fornire le referenze su richiesta» e che le referenze possono essere consegnate durante il colloquio. Toglierla per sembrare aggiornati significa allontanarsi dalla raccomandazione federale.

Il terzo è l’appellativo formale. «Gentili signore, egregi signori» non è un ripiego: il modello ufficiale lo indica come la forma da usare «se non si conosce il nome della persona responsabile», accanto alla forma con il cognome. Sostituirlo con «Buongiorno», «Salve» o con nessun appellativo è la scelta rischiosa, non quella moderna.

Il criterio, alla fine, è uno solo e si applica a ogni frase della lettera: non chiedetevi se suona antica, chiedetevi se quello che dice avviene ancora. Una busta non c’è più, un decreto italiano non si applica, un’autorità da cui implorare un accoglimento non esiste. Una riga di allegati, un appellativo formale e una nota sulle referenze, invece, corrispondono a convenzioni tuttora in vigore — e vanno lasciate dove sono.

I dati di mercato provengono dagli annunci attivi su SwissJobs.app il 23 agosto 2026 e sono espressi in quote, mai in volumi assoluti. I conteggi riguardano l’intitolato del posto così come lo ha scritto il datore di lavoro; la base è costituita dagli annunci la cui lingua del testo è identificata senza ambiguità come italiano, che sono la parte più piccola dell’inventario. Si conta una grafia, non un significato. Le citazioni sull’appellativo, sull’oggetto, sulla riga degli allegati, sulla formula di chiusura e sulla nota delle referenze provengono da orientamento.ch (CSFO, su incarico dei Cantoni) e da lavoro.swiss (SECO); la citazione sul compito di vigilanza proviene dal sito dell’IFPDT. Tutte le pagine sono state consultate il 23 agosto 2026.

Lettera di presentazione dall’annuncio: gratis

Fonti

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Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero

Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.

Lingua in cui è scritto l’annuncio

Deutsch
60%
English
23%
Français
13%
Italiano
3%

Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede

Deutsch
70%
English
43%
Français
21%
Italiano
3%

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