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Lettera di motivazione

Come menziono una lacuna nella lettera di motivazione?

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In breve

Una frase, non di più, e finisce al presente. Indicate il periodo con mese e anno, dite con un solo sostantivo che cosa conteneva e chiudete con la data a partire dalla quale siete disponibili. Il motivo non lo dovete a nessuno: secondo l’art. 328b CO il datore di lavoro può trattare dati sul lavoratore soltanto in quanto si riferiscano all’idoneità lavorativa. Il curriculum data la lacuna, la lettera le dà una direzione. Raccontare due volte la stessa cosa è l’errore vero.

Le due versioni più diffuse sbagliano in modo speculare. La prima distribuisce l’interruzione su tre paragrafi, con antefatto, giustificazione e una punta di scusa: da quel momento la lettera parla della lacuna e non più del posto. La seconda tace e spera che nessuno faccia i conti. I conti però ci sono già, perché il dossier svizzero consegna le date: secondo l’art. 330a cpv. 1 CO ogni attestato di lavoro indica la natura e la durata del rapporto di lavoro, e gli attestati viaggiano come allegati. La lettera non deve ripetere quelle date: deve aggiungerne una.

Quella data mancante è misurabile. Fra gli annunci svizzeri che raccogliamo e che hanno una descrizione breve, solo lo 0,6 per cento accenna a un’entrata in servizio o alla disponibilità, e nei titoli degli annunci lo fa lo 0,4 per cento. Al contrario, il 76,4 per cento parla di esperienza, ma solo il 5,2 per cento la quantifica in anni. Il criterio che una lacuna dovrebbe incrinare — la continuità contata in anni — quasi mai è il criterio applicato, mentre la casella lasciata vuota, quella del calendario, è vostra.

Che cosa dicono gli annunci svizzeri e che cosa lasciano a voi
Che cosa dicono gli annunci svizzeri e che cosa lasciano a voicitano l’esperienza in qualche forma76.4%la quantificano in anni5.2%annunci in italiano che la quantificano in anni7%indicano entrata in servizio o disponibilità0.6%

Quota degli annunci svizzeri raccolti che hanno una descrizione breve; conteggio corrente, agosto 2026. La terza barra isola gli annunci redatti in italiano. Un termine assente significa « non messo in evidenza », non « mai citato ».

  • Tre componenti, una frase: il periodo con mese e anno, un sostantivo per il contenuto, una data per la disponibilità. « Da marzo a settembre 2026 ho concluso la formazione in contabilità; sono disponibile dal 1° ottobre. » Il trattamento finisce qui.
  • La frase non va in apertura. Va nel penultimo paragrafo, quello in cui parlate comunque di entrata in servizio, grado di occupazione e termine di disdetta. In prima riga la stessa formulazione trasforma l’interruzione nel titolo della vostra candidatura.
  • Il motivo non è dovuto. Art. 328b CO: « Il datore di lavoro può trattare dati concernenti il lavoratore soltanto in quanto si riferiscano all’idoneità lavorativa o siano necessari all’esecuzione del contratto di lavoro. » Una diagnosi non riguarda l’idoneità; il ritorno alla piena capacità lavorativa sì.
  • I motivi familiari ancora meno. L’art. 3 cpv. 1 della legge sulla parità dei sessi vieta di pregiudicare i lavoratori « segnatamente con riferimento allo stato civile, alla situazione familiare o a una gravidanza », e il cpv. 2 precisa che il divieto vale « in particolare all’assunzione » — cioè già nella procedura in cui la vostra lettera viene letta.
  • La legge quantifica perfino il caso. Se la discriminazione consiste nel rifiuto di un’assunzione, l’art. 5 cpv. 2 dà diritto a un’indennità che secondo il cpv. 4 non eccede l’equivalente di tre mesi di salario. Non state scrivendo in un vuoto giuridico.
  • Togliete « purtroppo », il condizionale e la domanda anticipata. « Si chiederà certamente perché… » crea il dubbio che vorrebbe sciogliere. Una proposizione datata all’indicativo lo chiude.
  • Sotto i tre mesi non dite nulla. Fra due impieghi il termine di disdetta e le vacanze lasciano spesso da quattro a otto settimane; una frase su questo inventa un tema invece di risolverlo.

Il curriculum data, la lettera orienta

Nel dossier svizzero i due documenti hanno compiti separati, ed è proprio lì che quasi tutte le formulazioni falliscono. Il curriculum tiene la cronologia: mese, anno, denominazione, nella stessa colonna di qualsiasi impiego. La lettera tiene l’intenzione: perché questo posto, quale prova, da quando. Recuperare nella lettera ciò che il curriculum ha già sistemato raddoppia l’interruzione invece di chiuderla.

Il dossier ha già fatto i conti al posto vostro. Poiché l’art. 330a cpv. 1 CO permette di chiedere in ogni momento un attestato che indichi natura e durata del rapporto di lavoro, le date di inizio e fine dei vostri impieghi si trovano negli allegati che consegnate. Una lettera che le ripete non aggiunge nulla; una lettera che aggiunge una data in avanti fornisce l’unica informazione di calendario che l’annuncio di regola lascia aperta.

Le indicazioni ufficiali si fermano appena prima della vostra domanda, ed è utile saperlo per non cercare una regola che non esiste. arbeit.swiss, il portale della SECO, descrive che cosa è la lettera: « il vostro biglietto da visita personale che vi consente di mostrare le vostre abilità comunicative ed espressive », e aggiunge che « una buona lettera di presentazione fornisce al potenziale datore di lavoro una panoramica delle vostre competenze, qualifiche e motivazione in relazione al posto vacante ». Poi elenca gli elementi formali: indirizzo del mittente, indirizzo del destinatario, data, oggetto, appellativo, formula di saluto e firma. Sulle interruzioni, niente.

La regola deve quindi nascere da ciò che è verificabile: il dossier, l’annuncio e il diritto. Una frase è ciò che sopravvive a tutti e tre i filtri. Vale in Ticino come nel resto del Paese, perché nessuna di queste tre fonti è cantonale: il Codice delle obbligazioni è federale, gli allegati sono gli stessi ovunque e la lingua dell’annuncio conta più del cantone in cui l’azienda ha sede.

Costruire la frase

Primo componente: il periodo, scritto come nel curriculum, con mese e anno, senza aggettivi. Secondo componente: un sostantivo che nomina il contenuto — formazione, assistenza a un familiare, convalescenza, soggiorno all’estero, ricerca di impiego. Terzo componente: una data, oppure la parola « subito ». Una frase costruita così non può implorare, e la postura implorante è quella che costa i colloqui.

Cinque versioni collaudate. Formazione: « Da marzo a settembre 2026 ho concluso il corso di specializzazione in contabilità e sono disponibile dal 1° ottobre. » Assistenza: « Da gennaio a luglio 2026 ho assistito un familiare; il periodo si è concluso e posso iniziare subito. » Salute: « Da giugno 2026 sono di nuovo pienamente abile al lavoro. » Rientro dall’estero: « Da settembre 2025 a giugno 2026 ho vissuto in Canada, dove ho portato l’inglese a livello professionale. » Ricerca in corso: « Sono in cerca di impiego da maggio 2026 e potrei entrare in servizio immediatamente. »

Ciò che rovina la frase sono gli avverbi e il condizionale. « Purtroppo », « inaspettatamente », « dopo lunga riflessione »: ognuna di queste parole sposta il tono dalla constatazione alla giustificazione, e una giustificazione presuppone un rimprovero che nessuno ha formulato. Stesso effetto con il passivo: « il rapporto di lavoro è stato sciolto » suona più evasivo di « la mia funzione è stata soppressa a fine maggio ».

Una seconda frase è ammessa a una sola condizione: che il periodo abbia prodotto qualcosa di utile proprio per questo posto. Un corso concluso con ente e data, un livello linguistico che potete nominare, un impegno di volontariato con responsabilità reali. È una prova dello stesso tipo di quella che portereste per un impiego. Tutto ciò che non supera questa verifica resta fuori.

Che cosa verifica davvero l’annuncio

La paura della lacuna poggia su un presupposto che si può controllare nel testo degli annunci: che i datori di lavoro contino anni ininterrotti. Raramente lo fanno. Fra gli annunci raccolti con una descrizione, il 76,4 per cento cita l’esperienza in qualche forma, ma solo il 5,2 per cento la quantifica; di tutti gli annunci che parlano di esperienza, il 93,2 per cento non indica alcun numero. Si chiede quindi un tipo di esperienza, non una quantità.

La lingua dell’annuncio pesa più del settore. Gli annunci in tedesco quantificano l’esperienza nello 0,7 per cento dei casi, quelli in francese nel 9,9, quelli in italiano nel 7,0 e quelli in inglese nel 12,5 per cento. Chi si candida in Ticino incontra dunque un numero di anni in circa un annuncio su quattordici: più spesso che nella Svizzera tedesca, molto meno spesso di quanto lasci credere la letteratura anglosassone sui colloqui.

Quando un numero compare, di solito sono cinque anni — il 34,3 per cento degli annunci quantificati — seguiti da tre anni con il 21,1 per cento e da due anni con l’11,5. La risposta è aritmetica, non retorica: contate gli anni pertinenti e non gli anni civili dal diploma, e scrivete il risultato, per esempio « sei anni in contabilità clienti, di cui quattro con la responsabilità delle chiusure ». La lacuna non si somma e non si sottrae: sta datata nel curriculum, e lì la questione è chiusa.

C’è poi un’aspettativa che quasi nessun annuncio dichiara: solo il 2,1 per cento delle descrizioni raccolte parla di introduzione, inserimento o affiancamento iniziale. Chi rientra dopo una pausa lunga faccia quindi stare nella lettera una riga che dimostri che il raccordo è già avvenuto — una certificazione aggiornata, un corso recente, una missione temporanea. Non come scusa, ma come prova che la rimessa in pari è alle spalle.

Che cosa non dovete spiegare

Il limite di ciò che un datore di lavoro può trattare sul vostro conto è scritto nel diritto del contratto di lavoro. Art. 328b CO: « Il datore di lavoro può trattare dati concernenti il lavoratore soltanto in quanto si riferiscano all’idoneità lavorativa o siano necessari all’esecuzione del contratto di lavoro. Inoltre, sono applicabili le disposizioni della legge federale del 25 settembre 2020 sulla protezione dei dati. » Questa frase è un ottimo strumento di revisione: se un passaggio della bozza non riguarda l’idoneità, non deve esserci.

Per le interruzioni dovute alla salute la conseguenza è una regola di lingua: scrivete il ritorno, non la diagnosi. « Pienamente abile al lavoro da giugno 2026 » è l’affermazione che riguarda l’idoneità. La malattia, la terapia e la prognosi non la riguardano, e metterle per iscritto apre una conversazione che non porta alcun vantaggio a chi si candida.

Per le interruzioni familiari interviene la legge sulla parità dei sessi. Art. 3 cpv. 1: « Nei rapporti di lavoro, uomini e donne non devono essere pregiudicati né direttamente né indirettamente a causa del loro sesso, segnatamente con riferimento allo stato civile, alla situazione familiare o a una gravidanza. » Il cpv. 2 elenca gli ambiti e mette l’assunzione al primo posto, prima dell’attribuzione dei compiti, della retribuzione, della formazione e del licenziamento.

La legge non resta astratta. Se la discriminazione consiste nel rifiuto di un’assunzione, la persona lesa può pretendere un’indennità secondo l’art. 5 cpv. 2, indennità che secondo il cpv. 4 non eccede l’equivalente di tre mesi di salario. Non è un argomento da inserire in una lettera di motivazione: è una ragione per non scrivere quella lettera come se fosse una richiesta di permesso. Un congedo parentale è un periodo con una fine, non una domanda di clemenza.

Se la lacuna è ancora aperta

Una ricerca di impiego in corso è il caso più semplice da scrivere, perché sta al presente e sfocia in una data che dipende da voi. « Sono in cerca di impiego da maggio 2026 e posso iniziare subito » è una frase completa. La disponibilità immediata è l’unica situazione in cui un’interruzione diventa un vantaggio nella lettera — e visto lo 0,6 per cento di annunci che dicono qualcosa sul calendario, è un vantaggio che dovete segnalare voi.

Se il termine di disdetta è ancora in corso, mettetelo nello stesso paragrafo come data e non come durata. « Disponibile dal 1° dicembre » si controlla su un calendario; « termine di disdetta di tre mesi » chiede a chi legge di fare un calcolo, e chi legge in fretta non lo fa. Se servono entrambi, prima la data e poi il termine fra parentesi.

Il grado di occupazione è l’altra leva, e su questo gli annunci svizzeri sono insolitamente espliciti: il 22,1 per cento indica una percentuale già nel titolo e nel 73,5 per cento di quei casi il limite inferiore sta sotto il cento per cento — il 45,7 per cento parte da 80–99 per cento, il 18,5 per cento da 50–79, l’8,6 per cento da 20–49. Rientrare a tempo parziale non va quindi negoziato controcorrente: in molti annunci la forcella è stampata nel titolo, e « ingresso all’80 per cento, passaggio al 100 per cento da gennaio » ci sta dentro.

Non aspettate nemmeno che una soluzione ponte si annunci da sola: solo lo 0,9 per cento dei titoli raccolti segnala una supplenza, un incarico a termine o un impiego temporaneo. Questi ponti esistono, ma nel titolo sono quasi invisibili: ci si arriva candidandosi, non cercando finché appare l’annuncio perfetto. Un’ultima verifica prima di inviare: se rileggendo la vostra lettera la prima cosa che ricordate è l’interruzione, cancellate una frase. Di solito ne avete scritta una di troppo.

I dati di mercato provengono dal nostro conteggio corrente degli annunci di lavoro svizzeri che raccogliamo, stato agosto 2026. I conteggi su esperienza, anni, inserimento e disponibilità si riferiscono agli annunci corredati da una descrizione breve — quasi tre quarti dell’insieme; un termine assente significa quindi « non messo in evidenza » e non necessariamente « mai citato ». Le cifre su grado di occupazione e incarichi temporanei sono lette nei titoli degli annunci. Pubblichiamo quote e mai cifre assolute, e sono possibili differenze di arrotondamento. I riferimenti giuridici provengono dal Codice delle obbligazioni e dalla legge sulla parità dei sessi nella versione pubblicata su fedlex.admin.ch e non sostituiscono una consulenza legale.

Lettera di presentazione dall’annuncio: gratis

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Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.

Lingua in cui è scritto l’annuncio

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Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede

Deutsch
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Français
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Italiano
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