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Lettera di motivazione

A chi indirizzo la lettera di motivazione se l’annuncio non indica alcun nome?

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In breve

«Gentili signore, egregi signori»: è la formula che il modello ufficiale di orientamento.ch prevede quando non si conosce la persona responsabile, non l’ammissione di una ricerca fatta male. Lo stesso modello risolve anche l’altra metà della domanda, quella che riguarda l’indirizzo del destinatario: lì si può indicare «il nome della persona o del reparto competente». Se poi un nome esista davvero non dipende dalla vostra pazienza ma dal percorso di candidatura: per il 27,5 per cento degli annunci attivi nella nostra base il link porta a un portale di reclutamento il cui indirizzo non nomina nemmeno il datore di lavoro.

È il punto che i consigli abituali saltano. Trattano l’appellativo come un compito di ricerca — setacciare il sito, telefonare, al limite tirare a indovinare — senza guardare dove finisce davvero la candidatura. Noi l’abbiamo contato. Per il 35,2 per cento degli annunci il link porta al sito del datore di lavoro, dove quasi sempre esiste una pagina con il team o i contatti e un nome si trova in uno o due clic. Per un altro 22,9 per cento il modulo sta su un portale di reclutamento, ma sotto un indirizzo che porta il nome dell’azienda. Per il 27,5 per cento l’indirizzo è neutro, per il 14,5 per cento si tratta di un altro sito di terzi. In totale, il 58,1 per cento dei link di candidatura contiene una parola del nome dell’azienda; il 41,9 per cento no.

Lo stesso conteggio dice fin dove conviene cercare: il 43,8 per cento degli annunci porta a un indirizzo attraverso cui pubblicano più datori di lavoro. Quell’indirizzo è di un fornitore di servizi, non di un’azienda, e nessuna ricerca lo trasforma in una persona. In quei casi la formula neutra non è tollerata: è l’unica riga corretta, e il lavoro che un nome avrebbe dovuto svolgere si sposta nell’oggetto e nella prima frase.

Dove porta davvero il link di candidatura
Dove porta davvero il link di candidaturaSito del datore di lavoro35.2per cento degli annunci attiviPortale con il nome dell’azienda22.9per cento degli annunci attiviPortale con indirizzo neutro27.5per cento degli annunci attiviAltro sito di terzi14.5per cento degli annunci attivi

Conteggio su tutti gli annunci attivi di SwissJobs.app, stato al 23 agosto 2026. «Sito del datore di lavoro» significa che l’indirizzo di destinazione non appartiene a nessuno dei portali di reclutamento noti e contiene una parola del nome dell’azienda. «Portale con il nome dell’azienda» significa un portale noto il cui sottoindirizzo porta il nome del datore di lavoro. Forme giuridiche e parole generiche come Group o Svizzera non entrano nel confronto.

  • Senza nome nell’annuncio: «Gentili signore, egregi signori», seguito da una riga vuota. Niente punto esclamativo, niente «Salve», niente barre oblique, niente «Gentile team di selezione» inventato per l’occasione.
  • Con un nome: «Gentile signora Bernasconi» oppure «Egregio signor Bernasconi». In italiano, come in tedesco, il cognome entra nella formula di saluto iniziale; in francese invece la formula resta «Madame,» o «Monsieur,» senza cognome. Una lettera tradotta parola per parola si tradisce alla prima riga.
  • Nell’indirizzo del destinatario il reparto sostituisce la persona: «Muster SA, Risorse umane» sopra la via, il numero postale e la località è un indirizzo corretto. Il modello ufficiale lo dice esplicitamente — persona «o reparto competente».
  • Guardate il link di candidatura prima di cercare il nome. Se l’indirizzo porta il nome dell’azienda — succede nel 58,1 per cento degli annunci — un nome è spesso a due clic. Se l’indirizzo è neutro, smettete di cercare dopo cinque minuti.
  • Mai prendere un nome dal registro di commercio o dall’impressum. Scrivere alla direzione perché nessun altro era rintracciabile mette il dossier nelle mani di qualcuno la cui unica mossa possibile è inoltrarlo.
  • Mai indovinare l’appellativo. Andrea, Sascha, Kim e Noa in Svizzera valgono per entrambi i sessi, e un «Egregio» sbagliato in prima riga costa più di una formula neutra. Se l’annuncio riporta un titolo accademico, riprendetelo esattamente.

Che cosa dice davvero il modello ufficiale

Il portale dell’orientamento dei Cantoni pubblica un modello di lettera anche in italiano, e la domanda vi compare in due punti distinti. Sotto «Persona di riferimento» si legge: «Se è indicato nell’annuncio: menziona il nome della persona o del reparto competente» — quindi solo se indicato, e il reparto basta. Sotto «Formula di saluto iniziale» compaiono i due casi affiancati: «Gentile signora Bernasconi / Egregio signor Bernasconi» e «Gentili signore, egregi signori: se non si conosce il nome della persona responsabile».

Il modello è scritto per le candidature a un posto di tirocinio. Per gli adulti, arbeit.swiss, gestito dalla Segreteria di Stato dell’economia, elenca gli stessi elementi formali della lettera — indirizzo del mittente, indirizzo del destinatario, data, oggetto, appellativo, formula di saluto e firma — e non prescrive alcuna regola sui nomi.

In Svizzera, dunque, nessuna autorità vi chiede di trovare un nome. Una vi autorizza a usarlo quando l’annuncio lo stampa. La differenza è pratica: chi considera l’appellativo neutro un difetto da riparare investe telefonate e minuti in una riga che nessuno valuterà, invece di lavorare sul confronto fra il proprio profilo e i requisiti dell’annuncio.

L’indirizzo del destinatario è l’altra metà della domanda

«A chi la indirizzo» riguarda due righe collocate in due punti diversi del foglio. L’appellativo sta subito sopra la prima frase. L’indirizzo del destinatario sta in alto, occupa tre o quattro righe, ed è quello che nella lettera classica indirizza davvero. Entrambi possono fare a meno di un nome, ma non allo stesso modo.

Nell’indirizzo, un reparto sostituisce integralmente una persona. Nell’appellativo no: «Gentile ufficio del personale» si rivolge a un’unità organizzativa come se fosse un essere umano, ed è l’errore più frequente fra chi cerca di riempire il vuoto. Si nota più della formula neutra che voleva evitare.

Se l’annuncio non indica né persona, né reparto, né indirizzo postale, restano il nome dell’azienda e la località. E quando la candidatura passa da un modulo online, il blocco sparisce del tutto: quello che caricate è un documento senza busta, e un indirizzo postale ricostruito a mano non lo rende più ufficiale.

Il percorso di candidatura decide se un nome esiste

Per ogni annuncio attivo abbiamo verificato dove porta il link di candidatura e abbiamo diviso le destinazioni in quattro gruppi. Il 35,2 per cento porta al sito dell’azienda. Il 22,9 per cento a un portale di reclutamento noto, ma sotto un sottoindirizzo che porta il nome dell’azienda. Il 27,5 per cento a un portale con indirizzo neutro. Il 14,5 per cento a un altro sito di terzi: portali di amministrazioni cantonali, siti di settore, sistemi di singoli fornitori.

Ogni gruppo comporta un impegno diverso. Nel primo esiste quasi sempre una pagina con il team, l’ufficio del personale o la direzione della sede: un nome trovato lì è utilizzabile se la funzione corrisponde al posto. Nel secondo il datore di lavoro è identificato, ma il portale non mostra persone, e per un nome bisogna passare dal sito aziendale. Nel terzo spesso non si sa nemmeno con certezza quale azienda stia assumendo.

La singola destinazione più grande della nostra base, del resto, non appartiene a un datore di lavoro ma a un marchio di collocamento: vi porta il 10,6 per cento degli annunci attivi. In quel caso a leggere per prima è una consulente, e l’azienda finale viene talvolta nominata solo al primo colloquio. Indirizzare la lettera «alla direzione» significherebbe indirizzarla alla società sbagliata.

Infine il 43,8 per cento degli annunci porta a un indirizzo condiviso da più datori di lavoro. Dice sulla persona che vi leggerà quanto una cassetta delle lettere dice sugli inquilini.

In Ticino la ricerca del nome rende più spesso

Gli annunci scritti in italiano sono l’1,6 per cento della nostra base, contro il 41,6 per cento in tedesco, il 20,2 per cento in inglese e il 9,7 per cento in francese. È una quota piccola, e questo ha una conseguenza diretta: chi cerca lavoro in italiano incontra spesso annunci pubblicati da aziende la cui sede amministrativa non è in Ticino.

Il comportamento però è favorevole. Degli annunci localizzati in Ticino, solo il 26,3 per cento porta a un portale di reclutamento; fra gli annunci in lingua italiana la quota è del 48,7 per cento, contro il 65,7 per cento degli annunci in inglese. Dove la candidatura arriva direttamente all’azienda, cercare un nome ha più probabilità di riuscire — cinque minuti sul sito aziendale, non di più.

Attenzione alla lingua dell’appellativo: per il 35,9 per cento degli annunci lo stesso datore di lavoro pubblica nello stesso periodo anche in un’altra lingua. L’appellativo segue la lingua dell’annuncio, non la sede della società. Un annuncio in tedesco di un’azienda con stabilimento in Ticino riceve «Sehr geehrte Damen und Herren», non la formula italiana usata come segno di appartenenza.

Tre destinatari, tre risposte corrette

L’agenzia di collocamento. Se dietro l’annuncio c’è una società di selezione del personale, a leggere è la consulente; se il nome compare, va nell’appellativo, e l’azienda finale resta nel testo come «la vostra cliente» o non compare affatto. arbeit.swiss elenca il collocamento privato e l’executive search fra i canali ordinari della ricerca d’impiego: non è una deviazione, è un altro destinatario.

L’amministrazione. Circa il 6,0 per cento dei nostri annunci attivi proviene da Cantoni, città, comuni, ospedali cantonali, università e uffici federali. Lì la via di servizio è la regola: l’annuncio nomina l’unità, non la persona, e il dossier viene assegnato internamente dopo l’arrivo. La formula neutra con l’unità nell’indirizzo è la forma corretta.

Il grande datore di lavoro. Il 54,2 per cento degli annunci con indicazione cantonale proviene da aziende che pubblicano contemporaneamente in più di un Cantone. Per indirizzare la lettera a una persona bisognerebbe sapere quale sede detiene il posto: un’informazione che l’annuncio spesso non dà e di cui la candidatura non ha bisogno.

Quando un nome c’è: quattro modi di sbagliarlo

Il primo è il modello non finito, con la barra obliqua ancora al suo posto: «Gentile/Egregio». Non mostra prudenza, mostra un file riletto fino alla penultima riga.

Il secondo è l’appellativo indovinato. I nomi propri validi per entrambi i sessi sono abbastanza frequenti perché il margine d’errore non sia trascurabile, e un appellativo sbagliato pesa più di una formula neutra. Se compare solo il nome di battesimo, «Gentili signore, egregi signori» resta la riga migliore.

Il terzo è il livello di dettaglio: togliere un titolo accademico che l’annuncio riporta, oppure aggiungerne uno che non c’è. Se l’annuncio scrive «Dott.ssa Bernasconi», si scrive «Gentile dott.ssa Bernasconi».

Il quarto è il nome preso dall’impressum. È rintracciabile, ed è proprio per questo che tenta, ma non è quasi mai la persona competente. In Svizzera la distanza formale dura più a lungo di quanto si creda: passare al nome di battesimo prima che lo faccia il datore di lavoro suona come uno scarto di registro, non come calore umano. E il 21,1 per cento degli annunci attivi condivide parola per parola datore di lavoro e titolo con almeno un altro annuncio aperto: a identificare la candidatura sono il numero di riferimento, il luogo di lavoro e il grado di occupazione, non il nome in cima alla pagina.

Tutte le quote sono contate sugli annunci attivi di SwissJobs.app, stato al 23 agosto 2026. Per destinazione si intende il nome host del link di candidatura registrato con l’annuncio. «Portale di reclutamento noto» rimanda a un elenco fisso di portali di candidatura diffusi: la classificazione tende quindi a sottostimarli, non a sopravvalutarli. «Porta il nome dell’azienda» significa che una parola di almeno quattro lettere del nome dell’azienda compare nell’indirizzo di destinazione, escluse le forme giuridiche e parole generiche come Group, Svizzera o Services; le aziende il cui sito ha un nome diverso non vengono quindi conteggiate. Le quote per lingua riguardano gli annunci la cui lingua del testo è determinata in modo univoco. La quota di datori di lavoro pubblici è ricavata dai nomi di Cantoni, città, comuni, ospedali, scuole universitarie e uffici federali ed è quindi un limite inferiore.

Lettera di presentazione dall’annuncio: gratis

Fonti

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Che cosa dice il nostro indice sul mercato svizzero

Calcolato in tempo reale sul nostro indice, non ripreso da uno studio. Solo quote, dato di oggi.

Lingua in cui è scritto l’annuncio

Deutsch
60%
English
23%
Français
13%
Italiano
3%

Tra gli annunci che indicano una lingua, la quota che chiede

Deutsch
70%
English
43%
Français
21%
Italiano
3%

19% pubblicati negli ultimi 7 giorni · Mercati principali: Zürich 18% · Bern 10% · Genève 5% · Basel 5%